Decreto ministeriale n. 330 del 13/08/2021
Approvazione del programma di interventi infrastrutturali in ambito portuale sinergici e complementari al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto approva e finanzia un programma di interventi infrastrutturali in ambito portuale, coerenti e complementari al PNRR, a valere sulle risorse del Piano nazionale per gli investimenti complementari. Le risorse complessive assegnate ammontano a 2.835,63 milioni di euro per il periodo 2021-2026 e sono ripartite tra cinque linee di intervento: accessibilità marittima e resilienza climatica, aumento della capacità portuale, ultimo/penultimo miglio ferroviario-stradale, efficientamento energetico ed elettrificazione delle banchine. Il decreto individua i soggetti attuatori, i termini per aggiudicazione e collaudo, gli obblighi di monitoraggio BDAP/MOP e le ipotesi di revoca in caso di mancato rispetto dei cronoprogrammi o degli adempimenti.
Programma di interventi infrastrutturali portuali sinergici e complementari al PNRR, finanziati dal Piano complementare
Programma di interventi infrastrutturali portuali complementari al PNRR
Il decreto approva il programma di interventi infrastrutturali in ambito portuale sinergici e complementari al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finanziati con risorse del Piano nazionale per gli investimenti complementari. Il provvedimento si inserisce nel quadro del d.l. 6 maggio 2021, n. 59, convertito dalla legge 1 luglio 2021, n. 101, e si coordina con la Missione 3 del PNRR, dedicata alle infrastrutture per una mobilità sostenibile.
Base normativa e finalità
La misura si fonda, oltre che sul decreto-legge istitutivo del Piano complementare, sulla legge 30 dicembre 2020, n. 178, sul DPCM 23 dicembre 2020, n. 190, sulla direttiva ministeriale 13 gennaio 2021, n. 13, sulla direttiva 31 marzo 2021, n. 127 e sulla direttiva del Capo Dipartimento 14 maggio 2021, n. 71. Le premesse richiamano anche la riorganizzazione del Ministero disposta dal DPCM n. 190/2020 e il cambio di denominazione del Ministero operato dall’art. 5 del d.l. 1 marzo 2021, n. 22. La ratio è sostenere la modernizzazione, la competitività e la sostenibilità ambientale del sistema portuale, con attenzione alla decarbonizzazione e all’interoperabilità della piattaforma logistica nazionale per la rete dei porti.
Risorse finanziarie e riparto
Il decreto prende atto delle risorse destinate al settore portuale nell’ambito del Piano complementare, pari a complessivi 2.860 milioni di euro, e programma interventi per 2.835,63 milioni di euro. La differenza rispetto al massimale disponibile è di 24,370 milioni di euro sulla voce "Elettrificazione delle banchine (Cold ironing)".
Le risorse sono ripartite nelle seguenti linee:
- sviluppo dell’accessibilità marittima e della resilienza delle infrastrutture portuali ai cambiamenti climatici: 1.470 milioni di euro;
- aumento selettivo della capacità portuale: 390 milioni di euro;
- ultimo/penultimo miglio ferroviario/stradale: 250 milioni di euro;
- efficientamento energetico: 50 milioni di euro;
- elettrificazione delle banchine (cold ironing): 675,63 milioni di euro.
Il decreto riporta anche la distribuzione territoriale tra Regioni del Sud e Centro-Nord per ciascuna linea, con preponderanza di alcune misure nel Mezzogiorno, in particolare l’efficientamento energetico interamente destinato alle Regioni del Sud.
Soggetti attuatori e attuazione degli interventi
Gli enti proponenti nelle cui circoscrizioni ricadono gli interventi assumono il ruolo di soggetti attuatori. L’attuazione avviene nel rispetto del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 e degli accordi procedimentali da stipulare entro il 31 dicembre 2021 ai sensi dell’art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241 con la Direzione generale competente del MIT/MIMS.
Gli accordi devono disciplinare:
- modalità di attuazione degli interventi;
- obblighi di monitoraggio;
- modalità di erogazione del contributo pubblico.
Il beneficiario deve inoltre assicurare che gli interventi non siano oggetto di altri finanziamenti, salvo le quote di cofinanziamento espressamente indicate, e che non siano già realizzati o in corso di realizzazione. Deve essere garantita la completa realizzazione e la piena funzionalità delle opere.
Tipologie di intervento finanziate
Il programma si articola in cinque linee, ciascuna associata ad interventi puntuali elencati nell’Allegato 1 con soggetto attuatore, CUP e importo.
1. Sviluppo dell’accessibilità marittima e resilienza delle infrastrutture portuali
Sono finanziati interventi per l’adeguamento e il potenziamento delle infrastrutture di accesso ai porti, la resilienza climatica, dragaggi, nuove dighe foranee, ampliamenti e consolidamenti di banchine e moli. Tra gli interventi elencati figurano, tra gli altri, la nuova diga foranea di Genova, la nuova diga foranea di Savona Vado, il waterfront di Marina di Carrara, prolungamenti e rafforzamenti di banchine e dighe a Civitavecchia, Napoli, Salerno, Palermo, Catania, Taranto, Brindisi, Ravenna e Venezia.
