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Sentenza

Sentenza del 11/05/2018 n. 11441 - Corte di Cassazione

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - IN GENERE - In genere.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava quattro dichiarazioni doganali relative all'importazione di lampade fluorescenti elettroniche dichiarate come originarie della Malaysia, con applicazione di dazio pari allo 0%. A seguito di indagini OLAF, l'amministrazione ha ritenuto che le merci fossero in realtà di origine cinese e che i certificati malesi Form-A fossero falsi, con conseguente applicazione del dazio antidumping del 66,10%. Il contribuente aveva contestato gli avvisi di revisione sostenendo, principalmente, la prescrizione del potere di accertamento e l'insufficienza della prova sulla falsità dei certificati e sull'origine cinese della merce.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto i primi tre motivi dell'Agenzia delle Dogane e dichiarato assorbito il quarto. Ha stabilito che, quando il mancato pagamento dei dazi deriva da una condotta astrattamente perseguibile penalmente, il termine triennale non decorre ordinariamente dalla nascita dell'obbligazione doganale, ma dalla data in cui il provvedimento penale diviene irrevocabile, anche se si tratta di archiviazione o proscioglimento. Ha inoltre riconosciuto valore probatorio alle indagini e agli atti dell'OLAF, ritenendo sufficiente il loro richiamo nell'avviso di rettifica, salva la prova contraria del contribuente. La sentenza favorevole al contribuente è stata cassata e la causa rinviata alla Commissione Tributaria Regionale della Liguria, in diversa composizione, per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • Art. 2935 c.c.

    La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.

    La norma è richiamata in relazione alla decorrenza del termine prescrizionale, ma la Corte applica la disciplina speciale doganale quando l'obbligazione deriva da un fatto astrattamente perseguibile penalmente.

  • Art. 84, commi 2, 3 e 4, D.P.R. n. 43/1973

    Qualora il mancato pagamento, totale o parziale, dei diritti abbia causa da un reato, il termine di prescrizione decorre dalla data in cui il decreto o la sentenza, pronunciati nel procedimento penale, sono divenuti irrevocabili.

    La disposizione comporta una deroga alla decorrenza ordinaria del termine triennale: è sufficiente che la condotta sia astrattamente riconducibile a un reato, senza che sia necessaria una condanna definitiva.

  • Art. 221, paragrafo 4, Regolamento CEE n. 2913/1992 (Codice doganale comunitario)

    La comunicazione al debitore può essere effettuata dopo la scadenza del termine triennale qualora l'obbligazione doganale sorga a seguito di un atto che era, al momento in cui è stato commesso, perseguibile penalmente.

    La norma consente di derogare al termine ordinario di comunicazione dell'obbligazione doganale quando l'origine dell'omesso pagamento è una condotta penalmente perseguibile, anche solo in astratto.

  • Regolamento CE n. 1073/1999

    Gli accertamenti svolti dall'OLAF nell'ambito delle proprie competenze possono avere piena efficacia probatoria nei procedimenti amministrativi e giudiziari.

  • Art. 45, Regolamento CE n. 515/1997

    Gli atti e le risultanze degli organismi antifrode comunitari possono essere utilizzati per fondare la rettifica doganale; il contribuente deve fornire prova contraria qualora contesti l'origine o la falsità documentale.

  • Art. 1, Regolamento CE n. 384/1996

    Un dazio antidumping può essere imposto su qualsiasi prodotto oggetto di dumping la cui immissione in libera pratica nella Comunità causi un pregiudizio.

    Il dazio antidumping è giustificato quando il prodotto è venduto nella Comunità a un prezzo inferiore a quello comparabile praticato nel Paese esportatore e l'importazione arreca un pregiudizio al mercato comunitario.

Massime di principio

  • In materia doganale, il termine triennale per il recupero dei dazi può non decorrere secondo la regola ordinaria quando l'omesso pagamento è collegato a una condotta astrattamente penalmente rilevante. Non è indispensabile una condanna penale definitiva: la decorrenza può essere collegata alla definitività del provvedimento conclusivo del procedimento penale, anche se di archiviazione o proscioglimento.
  • Le risultanze delle indagini OLAF e degli altri organismi antifrode comunitari possono costituire una base probatoria sufficiente per una rettifica doganale, purché siano richiamate o trasfuse nell'atto impositivo in modo comprensibile e pertinente.
  • Quando l'amministrazione dimostra, tramite indagini antifrode, che la merce proviene da un Paese diverso da quello dichiarato o che i certificati di origine sono falsi, spetta al contribuente fornire una prova concreta e contraria dell'origine preferenziale e della validità dei documenti.
  • La falsità o inattendibilità dei certificati di origine può comportare il recupero dei dazi ordinari o antidumping anche successivamente allo svincolo della merce, purché siano rispettate le regole speciali sulla prescrizione e sulla comunicazione dell'obbligazione doganale.
  • La cassazione con rinvio non decide definitivamente l'importo dovuto: elimina la precedente decisione e impone al giudice di merito un nuovo esame conforme ai principi enunciati dalla Corte.

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