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Sentenza

Sentenza n. 1495/2026 - Bologna, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600274

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: DASPO fuori contesto della durata di tre anni, adottato il 6 novembre 2025 e notificato il 3 dicembre 2025, con divieto di accesso ai luoghi interessati da manifestazioni sportive e con prescrizioni territoriali che impedivano o rendevano difficoltoso percorrere via Stalingrado, via Ferrarese e via Aposazza

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (destinatario DASPO)

Prevale il privato

La controversia

Il destinatario ha chiesto l’annullamento del DASPO fuori contesto disposto ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. c), l. 401/1989 per tre anni. Ha dedotto che il blocco stradale contestatogli non rientrava tra i reati previsti dalla norma; che mancavano fatti idonei a fondare un giudizio di pericolosità; che erano inesatte le indicazioni sulla sua partecipazione alle partite del Bologna FC e agli incontri di basket della Fortitudo Bologna; e che la durata triennale era priva di adeguata motivazione. Ha inoltre contestato l’estensione territoriale del divieto, nella misura in cui ostacolava la percorrenza di alcune vie cittadine.

La decisione

Il ricorso è stato accolto parzialmente. Il TAR ha respinto le censure sull’an del DASPO: il blocco stradale, pur non essendo autonomamente compreso tra i reati indicati dall’art. 6, comma 1, lett. c), poteva essere considerato, insieme alle denunce del 2022 per rapina e del 2024 per la violazione dell’art. 5 l. 152/1975, quale elemento del giudizio attuale di pericolosità. La norma consente di valorizzare la denuncia, senza che le valutazioni cautelari del giudice penale o la successiva sostituzione e revoca di misure cautelari impediscano l’autonoma valutazione amministrativa; il rinvio a giudizio e la condotta contestata corroboravano tale valutazione. L’assenza di un’attuale frequentazione di eventi sportivi non escludeva il potere preventivo, non essendo richiesto un collegamento specifico tra le condotte e manifestazioni sportive. Il TAR ha invece annullato la durata triennale oltre il minimo di un anno, poiché la motivazione si limitava a definirla “congrua”, senza spiegare la scelta all’interno dell’intervallo legale da uno a cinque anni. Ha inoltre annullato il divieto nella parte in cui impediva o rendeva difficoltoso percorrere via Stalingrado, via Ferrarese e via Aposazza, in assenza di giustificazione e motivazione. Resta salva l’adozione di un nuovo provvedimento motivato sulla durata. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 6, comma 1, lett. c), l. 401/1989

    Si tratta di fattispecie perfettamente rientrante nell’ambito di applicazione dell’art. 6, comma 1, lett. c) che precede, e che, stante la considerazione per cui la stessa norma espressamente indica come sufficiente la “denuncia”, in ragione della funzione preventiva del Daspo, denota una potenziale pericolosità del ricorrente rispetto alla quale non assume rilievo il fatto che - come tenta di valorizzare il ricorrente - il G.I.P. presso il Tribunale di Bologna non ha disposto la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Bologna, in quanto “non sussistono né i gravi indizi di colpevolezza né le esigenze cautelari necessarie per l’applicazione della misura” a carico non solo del ricorrente, ma anche di tutti i soggetti indagati per tale reato.

    Ai fini del DASPO fuori contesto è sufficiente la denuncia per uno dei reati contemplati dalla disposizione, in ragione della funzione preventiva della misura; le valutazioni cautelari del giudice penale non precludono l’autonoma valutazione amministrativa della pericolosità.

  • art. 6, comma 5, l. 401/1989

    Appare evidente, quindi, che siffatta graduazione, ove superi il minimo, deve trovare un riscontro motivazionale puntuale (Tar Sicilia, sez. stacc. Catania, sez. I, 24 ottobre 2023, n. 3150).

    Poiché la durata del divieto è graduabile da uno a cinque anni, una durata superiore al minimo di un anno richiede una motivazione puntuale sulla scelta del periodo applicato.

Massime di principio

  • Il DASPO fuori contesto può fondarsi sulla denuncia, anche in assenza di una condanna definitiva, per uno dei reati tassativamente contemplati dall’art. 6, comma 1, lett. c), l. 401/1989; le valutazioni cautelari del giudice penale non vincolano l’amministrazione, che formula autonomamente il giudizio preventivo di pericolosità.
  • La valutazione della pericolosità ai fini del DASPO fuori contesto può considerare, in una lettura complessiva e diacronica, denunce per reati ricompresi nella disposizione e ulteriori condotte recenti, anche se queste ultime non rientrano autonomamente nel catalogo dei reati presupposto, quando siano pertinenti a dimostrare la perdurante pericolosità.
  • Il DASPO fuori contesto non richiede che le condotte rilevanti siano state commesse in occasione o a causa di manifestazioni sportive, né che il destinatario attualmente frequenti eventi sportivi; la misura conserva una finalità preventiva rispetto al possibile accesso a luoghi destinati a ospitarli.
  • Quando la legge consente di graduare la durata del divieto entro un intervallo temporale, la scelta di una durata superiore al minimo deve essere sorretta da una motivazione puntuale; la mera qualificazione del periodo come congruo non è sufficiente.
  • Le prescrizioni territoriali del DASPO che impediscono o rendono difficoltoso il transito su specifiche vie devono essere giustificate e motivate; in mancanza, sono illegittime limitatamente a tale ambito.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezza
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezza

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