Sentenza n. 240/2026 - Potenza, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento sulla domanda di autorizzazione unica per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 19,99 MW
Esito
Favorevole al ricorrente (operatore energetico)
Prevale il privato
La controversia
La società ha proposto ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. contro il silenzio serbato dalla Regione Basilicata sull’istanza del 13 maggio 2024, integrata il 23 dicembre 2025, diretta a ottenere l’autorizzazione unica prevista dall’art. 12 d.lgs. n. 387/2003 per la realizzazione di un impianto fotovoltaico nel Comune di Stigliano. È stata dedotta la violazione dell’art. 2 l. n. 241/1990 per mancata conclusione del procedimento. Nel corso del giudizio, la Regione ha indetto la conferenza di servizi con nota del 19 marzo 2026; la ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna alle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che l’indizione della conferenza di servizi da parte della Regione aveva fatto venir meno l’interesse alla decisione sull’azione avverso il silenzio. La Regione è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in euro 1.000,00, oltre rimborso forfettario, IVA, CPA e contributo unificato, tenuto conto del comportamento di ravvedimento operoso consistito nell’avvio del procedimento durante il giudizio.
Norme richiamate
artt. 31 e 117 c.p.a.
Disciplinano l’azione contro il silenzio dell’amministrazione e la relativa tutela giurisdizionale.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione adotta un provvedimento o pone in essere una condotta idonea a soddisfare integralmente la pretesa azionata.
art. 2 l. n. 241/1990
È stato invocato quale fondamento dell’obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento entro il termine previsto.
art. 12 d.lgs. n. 387/2003
Prevedeva l’autorizzazione unica per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili; il giudice dà atto della sua abrogazione dal 30 dicembre 2024 e della sua applicabilità alle procedure in corso ai sensi dell’art. 15, comma 2, d.lgs. n. 190/2024.
art. 19 d.lgs. n. 152/2006
È richiamato in relazione al parere regionale di non assoggettabilità alla VIA espresso sul progetto.
art. 15, commi 1 e 2, e Allegato D, lett. d), d.lgs. n. 190/2024
Le previgenti norme abrogate ... “continuano ad applicarsi alle procedure in corso, fatta salva la facoltà del soggetto proponente, di optare per l’applicazione delle disposizioni di cui al presente Decreto”.
La disciplina previgente dell’autorizzazione unica continua ad applicarsi alle procedure in corso, individuate in base all’avvenuta verifica di completezza della documentazione alla data del 30 dicembre 2024, salvo opzione del proponente per la nuova disciplina.
Massime di principio
- L’indizione della conferenza di servizi nel corso del giudizio promosso contro il silenzio dell’amministrazione può determinare la cessazione della materia del contendere quando l’avvio del procedimento soddisfa integralmente la pretesa azionata, facendo venir meno l’interesse alla decisione sull’inerzia.
- Quando l’amministrazione adotta una condotta satisfattiva soltanto dopo la proposizione del ricorso avverso il silenzio, la cessazione della materia del contendere non esclude, di per sé, la condanna dell’amministrazione alle spese, che può essere determinata tenendo conto del suo comportamento processuale e del ravvedimento operoso.
- Per le procedure autorizzatorie in corso alla data stabilita dalla disciplina transitoria, le disposizioni previgenti abrogate continuano ad applicarsi, salvo che il soggetto proponente opti per l’applicazione della nuova disciplina.
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