Sentenza n. 1053/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria, cartelle di pagamento, ruoli e ulteriori atti impositivi relativi a crediti derivanti dal superamento delle quote di produzione del latte
Esito
Favorevole al ricorrente (impresa agricola)
Prevale il privato
La controversia
La società agricola ha impugnato il preavviso di iscrizione ipotecaria emesso dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, unitamente agli atti presupposti, sostenendo l'illegittimità della pretesa erariale relativa alle campagne lattiere dal 2001 al 2007. La controversia era stata inizialmente proposta davanti al Tribunale civile di Brescia, che aveva dichiarato il difetto di giurisdizione; la causa era stata quindi tempestivamente riassunta davanti al giudice amministrativo. Nel corso del giudizio, l'AGEA ha rappresentato che una sentenza del Consiglio di Stato, passata in giudicato, aveva definitivamente annullato gli atti di intimazione posti a monte del preavviso impugnato. L'Amministrazione ha inoltre comunicato l'imminente discarico totale della cartella e l'attivazione delle operazioni di ricalcolo, rilevando infine la sussistenza dei presupposti per la cessazione della materia del contendere.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Ha ritenuto che il credito posto a fondamento del preavviso di iscrizione ipotecaria fosse estinto in conseguenza della sentenza del Consiglio di Stato n. 6658/2022 e che le successive determinazioni amministrative avessero pienamente soddisfatto l'interesse sostanziale della ricorrente, rendendo inutile la prosecuzione del giudizio. Il giudice ha qualificato la pronuncia come avente contenuto di accertamento nel merito della pretesa e di piena soddisfazione della parte privata mediante provvedimenti sopravvenuti dell'Amministrazione. Le spese sono state compensate in ragione della complessità e peculiarità del contenzioso sulle quote latte e delle difficoltà della relativa gestione amministrativa.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
dichiara cessata la materia del contendere
La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, nelle more del giudizio, l'Amministrazione adotta determinazioni autonome che realizzano integralmente l'interesse sostanziale perseguito dal ricorrente, rendendo inutile la prosecuzione del processo.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. ricorre quando, durante il giudizio, provvedimenti autonomamente adottati dall'Amministrazione soddisfano integralmente l'interesse sostanziale dedotto, attribuendo al ricorrente il bene della vita perseguito e rendendo inutile la decisione sull'atto originariamente impugnato.
- La cancellazione o estinzione del credito posto a fondamento di un atto di riscossione e dei relativi atti presupposti può determinare la cessazione della materia del contendere quando elimini integralmente l'utilità concreta della pronuncia richiesta dal ricorrente.
- La pronuncia di cessazione della materia del contendere ha contenuto di accertamento sostanziale, poiché dà atto che la pretesa dedotta in giudizio è stata pienamente soddisfatta dalle determinazioni sopravvenute dell'Amministrazione.
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