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Sentenza

Sentenza del 28/05/2020 n. 34 - Comm. Trib. II grado di Trento

Consorzi di miglioramento fondiario - Contributo consortile - Presupposti - Vantaggi per i proprietari dei fondi compresi nel territorio di competenza del Consorzio - Presunzione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava l'obbligo di pagamento del contributo consortile sostenendo l'assenza di un beneficio effettivo o immediato per il proprio fondo, anche perché il fondo non era attualmente coltivato e quindi non traeva vantaggio dall'impianto irriguo.

La decisione

La sentenza ha ritenuto che, per i fondi compresi nel perimetro del Consorzio, si debba presumere l'esistenza di un vantaggio potenziale in ragione della costituzione del Consorzio e dell'avvenuta approvazione delle deliberazioni per la costruzione dell'impianto e dei criteri del piano di riparto. Tale presunzione è rafforzata dal fatto che quegli atti non sono stati impugnati. Ne consegue che anche terreni non attualmente coltivati possono risultare beneficiari potenziali e quindi soggetti al contributo consortile; il ricorso è stato quindi rigettato e il contributo è stato ritenuto dovuto.

Norme richiamate

  • atti costitutivi e deliberazioni del Consorzio (approvazione dell'impianto e del piano di riparto)

    La sentenza interpreta tali atti come fonte della presunzione di beneficio potenziale per i fondi compresi nel perimetro del Consorzio; la loro mancata impugnazione conferma la validità dei provvedimenti e rende applicabile la contribuzione anche ai terreni non coltivati.

Massime di principio

  • La mera inclusione di un fondo nel perimetro di un Consorzio irriguo genera una presunzione di beneficio potenziale, indipendentemente dall'utilità immediata o dall'effettivo utilizzo del terreno.
  • La presunzione di vantaggio deriva dalla costituzione del Consorzio e dall'approvazione delle deliberazioni (impianto e piano di riparto); tali atti, se non impugnati, consolidano l'obbligo contributivo.
  • Terreni non coltivati possono comunque essere assoggettati al contributo consortile se ricompresi nel perimetro, poiché l'utilità può essere futura o potenziale.
  • Spetta al contribuente fornire prove concrete e specifiche per superare la presunzione di beneficio (ad esempio dimostrare l'impossibilità tecnica o legale di beneficiare dell'impianto), non basta l'affermazione generica di assenza di vantaggio.
  • Impugnare tempestivamente gli atti costitutivi o le deliberazioni consortili è la via efficace per contestare preventivamente l'obbligo contributivo; la mancata impugnazione limita le possibilità di successo del ricorso successivo.
  • Nelle contestazioni giudiziali è utile documentare in maniera dettagliata lo stato del fondo, le condizioni tecniche e l'oggettiva impossibilità di accesso ai benefici per ottenere l'esclusione dal contributo.

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