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Sentenza

Sentenza del 26/07/2017 n. 18485 - Corte di Cassazione

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) (TRIBUTI POSTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - REDDITI DI IMPRESA - DETERMINAZIONE DEL REDDITO - DETRAZIONI - ONERI DI UTILITA' SOCIALE Erogazione liberale - Deducibilità - Condizioni.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della C.T.R. del Lazio sostenendo che le somme corrisposte ai dipendenti sotto forma di pacco dono natalizio e contributo per l'assistenza scolastica fossero erogazioni liberali soggette al limite di deducibilità previsto dal D.P.R. n. 597 del 1973, art. 60, e non costi integralmente deducibili qualificabili come ordinari compensi di lavoro. La società ha eccepito l'inammissibilità del ricorso e ha chiesto dichiararsi la cessazione della materia del contendere per intervenuto condono.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso dell'Agenzia. Ha stabilito che le attribuzioni in esame, per natura e destinatari, costituiscono erogazioni liberali eccezionali a favore dei dipendenti e sono quindi deducibili nei limiti quantitativi previsti dall'art. 60 del D.P.R. n. 597 del 1973, pari al cinque per mille dell'ammontare delle retribuzioni per lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione annuale. La sentenza della C.T.R. è stata cassata con rinvio alla C.T.R. del Lazio, in diversa composizione, anche per verificare l'eventuale esistenza e validità del condono e per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 597 del 1973, art. 60

    Le erogazioni liberali fatte a favore dei dipendenti per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, beneficenza, culto o assistenza sociale sono deducibili per un ammontare complessivamente non superiore al cinque per mille dell'ammontare delle retribuzioni per lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione annuale.

    La norma disciplina le liberalità erogate ai dipendenti e ne limita la deducibilità fiscale al cinque per mille delle retribuzioni complessive. Il limite si applica quando le attribuzioni hanno natura eccezionale e non ricorrente e sono rivolte alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti.

  • D.P.R. n. 597 del 1973, art. 48

    Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutti i compensi ed emolumenti comunque denominati, percepiti nel periodo d'imposta in dipendenza del lavoro prestato, anche sotto forma di partecipazione agli utili e a titolo di sussidio o liberalità.

    La disposizione qualifica come reddito del lavoratore anche sussidi e liberalità ricevuti in dipendenza del rapporto di lavoro, ma non rende automaticamente tali somme integralmente deducibili per il datore di lavoro; la deducibilità resta soggetta alla disciplina specifica delle erogazioni liberali prevista dall'art. 60.

Massime di principio

  • Le somme o utilità attribuite ai dipendenti non sono automaticamente costi integralmente deducibili solo perché collegate al rapporto di lavoro o indicate come compensi.
  • Quando l'erogazione è eccezionale, non ricorrente, destinata alla generalità dei dipendenti o a una categoria omogenea e collegata a finalità sociali, educative, assistenziali o ricreative, deve essere trattata come liberalità soggetta ai limiti fiscali specifici.
  • Per valutare la deducibilità occorre verificare sia il requisito soggettivo dei destinatari sia il requisito oggettivo dell'importo massimo deducibile.
  • La qualificazione contabile o la denominazione attribuita dall'impresa all'erogazione non è decisiva: prevalgono la natura effettiva dell'attribuzione, le sue modalità e i destinatari.
  • In presenza di un possibile condono, la controversia non si considera automaticamente definita: occorre verificare l'effettivo perfezionamento e la validazione da parte dell'Amministrazione finanziaria.

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