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Sentenza

Sentenza n. 1174/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'accertamento del silenzio serbato dall’Amministrazioni intimata in ordine all’istanza di accesso presentata in data 4.12.2025.

Giustizia amministrativa202600171

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio asseritamente serbato dal Comune sull'istanza di accesso del 4 dicembre 2025

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio del Comune e la condanna alla consegna della documentazione relativa a un loro immobile, comprendente documentazione storica e d'archivio, titoli edilizi e urbanistici, pratiche edilizie specificamente individuate, eventuali condoni o sanatorie, certificati di abitabilità o agibilità, provvedimenti sanzionatori, corrispondenza, verbali di sopralluogo, relazioni tecniche, pareri, atti istruttori, delibere e ogni ulteriore documento riferibile al fabbricato, alle pertinenze e alla strada di accesso. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità del ricorso, poiché gli interessati avevano impugnato il solo silenzio senza contestare anche il provvedimento del 28 gennaio 2026, con cui erano stati trasmessi 33 documenti, e ha dedotto comunque l'infondatezza della domanda per avere già dato riscontro all'istanza. A seguito di un'ordinanza istruttoria, i ricorrenti hanno specificato i documenti ancora pretesi e il Comune ha prodotto il provvedimento del 16 maggio 2026 e una relazione illustrativa delle attività svolte, sostenendo di avere consegnato tutta la documentazione in proprio possesso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, assorbendo le eccezioni preliminari. Il Collegio ha ritenuto che, alla luce del provvedimento comunale del 16 maggio 2026 e delle precisazioni contenute nella memoria del 25 maggio 2026, l'Amministrazione avesse consegnato agli istanti tutta la documentazione in suo possesso. I ricorrenti non hanno fornito elementi probatori idonei a dimostrare l'esistenza presso il Comune di ulteriori documenti deliberatamente sottratti all'accesso. Le spese sono state compensate, considerando sia il comportamento collaborativo del Comune, che aveva già trasmesso 33 documenti con il provvedimento del 28 gennaio 2026, sia il fatto che i ricorrenti avessero impugnato il solo silenzio senza chiedere l'annullamento di tale provvedimento. Il TAR ha inoltre rilevato che l'istanza aveva contenuti molto ampi, prossimi a una richiesta esplorativa.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di accesso, l'amministrazione consegna tutta la documentazione in proprio possesso riconducibile ai documenti specificamente richiesti, e il ricorrente non dimostra l'esistenza di ulteriori atti detenuti dall'ente e non ostesi, viene meno l'interesse alla decisione e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • Nel giudizio avverso il silenzio sull'istanza di accesso, il ricorrente deve individuare in modo sufficientemente specifico i documenti ancora pretesi e fornire elementi idonei a dimostrarne l'esistenza presso l'amministrazione; una richiesta ampia e indeterminata, estesa a ogni documento comunque riferibile a un bene, può assumere carattere esplorativo.
  • La definizione del giudizio mediante consegna dei documenti richiesti non comporta necessariamente la condanna dell'amministrazione alle spese quando il comportamento processuale complessivo delle parti, compresa la collaborazione dell'ente e la mancata impugnazione di un precedente riscontro ostensivo, giustifica la compensazione.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilitàIstruttoria processualeSpese di lite
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivoTrasparenza e pubblicità

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