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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31488/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato su due censure principali: I) violazione di legge e vizio di motivazione per la illegittima dichiarazione di assenza dell'imputato basata sulla sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio, senza prove di contatti o rapporto professionale effettivo; II) richiesta di declaratoria di improcedibilità per difetto di querela, in quanto la persona offesa aveva presentato solo una denuncia e non una querela formale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondata la censura relativa al difetto di querela, avendo la Corte territoriale motivatamente riscontrato nell'atto della persona offesa la volontà di perseguire il colpevole (la denuncia conteneva la riserva di "integrare la presente denuncia/querela" e la immediata richiesta d'intervento della polizia giudiziaria). Tuttavia ha accolto il motivo relativo all'illegittima dichiarazione di assenza: richiamando la giurisprudenza di legittimità, ha stabilito che la mera elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è sufficiente per dichiarare l'imputato assente se non è accertata l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o altri elementi che dimostrino la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato o la sua volontaria sottrazione. Per tali ragioni la Corte ha annullato la sentenza impugnata e quella di primo grado e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Milano per un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disposizioni attuative cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente per la formulazione dei motivi di cassazione; il ricorso è stato articolato nel rispetto del disposto procedurale indicato.

  • Sentenza S.U. Ismail n. 23948 del 28/11/2019 (Rv. 279420)

    Principio secondo cui la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è idonea, di per sé, a fondare la dichiarazione di assenza: il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o altri elementi che dimostrino la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato o la sua volontaria sottrazione.

  • Sez. 5 n. 22752 del 21/01/2021 (Rv. 281315)

    Ulteriore precisazione giurisprudenziale che afferma la nullità assoluta della notifica al difensore d'ufficio domiciliatario quando non sia accertata l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o la sussistenza di elementi che facciano ritenere con certezza la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.

  • Legge 23 giugno 2017, n. 103 (riferimento all'introduzione dell'art. 162, comma 4-bis c.p.p.)

    Richiamata in quanto la giurisprudenza citata era stata affermata anche in relazione a fatti anteriori all'introduzione del comma; la Corte segnala la rilevanza delle norme successive in tema di notifiche e giudizi in assenza.

Massime di principio

  • La mera elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non basta per dichiarare l'imputato assente: il giudice deve verificare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o altri elementi che dimostrino la consapevolezza dell'imputato circa il procedimento o la sua volontaria sottrazione.
  • La notifica della citazione o altri atti al difensore domiciliatario è suscettibile di nullità assoluta se manca prova di un rapporto effettivo tra imputato e difensore; tale nullità è deducibile in ogni stato e grado del procedimento.
  • Una denuncia può essere considerata idonea a manifestare la volontà della persona offesa di perseguire il colpevole (con valore equivalente alla querela) se dall'atto emergono chiaramente l'intenzione di "integrare la presente denuncia/querela" o richieste immediate di intervento alle forze di polizia che denotino la volontà di far procedere penalmente.
  • Se in sede di gravame o giudizio di merito si fanno riferimenti errati al rito (es. stating abbreviato quando non è stato adottato) o alla procura speciale, tali elementi possono integrare vizi di motivazione rilevanti e influire sull'esito del controllo di legittimità.
  • In presenza di vizi relativi a forme di notifica o alla legittimazione processuale (assenza dichiarata illegittimamente), la Corte di Cassazione può disporre l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio, anche se altre censure (es. sulla querela) risultino infondate.

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