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Sentenza

Sentenza n. 16588/2026 - Roma, Sezione 3Q

per l’annullamento del decreto del Ministero dell’interno di rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana, ex art. 9, lett. f) della L. 91/1992, -OMISSIS-;

Giustizia amministrativa202200678

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione, motivato con la presenza di una notizia di reato a carico del richiedente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha dedotto, con un unico motivo, l’incompletezza dell’istruttoria e la genericità della motivazione del diniego: il Ministero avrebbe richiamato la notizia di reato senza accertarne l’esito processuale né considerare gli ulteriori elementi rilevanti per la valutazione complessiva della domanda. Ha inoltre evidenziato che la notizia riguardava la fase di presentazione della domanda di permesso di soggiorno, poi rilasciato dalla stessa Questura che aveva trasmesso la notizia di reato. La notizia era stata archiviata con decreto del 2 gennaio 2019, oltre due anni prima della decisione amministrativa.

La decisione

Il ricorso è accolto e il decreto è annullato. Il TAR ha riconosciuto l’ampia discrezionalità ministeriale nella concessione della cittadinanza per naturalizzazione, sindacabile dal giudice nei limiti del controllo estrinseco e formale; ha tuttavia rilevato che tale discrezionalità richiede una valutazione complessiva dei fatti e che non esiste automatismo tra accertamenti penali e valutazione della condotta. Nel caso concreto, la motivazione standard, priva di riferimenti storico-cronologici alla notizia di reato, e la mancata considerazione della sua archiviazione hanno evidenziato una lacuna istruttoria e l’incoerenza delle ragioni del diniego. Il Ministero deve rideterminarsi acquisendo le informazioni rilevanti sui fatti posti a fondamento della notizia di reato. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    Nello specifico, in sede di concessione di cittadinanza per naturalizzazione ex art. 9 l. 91/1992, tale ampia attività discrezionale si esplica in un potere valutativo con riguardo al definitivo inserimento dell’istante all’interno della comunità nazionale sotto varî profili, tra i quali assume rilievo anche quello dell’affidabilità del soggetto da intendersi come prognosi circa la possibilità di vivere pacificamente e proficuamente nella società.

    La concessione per naturalizzazione comporta una valutazione discrezionale complessiva del definitivo inserimento dell’istante nella comunità nazionale, compresa una prognosi sulla sua affidabilità sociale.

Massime di principio

  • Nella concessione della cittadinanza per naturalizzazione, l’amministrazione deve formulare una valutazione complessiva dell’inserimento dell’istante nella comunità nazionale e della sua affidabilità, tenendo conto delle risultanze di fatto rilevanti.
  • La presenza di una notizia di reato non determina automaticamente il diniego della cittadinanza: l’amministrazione deve accertarne le circostanze e l’esito e valutarla nel contesto complessivo della condotta dell’istante.
  • Il diniego di cittadinanza fondato su una notizia di reato è viziato da difetto di istruttoria e di motivazione quando l’amministrazione non ne ricostruisce i riferimenti fattuali e cronologici e omette di considerare che il procedimento è stato archiviato prima della decisione.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanza
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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