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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06963/2026 del 20/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, condannato in primo e secondo grado, ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la responsabilità per la violazione delle prescrizioni connesse alla sorveglianza speciale, consistita nell'allontanarsi dal Comune di Andria in violazione dell'obbligo di soggiorno. Con l'unico motivo deduceva l'omessa applicazione della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo che la condotta fosse astrattamente meritevole del beneficio. La Corte rileva però che le censure sono generiche e si risolvono in una diversa valutazione del materiale istruttorio, senza confrontarsi con la motivazione di merito che aveva escluso la particolare tenuità valorizzando la non minima offensività della condotta, la spregiudicatezza dell'agente e la precedente violazione di prescrizioni analoghe.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la decisione di merito avesse già fornito una motivazione sufficiente e coerente per escludere la particolare tenuità del fatto, anche alla luce dei criteri dell'art. 133, comma 1, c.p., e che il ricorso si limitasse a contestazioni generiche e non pertinenti. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non essendo emersi elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva della concreta offensività della condotta; può essere esclusa quando la condotta risulti non minimale e sintomatica di spregiudicatezza o reiterazione di violazioni analoghe.

  • art. 133, comma 1, c.p.

    I parametri della gravità del fatto da utilizzare per valutare la particolare tenuità sono le modalità della condotta, il grado di colpevolezza e l'entità del danno o del pericolo.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio sulla particolare tenuità del fatto il giudice di merito deve motivare in modo adeguato sulla base di una valutazione complessiva delle concrete modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del pericolo o del danno.
  • La motivazione sul diniego dell'art. 131-bis c.p. è sufficiente anche in forma implicita quando la qualificazione della condotta escluda chiaramente la possibilità di considerare il fatto di particolare tenuità.
  • Le censure di legittimità che si limitino a riproporre una diversa lettura delle emergenze istruttorie, senza confrontarsi con la ratio della motivazione di merito, sono genericamente formulate e non idonee a scardinare il diniego della particolare tenuità del fatto.
  • La reiterazione di precedenti violazioni delle prescrizioni connesse a una misura di prevenzione può essere valorizzata per escludere la particolare tenuità del fatto, in quanto indice della non minimale offensività e della spregiudicatezza dell'agente.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoNullità processuale

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