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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26850/2022 del 12/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di liberazione anticipata relativa ai semestri dal 4 aprile 2011 al 19 aprile 2012. La richiesta era stata negata in ragione di due condanne irrevocabili a carico del ricorrente per reati commessi quale legale rappresentante della BCB Global Service s.r.l., consistiti nel non aver restituito due autovetture in leasing dopo la risoluzione anticipata del contratto per mancato pagamento di cinque canoni. Il rigetto è stato motivato con la considerazione che la commissione di tali reati dimostra una condotta trasgressiva incompatibile con la partecipazione al percorso rieducativo. Il ricorrente ha denunciato vizio di violazione di legge e difetto di motivazione, sostenendo che la motivazione è apparente e non specifica quanto alla effettiva disponibilità delle vetture e alla concreta condotta personale.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto inammissibili i rilievi diretti a ridimensionare il disvalore delle condanne irrevocabili, sottolineando che non è possibile rimettere in discussione fatti già accertati con sentenze definitive. È stato confermato che, nel procedimento di sorveglianza, possono essere valutati anche fatti costituenti ipotesi di reato senza attendere la definizione di un procedimento penale, quando ciò sia pertinente rispetto al trattamento rieducativo. Conclusivamente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Cassazione penale, Sez. I, n. 33848 del 30/04/2019 (Rv. 276498)

    nel procedimento di sorveglianza possono essere valutati anche fatti costituenti ipotesi di reato, senza la necessità di attendere la definizione del relativo procedimento penale, a condizione che il giudice ne valuti la pertinenza rispetto al trattamento rieducativo, in quanto espressione di un atteggiamento incompatibile con l'adesione allo stesso da parte del detenuto

    Il principio interpretato è che il giudice della sorveglianza può tenere conto anche di fatti che costituiscono ipotesi di reato (anche se non definiti in sede penale) quando questi fatti siano rilevanti per valutare la reale adesione del detenuto al percorso rieducativo; pertanto condotte gravi possono legittimamente influenzare il diniego della liberazione anticipata.

Massime di principio

  • Condanne irrevocabili costituiscono presupposto vincolante e non possono essere rimesse in discussione nel procedimento di sorveglianza: il giudice può darne pieno rilievo nella valutazione della concessione della liberazione anticipata.
  • Nel giudizio di sorveglianza è ammessa la valutazione di fatti costituenti ipotesi di reato anche prima della definizione di eventuali procedimenti penali, purché tali fatti siano pertinenti al trattamento rieducativo e dimostrino atteggiamenti incompatibili con la rieducazione.
  • La mera contestazione formale della motivazione non basta: il difensore deve proporre elementi concreti e nuovi che incidano sulla valutazione complessiva della rieducazione; non è sufficiente sollevare dubbi sulla portata offensiva di condanne irrevocabili.
  • Anche in presenza di indici positivi di partecipazione al trattamento, fatti particolarmente gravi o significativi possono prevalere e portare al rigetto della richiesta di benefici.
  • Per evitare effetti negativi in sede di sorveglianza è importante, ove possibile, contestare tempestivamente la responsabilità penale nelle sedi appropriate e documentare in modo chiaro e continuativo gli elementi di rieducazione e buona condotta.

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