L’importo complessivo della linea è pari a 1.470 milioni di euro. Il decreto specifica che 687,70 milioni sono destinati a interventi nelle Regioni del Sud e 782,30 milioni alle Regioni del Centro-Nord.
2. Aumento selettivo della capacità portuale
La seconda linea finanzia interventi di ampliamento e selezione della capacità terminalistica e portuale, tra cui opere su terminal container, banchinamenti, terminal Ro-Ro e aree logistiche, in porti come Napoli, Cagliari e Trieste.
L’importo complessivo è di 390 milioni di euro, di cui 119,35 milioni per il Sud e 270,65 milioni per il Centro-Nord.
3. Ultimo/penultimo miglio ferroviario/stradale
Questa linea è destinata al miglioramento dei collegamenti ferroviari e stradali di accesso ai porti, con interventi su nodi viari e ferroviari, viadotti, ponti e collegamenti interni, in particolare nei porti di Civitavecchia, Napoli, Salerno, Ancona, Venezia e Trieste.
L’importo complessivo è di 250 milioni di euro, di cui 40 milioni alle Regioni del Sud e 210 milioni al Centro-Nord.
4. Efficientamento energetico
La quarta linea finanzia interventi di efficientamento energetico e transizione energetica della mobilità marittima. Nel decreto è riportato un intervento dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto relativo a un deposito costiero LNG e all’elettrificazione delle banchine portuali nell’area dello Stretto.
L’importo complessivo è di 50 milioni di euro ed è interamente destinato alle Regioni del Sud.
5. Elettrificazione delle banchine (cold ironing)
La quinta linea è la più ampia e riguarda l’alimentazione elettrica da banchina per navi in sosta, con numerosi interventi in porti del Nord, del Centro e del Sud: La Spezia, Livorno, Piombino, Portoferraio, Civitavecchia, Napoli, Salerno, Gioia Tauro, Cagliari, Olbia, Palermo, Trapani, Termini Imerese, Porto Empedocle, Catania, Augusta, Taranto, Ancona, Pesaro, San Benedetto del Tronto, Ortona, Pescara, Ravenna, Venezia, Trieste, Monfalcone, Rovigo, Porto Nogaro, Siracusa e Gela.
L’importo complessivo è pari a 675,63 milioni di euro; il decreto precisa che 326,43 milioni sono destinati al Sud e 349,20 milioni al Centro-Nord.
Termini procedurali e conclusione degli interventi
Il decreto stabilisce termini differenziati per l’aggiudicazione dei contratti e per il completamento delle opere:
- linea accessibilità marittima e resilienza climatica: aggiudicazione entro il 31 dicembre 2023, collaudo entro il 31 dicembre 2026;
- linea aumento capacità portuale: aggiudicazione entro il 31 dicembre 2023, collaudo entro il 30 giugno 2026;
- linea ultimo/penultimo miglio: aggiudicazione entro il 31 dicembre 2023, collaudo entro il 31 marzo 2026;
- linea efficientamento energetico: aggiudicazione entro il 31 marzo 2023, collaudo entro il 31 marzo 2026;
- linea elettrificazione banchine: aggiudicazione entro il 31 marzo 2024, conclusione entro il 30 giugno 2026.
Questi termini devono essere coerenti con il cronoprogramma procedurale previsto dal decreto MEF 15 luglio 2021.
Monitoraggio, BDAP e revoca delle risorse
Ai fini del monitoraggio si applica il sistema MOP della BDAP, previsto dal d.lgs. 29 dicembre 2011, n. 229 e dal decreto MEF 15 luglio 2021. Il monitoraggio è effettuato dal soggetto attuatore o dal titolare del CUP. Gli interventi devono essere classificati nelle seguenti voci PNIC:
- sviluppo dell’accessibilità marittima e della resilienza delle infrastrutture portuali ai cambiamenti climatici;
- aumento selettivo della capacità portuale;
- ultimo/penultimo miglio ferroviario/stradale;
- efficientamento energetico;
- elettrificazione delle banchine (cold ironing).
Il decreto dispone inoltre la trasmissione al Ministero dell’economia e delle finanze dopo la registrazione degli organi di controllo.
Revoca e restituzione delle somme
Il mancato rispetto dei termini del cronoprogramma o la mancata alimentazione del sistema di monitoraggio comportano la revoca del finanziamento, se non risultano assunte obbligazioni giuridicamente vincolanti. La data dell’obbligazione è quella registrata sul sistema SIMOG per il CIG, come acquisita nel sistema di cui al d.lgs. n. 229/2011.
