Sentenza n. 1535/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza alla sentenza n. 4122/2024 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, del 24/09/2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il beneficio economico della Carta Docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, n. 4122/2024, che aveva condannato il Ministero al riconoscimento, mediante Carta Docente, del beneficio di euro 500,00 annui per gli anni scolastici dal 2019/2020 al 2022/2023, per complessivi euro 2.000,00. La sentenza era stata notificata via PEC al Ministero il 17 febbraio 2025. Decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, l'Amministrazione non aveva effettuato alcun pagamento, neppure parziale. Il Ministero, pur costituito, si è limitato a una memoria di stile, senza contestare l'esistenza o l'ammontare del credito né fornire indicazioni sull'adempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero alla sentenza passata in giudicato e ritualmente notificata. Ha rilevato che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento e che l'Amministrazione non aveva adempiuto, mentre il credito non risultava contestato né nell'an né nel quantum. Ha ordinato al Ministero di effettuare integralmente i pagamenti dovuti entro 120 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inadempimento, ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il Ragioniere Generale dello Stato, con facoltà di delega, assegnandogli un ulteriore termine di 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza da parte della ricorrente per compiere tutti gli atti necessari al pagamento, a carico e spese dell'Amministrazione inadempiente. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari della ricorrente.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza, esercitata per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Prevede il termine dilatorio di 120 giorni per l'adempimento spontaneo delle condanne pecuniarie nei confronti delle amministrazioni pubbliche; decorso inutilmente tale termine, è possibile attivare il giudizio di ottemperanza.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
È la disposizione richiamata dal titolo giudiziale quale base del beneficio economico annuale di euro 500,00 tramite la Carta Docente.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è ammissibile per ottenere l'esecuzione di una sentenza di condanna pecuniaria della pubblica amministrazione quando il titolo sia passato in giudicato, sia stato ritualmente notificato e sia decorso inutilmente il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996.
- In presenza di un titolo esecutivo non contestato dall'amministrazione né nell'an né nel quantum, e a fronte della mancata allegazione di pagamenti anche parziali, il giudice dell'ottemperanza può accertare l'inadempimento e ordinare il pagamento integrale del credito entro un termine assegnato.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a operare in caso di ulteriore inerzia dell'amministrazione dopo la scadenza del termine assegnato per l'adempimento.
- Le spese del giudizio di ottemperanza seguono la soccombenza quando l'amministrazione, pur costituita, non dimostri di avere dato esecuzione al titolo giudiziale.
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