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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2756/2022 del 24/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

impugnazione del provvedimento di prevenzione/confisca avente ad oggetto un immobile intestato al coniuge: il ricorrente deduceva che l'acquisto dell'immobile era anteriore alla sentenza di condanna e che mancava il nesso temporale/causale con l'attività delittuosa; contestava inoltre la sussistenza della sproporzione reddituale e la qualificazione di "fittizia intestazione" a fini di applicazione della misura

La decisione

il Tribunale ha rigettato il ricorso e ha confermato la misura di prevenzione/confisca sull'immobile. Il giudice ha ritenuto valutabile l'insieme del percorso esistenziale e della pericolosità del soggetto (anche in base alla condanna e agli elementi probatori), potendo la sproporzione tra beni e redditi costituire presupposto per la misura anche quando parte delle vicende punitive siano posteriori all'acquisto. È stato inoltre affermato che incombe sul ricorrente l'onere di allegare e dimostrare l'originaria lecita provenienza dei beni e che la mera intestazione al coniuge o a terzi non esclude l'applicabilità della confisca se sussistono indizi di fittizia intestazione o di collegamento con l'attività criminale

Norme richiamate

  • Codice delle misure di prevenzione (D.Lgs. 159/2011 - normativa antimafia e misure di prevenzione)

    la normativa permette l'applicazione della misura di prevenzione/confisca quando vi sia una manifesta sproporzione tra patrimonio e redditi leciti e quando sussistano elementi che evidenziano la pericolosità sociale; la disposizione implicitamente trasferisce l'onere di dimostrare la lecita provenienza dei beni sul soggetto cui la misura è applicata

  • Giurisprudenza di legittimità e di merito citata in motivazione

    riferimenti a pronunce antecendenti (es.: decisioni del 14/12/2017 e altre indicate nel testo)

    la giurisprudenza conferma che il giudizio sulla prevenzione è globale: si considerano l'andamento criminoso, la struttura relazionale, eventuale fittizia intestazione e la sproporzione reddituale; la circostanza che una condanna sia divenuta definitiva dopo l'acquisto non esclude l'adozione della misura se emergono altri elementi di collegamento

Massime di principio

  • La misura di prevenzione/confisca può essere disposta anche quando l'acquisto del bene sia anteriore alla condanna, se dal complesso probatorio emergono elementi che collegano il patrimonio all'attività delittuosa o se risulta una manifesta sproporzione rispetto ai redditi dichiarati
  • Il ricorrente ha l'onere probatorio di dimostrare la lecita provenienza dei beni; documentazione contabile, contratti di acquisto, flussi bancari e dichiarazioni fiscali sono fondamentali per confutare la presunzione
  • La intestazione formale del bene a coniuge o terzi non impedisce automaticamente la confisca: il giudice valuta se si tratta di fittizia intestazione o di reale autonomia patrimoniale del terzo
  • Il giudizio di pericolosità sociale è complessivo e prende in considerazione il "percorso esistenziale" dell'individuo e la sua condotta complessiva, non solo la data di una singola sentenza
  • Se il bene è stato già venduto, il provvedimento può comunque colpire i proventi o i beni riconducibili alla vendita se è possibile la loro ricostruzione e il loro collegamento con l'attività illecita
  • In sede cautelare e impugnativa, presentare subito documentazione probatoria chiara e completa aumenta le chances di successo del ricorrente; in assenza di prova convincente il tribunale tende a confermare le misure

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