Le economie che emergano dopo il collaudo delle opere sono revocate. Le somme eventualmente già erogate e poi revocate devono essere restituite allo Stato entro 60 giorni dalla comunicazione di avvio del procedimento di revoca, mediante versamento in apposito capitolo di entrata del bilancio statale.
Allegato 1
L’Allegato 1 è parte integrante e sostanziale del decreto e contiene l’elenco dettagliato degli interventi, con soggetto attuatore, porto di riferimento, denominazione dell’opera, CUP e importo finanziato. Esso costituisce la base operativa per l’attuazione e per il monitoraggio del programma.
Punti principali
Base normativa e finalità del provvedimento
Il decreto si fonda sulla legge di bilancio 2021, sull’organizzazione del Ministero ridefinita dal DPCM 23 dicembre 2020 n. 190 e sul decreto-legge 1 marzo 2021 n. 22 che ha ridenominato il Ministero in Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. È inoltre attuativo del decreto-legge 6 maggio 2021 n. 59, convertito dalla legge 1 luglio 2021 n. 101, relativo al Fondo complementare al PNRR. La finalità è programmare e finanziare interventi portuali sinergici e complementari al PNRR, in coerenza con la Missione 3 e con gli obiettivi di modernizzazione, interoperabilità, decarbonizzazione e competitività del sistema portuale.
Riparto delle risorse e linee di intervento
Il programma è approvato per un importo complessivo di 2.835,63 milioni di euro, rispetto ai 2.860 milioni previsti per il settore portuale, con residuo di 24,370 milioni di euro sulla voce "Elettrificazione delle banchine (Cold ironing)". Le risorse sono ripartite in cinque tipologie: accessibilità marittima e resilienza climatica (1.470 milioni), aumento selettivo della capacità portuale (390 milioni), ultimo/penultimo miglio ferroviario/stradale (250 milioni), efficientamento energetico (50 milioni) ed elettrificazione delle banchine (675,63 milioni). Il decreto specifica anche la distribuzione territoriale tra Regioni del Sud e Centro-Nord per ciascuna linea.
Soggetti attuatori e accordi procedimentali
Gli enti proponenti nei cui territori ricadono gli interventi assumono le funzioni di soggetti attuatori. L’esecuzione deve avvenire nel rispetto del codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50 e degli accordi procedimentali da stipulare entro il 31 dicembre 2021 con la Direzione generale competente del Ministero, ai sensi dell’art. 15 della legge n. 241/1990. Gli accordi devono disciplinare modalità e obblighi relativi all’attuazione, al monitoraggio degli interventi e all’erogazione del contributo pubblico. Il beneficiario deve inoltre garantire che gli interventi non siano già finanziati da altre risorse, salvo cofinanziamenti espressamente previsti, e che siano completi e funzionali.
Termini di aggiudicazione e collaudo
Per ciascuna tipologia di intervento sono fissati termini vincolanti per aggiudicazione dei contratti e conclusione dei lavori. Per accessibilità marittima e resilienza climatica e per aumento della capacità portuale l’aggiudicazione deve avvenire entro il 31 dicembre 2023; il collaudo entro il 31 dicembre 2026 per la prima linea e entro il 30 giugno 2026 per la seconda. Per ultimo/penultimo miglio ferroviario-stradale l’aggiudicazione è fissata al 31 dicembre 2023 e il collaudo al 31 marzo 2026. Per efficientamento energetico l’aggiudicazione deve avvenire entro il 31 marzo 2023 e il collaudo entro il 31 marzo 2026. Per elettrificazione delle banchine l’aggiudicazione è fissata al 31 marzo 2024 e la conclusione al 30 giugno 2026.
Monitoraggio BDAP/MOP e classificazione degli interventi
Il monitoraggio è affidato al sistema di monitoraggio delle opere pubbliche (MOP) della BDAP, ai sensi del d.lgs. 29 dicembre 2011 n. 229 e del decreto MEF 15 luglio 2021. Il soggetto attuatore o il titolare del CUP deve alimentare il sistema e classificare gli interventi nelle corrispondenti voci PNIC: sviluppo dell’accessibilità marittima, aumento selettivo della capacità portuale, ultimo/penultimo miglio ferroviario/stradale, efficientamento energetico, elettrificazione delle banchine. Il decreto prevede anche la trasmissione al MEF dopo la registrazione degli organi di controllo.
Revoca dei finanziamenti
Il mancato rispetto del cronoprogramma procedurale o la mancata alimentazione del sistema di monitoraggio comportano, ai sensi dell’art. 1, comma 7-bis, del d.l. n. 59/2021, la revoca del finanziamento se non risultano assunte obbligazioni giuridicamente vincolanti. La data dell’obbligazione è quella risultante dal sistema SIMOG per il CIG, come acquisita nel sistema ex d.lgs. n. 229/2011. Le economie rilevate a collaudo avvenuto sono revocate. Le somme già erogate e revocate devono essere restituite allo Stato entro 60 giorni dalla comunicazione di avvio del procedimento di revoca.
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