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Sentenza

Sentenza n. 16018/2026 - Roma, Sezione 3

Giustizia amministrativa202607568

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: graduatoria finale del concorso di ammissione per l’a.a. 2026/2027, nella parte in cui non computava la prova del secondo turno, e avviso che aveva invalidato la sessione del 18 aprile 2026 presso la sede di Catania, rendendo obbligatoria la partecipazione a una sessione di recupero

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (università)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il candidato aveva partecipato alla prova del secondo turno del 18 aprile 2026 a Catania, durante la quale si erano verificati rallentamenti e interruzioni della rete informatica. La sera stessa aveva ricevuto, attraverso il canale ufficiale indicato dal bando, una comunicazione che qualificava il recupero come facoltativo e precisava che la prova già svolta sarebbe rimasta valida per chi non avesse partecipato alla sessione suppletiva. Sulla base di tale informazione non aveva svolto il recupero. L’Università aveva poi invalidato la sessione e convocato i candidati a recuperi obbligatori il 21 e 22 aprile, ai quali il ricorrente non aveva partecipato perché aveva appreso dell’avviso solo dopo il loro svolgimento. Ha impugnato la graduatoria che lo equiparava a un assente al secondo turno, l’avviso di invalidazione e gli atti connessi, deducendo in sostanza la lesione dell’affidamento riposto nella comunicazione ufficiale e la perdita della possibilità di conseguire un punteggio migliore. Ha chiesto l’annullamento degli atti e la rivalutazione della prova del 18 aprile oppure la possibilità di sostenere una nuova prova alle condizioni degli altri candidati.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. In esecuzione dell’ordinanza cautelare n. 4479/2026, l’Università aveva consentito al ricorrente di ripetere la prova il 15 settembre 2026; questi aveva ottenuto 32,25 punti, rispetto ai 31,50 conseguiti al primo turno, ed era stato ricollocato al 70° posto nella graduatoria aggiornata. Poiché i posti disponibili erano 40 e il ricorrente non aveva conseguito una collocazione utile, la ripetizione aveva già recuperato la chance di sostenere due prove, ma nessuna ulteriore utilità poteva derivare dalla decisione di merito. Il ricorrente non aveva contestato i fatti documentati dall’Università. Le spese sono state integralmente compensate, tenuto conto del contegno processuale ed extraprocessuale dell’Ateneo e della mancata attività difensiva del ricorrente dopo la ripetizione della prova.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Nel caso di specie è incontestato che il ricorrente abbia regolarmente ripetuto la prova di ammissione al corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria secondo quanto disposto nella ordinanza di questo Tribunale n. 4479/2026, così recuperando la possibilità di sfruttare, come gli altri candidati, due prove per accedere al corso di laurea prescelto. Cionondimeno, non ha conseguito all’esito delle due prove un punteggio sufficiente per collocarsi utilmente in graduatoria, essendosi posizionato al settantesimo posto a fronte di 40 posizioni disponibili per l’indirizzo scelto.

    Il ricorso diviene improcedibile quando, dopo la proposizione, la sopravvenuta soddisfazione della possibilità di sostenere la prova non conduce a una posizione utile in graduatoria e non residua alcuna utilità conseguibile dalla decisione.

Massime di principio

  • La sopravvenuta carenza di interesse determina l’improcedibilità del ricorso quando l’attività amministrativa intervenuta nel corso del giudizio ha già consentito al ricorrente di conseguire l’utilità strumentale richiesta, ma l’esito concreto non gli attribuisce una posizione utile e la decisione di merito non può procurargli un ulteriore vantaggio.

Come è indicizzato

MaterieAccesso programmato ai corsi universitariEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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