Sentenza n. 63/2026 - Lecce, Sezione 1
per l’ottemperanza alla sentenza TAR Puglia - Lecce, Sezione I, n. 940/2016, per come confermata in grado di appello dalla sentenza Consiglio di Stato, Sezione IV, n. 1032/2024 e, per l’effetto, per la declaratoria dell’obbligo del Comune di Francavilla Fontana a provvedere a dare attuazione al precetto giurisdizionale, nonché per la condanna del Comune medesimo a provvedere, con richiesta di nomina del commissario ad acta per l’ipotesi di perdurante inottemperanza; ovvero in subordine, previa conversione del rito, per l’annullamento: - della nota del Comune di Francavilla Fontana – Area IV – Servizio Urbanistica, Ambiente ed Ecologia, Edilizia Privata, Politiche abitative, Mobilità sostenibile, SUAP – del 28.05.2024 con la quale l’Ente civico, riscontrando la diffida inviata dai ricorrenti con la quale questi chiedevano all’amministrazione di conformarsi al giudicato riveniente dalla sentenza del TAR Puglia - Lecce, Sez. I, n. 940/2016 per come confermata dalla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 1032/2024, la denegava espressamente individuando “l’unica soluzione per ottemperare alle statuizioni contenute nella sentenza n. 1032 del 1.02.2024 […] nella conclusione, ormai prossima, del procedimento di approvazione del Piano Urbanistico Generale”, nonché di ogni e qualsivoglia altro atto e/o provvedimento presupposto, connesso e/o conseguenziale, anche se allo stato non conosciuto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del TAR Puglia - Lecce n. 940/2016, confermata dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 1032/2024, nonché nota comunale del 28 maggio 2024 che individuava nella prossima approvazione del Piano Urbanistico Generale l'unica soluzione per conformarsi alle statuizioni giudiziali
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno proposto domanda di ottemperanza affinché fosse dichiarato l'obbligo del Comune di Francavilla Fontana di dare attuazione alle sentenze del TAR Puglia - Lecce n. 940/2016 e del Consiglio di Stato n. 1032/2024, con richiesta di condanna dell'amministrazione e di eventuale nomina di un commissario ad acta in caso di perdurante inottemperanza. In subordine, previa conversione del rito, hanno chiesto l'annullamento della nota comunale del 28 maggio 2024 e degli atti connessi, ritenuti contrastanti con il giudicato. Nel corso del giudizio il Comune ha eccepito l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, deducendo l'approvazione definitiva del nuovo Piano Urbanistico Generale e la conseguente esecuzione degli obblighi conformativi. Alla camera di consiglio del 14 gennaio 2026 il difensore dei ricorrenti ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dal difensore dei ricorrenti alla luce delle vicende sopravvenute, consistenti nell'approvazione definitiva del nuovo Piano Urbanistico Generale. Tale sopravvenienza ha eliminato l'interesse alla decisione sulla domanda di ottemperanza e sulla domanda subordinata di annullamento. Il giudice ha applicato l'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., richiamando il consolidato orientamento secondo cui il sopravvenuto difetto di interesse comporta l'improcedibilità del ricorso. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura formale della decisione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
sopravvenuto difetto di interesse
Il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio di ottemperanza, sopravvengono fatti idonei a determinare la completa esecuzione degli obblighi conformativi derivanti dal giudicato e il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La dichiarazione resa dal difensore in udienza camerale circa il sopravvenuto difetto di interesse, ove coerente con le vicende sopravvenute del procedimento amministrativo, è idonea a fondare la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
- La sopravvenuta approvazione dell'atto amministrativo destinato a dare esecuzione agli obblighi conformativi del giudicato può far venir meno l'interesse alla decisione della domanda di ottemperanza e delle domande subordinate connesse.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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