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Sentenza

Sentenza n. 1463/2026 - Napoli, Sezione 4

per l'annullamento a) del provvedimento in data 4.10.2024 di approvazione della graduatoria di merito del concorso, bandito dal Comune di Napoli, con atto pubblicato sul sito istituzionale del Comune, in data 27.11.2023, per il reclutamento di un contingente complessivo di 222 unità di personale non dirigenziale, a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nei ruoli del Comune di Napoli, di cui, per quanto interessa, n. 72 unità con il profilo di funzionario socio educativo (Codice EDU/D), nella parte in cui, tra i soggetti idonei, non è prevista anche la ricorrente; b) di ogni atto preordinato, connesso e conseguente, ivi compresi i verbali di valutazione della prova scritta della ricorrente, nella parte in cui si valutano come errate due risposte fornite dalla ricorrente e conseguentemente non si riconosce il relativo punteggio.

Giustizia amministrativa202406583

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di approvazione della graduatoria di merito del concorso per il reclutamento di funzionari socio educativi, limitatamente alla mancata inclusione della ricorrente tra gli idonei e alla valutazione come errate di due risposte della prova scritta

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (candidata a concorso)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, dopo aver conseguito 19,750 punti, non era stata inclusa tra gli idonei, individuati nei candidati con almeno 21 punti. Ha contestato due quesiti a risposta multipla della prova scritta, sostenendo che nel primo la risposta da lei fornita fosse corretta, mentre nel secondo fossero corrette sia la risposta indicata dalla Commissione sia quella da lei scelta. La mancata attribuzione del punteggio relativo alle due risposte le aveva comportato una penalità complessiva di 0,50 punti e la mancata attribuzione di 1,50 punti per le risposte esatte, sicché il riconoscimento dell'erroneità o ambiguità dei quesiti le avrebbe consentito di superare la soglia di 21 punti. Il primo quesito riguardava la funzione dell'educatore nel metodo montessoriano; il secondo la finalità della progettazione di attività di tipo simbolico al nido. La ricorrente ha dedotto l'erroneità, l'ambiguità e la non univocità dei quesiti e delle risposte predisposte dalla Commissione, in contrasto con i principi di par condicio, ragionevolezza e imparzialità della selezione concorsuale. Il contraddittorio è stato integrato nei confronti dei controinteressati mediante pubblici proclami.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che entrambi i quesiti contestati non presentassero una risposta univocamente corretta. Quanto al quesito sul metodo montessoriano, ha considerato plausibile la risposta della candidata, rilevando che la scelta dell'oggetto da parte dell'educatore e l'indicazione del suo possibile uso comprimerebbero la libertà del bambino, in contrasto con i principi del metodo montessoriano. Quanto al quesito sul gioco simbolico, ha ritenuto che, oltre alla risposta indicata dalla Commissione, fosse plausibile anche quella della ricorrente, relativa al consolidamento delle capacità di relazione, con conseguente ambiguità della domanda. Le argomentazioni dell'amministrazione non sono state considerate idonee a superare tale valutazione. Poiché il riconoscimento dell'ambiguità dei due quesiti era sufficiente a far raggiungere alla candidata la soglia di 21 punti, il giudice ha annullato, nei limiti dell'interesse della ricorrente, il provvedimento di approvazione della graduatoria e ha disposto la sua ammissione nella graduatoria degli idonei. Le spese sono state compensate per la peculiarità delle questioni trattate.

Norme richiamate

  • art. 97 Cost.

    principio di par condicio desumibile dall'art. 97 Cost.

    Nelle prove concorsuali basate su quiz a risposta multipla, il principio di imparzialità e parità di trattamento impone che ogni quesito consenta di individuare una sola risposta univocamente corretta.

  • art. 41, comma 4, c.p.a.

    integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i controinteressati

    La disposizione è stata applicata per disporre l'integrazione del contraddittorio mediante pubblici proclami nei confronti dei controinteressati alla graduatoria.

  • art. 151 c.p.c.

    Richiamato quale fondamento, insieme all'art. 41, comma 4, c.p.a., della modalità di integrazione del contraddittorio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    Ha fondato l'ordine di oscuramento delle generalità della parte.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nei concorsi pubblici articolati su quesiti a risposta multipla, ogni domanda deve essere formulata in modo chiaro, completo e non ambiguo e deve prevedere una sola risposta effettivamente e incontrovertibilmente corretta.
  • L'illegittimità della prova concorsuale può derivare non soltanto dall'erroneità della risposta indicata come esatta, ma anche dalla formulazione ambigua del quesito, dalla presenza di più risposte plausibilmente corrette o dall'assenza di una risposta corretta.
  • La discrezionalità dell'amministrazione nella predisposizione dei quesiti concorsuali incontra il limite della ragionevolezza e dell'univocità della soluzione, necessario a garantire la par condicio tra i candidati.
  • Quando l'eliminazione dell'errore o dell'ambiguità di quesiti contestati è sufficiente a consentire al candidato il superamento della soglia prevista dal bando, il giudice può annullare la graduatoria nei limiti dell'interesse del ricorrente e disporne l'inclusione tra gli idonei.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieProve e valutazione delle commissioni
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaConcorrenza ed evidenza pubblica

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