Cassazione Penale, Sentenza n. 30788/2025 del 15/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di euro 11.650,00 rinvenuti nell'abitazione della ricorrente immediatamente dopo un'attività di cessione di cocaina monitorata dalla polizia giudiziaria. La ricorrente denunciava violazione di legge per omissione di accertamento circa la commissione del fatto, mancato rispetto del principio di proporzione tra le somme rinvenute e l'attività illecita contestata, e assenza nella motivazione della ricostruzione della condizione economica e della capacità reddituale dell'indagata.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame avesse adeguatamente motivato il fumus del reato richiamando gli esiti investigativi (cessione monitorata, ammissione dell'acquirente di aver comprato cocaina dalla ricorrente da circa un anno e mezzo, modalità di custodia del denaro). Ha inoltre valutato logicamente la sproporzione tra l'importo sequestrato e la mancanza di reddito dichiarato dalla Petrucciani. La Corte ha ricordato la presunzione iuris tantum di accumulazione illecita derivante dall'art. 240-bis cod. pen. una volta dimostrata la sproporzione dall'accusa, onere che può essere superato da specifiche allegazioni probatorie dell'interessato. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna alle spese processuali e al pagamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Norma che consente il sequestro preventivo ai fini della confisca; applicata per giustificare il sequestro della somma rinvenuta in relazione all'attività di spaccio.
art. 85-bis d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Prevede il rinvio all'art. 240-bis cod. pen. per la confisca per sproporzione in materia di stupefacenti; la Corte sottolinea la modifica normativa del 2023 che ha esteso la confisca per sproporzione a tutte le fattispecie dell'art. 73.
art. 240-bis cod. pen.
Disciplina la confisca per sproporzione basata sulla discrepanza tra patrimonio/risorse possedute e redditi leciti; la sua applicazione genera una presunzione iuris tantum di accumulazione illecita che l'interessato può superare con specifiche e verificate allegazioni sulla provenienza lecita.
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma sostanziale sui reati in materia di stupefacenti; la modifica normativa ha reso applicabile la confisca per sproporzione anche alle diverse fattispecie previste da questo articolo.
art. 200, comma primo, cod. pen.
Limiti alla retroattività delle norme penali: la Corte richiama il principio per dire che, ai fini del regime applicabile, va considerata la legge vigente al momento della sentenza di primo grado entro i limiti di tale disposizione.
decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito con modificazioni dalla L. 13 novembre 2023, n. 159
Intervento normativo che ha modificato l'art. 85-bis del DPR 309/1990, estendendo la confisca per sproporzione alle fattispecie dell'art. 73; la Corte ne tiene conto nel valutare il regime applicabile.
Massime di principio
- In materia di stupefacenti, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca è legittimo quando sussiste fumus commissi delicti e la sproporzione tra patrimonio e redditi leciti: la prova della sproporzione è a carico dell'accusa.
- Una volta accertata la sproporzione, scatta una presunzione iuris tantum di accumulazione illecita che il soggetto può superare solo con allegazioni specifiche, verificabili e documentate sulla provenienza lecita delle somme.
- La valutazione della "proporzione" e della condizione economica è valutazione di merito; la cassazione interviene limitatamente per violazione di legge o per vizi motivazionali così gravi da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
- Le modifiche normative (es. estensione della confisca per sproporzione) possono trovare applicazione retroattiva nei limiti dell'art. 200 cod. pen.; occorre considerare la legge vigente al momento della sentenza di primo grado.
- Per contrastare efficacemente un provvedimento di sequestro-confisca per sproporzione, la difesa deve fornire elementi probatori concreti e verificabili sulla legittima provenienza delle somme, non limitandosi a contestazioni generiche o alternative delle valutazioni di merito.
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