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Sentenza

Sentenza n. 41/2026 - Palermo, Sezione 4

per l'annullamento - dell'ordinanza dirigenziale n.-OMISSIS-del 20.11.23, con la quale il Comune di Marsala ha ordinato lo sgombero coattivo dell’immobile sito in Marsala, c.da-OMISSIS- identificato al foglio -OMISSIS- particella-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202400209

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza dirigenziale di sgombero coattivo di un immobile abusivo già acquisito al patrimonio comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le ricorrenti, eredi della precedente proprietaria, hanno impugnato l'ordinanza comunale di sgombero coattivo dell'immobile, deducendo la violazione dell'art. 31, comma 5, del d.P.R. 380/2001, delle leggi regionali siciliane n. 7 del 1980, n. 37 del 1985 e n. 17 del 1994, nonché eccesso di potere per difetto di presupposto, carenza istruttoria e sviamento. Sostenevano che il Comune avrebbe dovuto valutare la possibile conservazione dell'opera, in considerazione del contesto urbanizzato e della riconducibilità dell'immobile a un insediamento residenziale suscettibile di recupero, e che lo sgombero fosse stato disposto automaticamente in funzione della demolizione. Richiamavano inoltre una pregressa istanza di condono edilizio presentata dalla dante causa e respinta per la collocazione dell'immobile nella fascia di rispetto dei 150 metri dalla battigia, sostenendo che l'opera fosse stata ultimata anteriormente alla data rilevante. Infine chiedevano la sospensione impropria del giudizio in attesa della decisione della Corte costituzionale su questioni concernenti i limiti regionali di condonabilità.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che l'immobile fosse stato definitivamente acquisito al patrimonio comunale per effetto della mancata ottemperanza all'ordine di demolizione e della successiva ordinanza di acquisizione, notificata e trascritta. L'acquisizione aveva perfezionato il trasferimento della proprietà al Comune e le ricorrenti, quali ex proprietarie, non conservavano alcuna posizione giuridica qualificata sul bene né legittimazione o interesse differenziato a contestare lo sgombero. L'ordinanza impugnata è stata qualificata come atto meramente esecutivo e dovuto, attuativo degli effetti dell'acquisizione, non soggetto a nuova istruttoria né a comunicazione di avvio del procedimento e non idoneo a riaprire il procedimento repressivo o a rimettere in discussione il quadro urbanistico, il diniego di condono, l'ordine di demolizione o l'acquisizione, ormai inoppugnabili. L'art. 31, comma 5, del d.P.R. 380/2001 è stato interpretato nel senso che attribuisce all'Amministrazione una valutazione discrezionale sulla destinazione del bene acquisito, senza riconoscere al privato un'aspettativa qualificata alla conservazione dell'opera e senza incidere sulla legittimità dello sgombero esecutivo. Anche la normativa regionale sul recupero degli insediamenti abusivi non può incidere retroattivamente sul regime sanzionatorio individuale né paralizzare gli effetti dell'acquisizione. Il diniego di condono, non impugnato, era definitivo; inoltre, dopo l'acquisizione, il privato non possiede più il requisito soggettivo per chiedere la sanatoria. La richiesta di sospensione impropria è stata ritenuta priva di oggetto e comunque non ammissibile, anche perché la successiva sentenza della Corte costituzionale n. 72 del 2025 aveva dichiarato non fondate le questioni sui limiti di condonabilità nella fascia dei 150 metri dalla battigia. Nulla è stato disposto sulle spese, poiché il Comune non si è costituito.

Norme richiamate

  • art. 31, commi 3 e 4, d.P.R. 380/2001

    La mancata ottemperanza all'ordine di demolizione determina, dopo l'adozione dell'atto di acquisizione, il definitivo trasferimento gratuito dell'immobile abusivo al patrimonio comunale.

  • art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001

    La disposizione riguarda la valutazione discrezionale dell'Amministrazione sulla destinazione del bene acquisito; non attribuisce al privato un'aspettativa qualificata alla conservazione dell'opera e non impone una motivazione rafforzata per lo sgombero o per la demolizione quale conseguenza fisiologica dell'abuso.

  • l.r. Sicilia n. 7/1980

    La disciplina regionale sul recupero degli insediamenti abusivi attiene a scelte pianificatorie generali e non può paralizzare gli effetti già prodotti dall'acquisizione dell'immobile.

  • l.r. Sicilia n. 37/1985

    La normativa regionale sul recupero degli insediamenti abusivi non incide retroattivamente sul regime sanzionatorio individuale né sugli effetti dell'acquisizione.

  • l.r. Sicilia n. 17/1994

    La disciplina regionale pianificatoria non consente di rimettere in discussione l'acquisizione già perfezionata.

  • l.r. Sicilia n. 78/1976

    Il limite di inedificabilità nella fascia di 150 metri dalla battigia aveva costituito il presupposto del diniego di condono, divenuto definitivo.

  • legge n. 47/1985

    Il condono edilizio richiesto dalla dante causa era stato definitivamente negato; lo sgombero non può costituire sede per riaprire tale vicenda.

  • sentenza Corte costituzionale n. 72/2025

    Ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale concernenti i limiti di condonabilità nella fascia di inedificabilità assoluta dei 150 metri dalla battigia.

Massime di principio

  • Dopo il perfezionamento dell'acquisizione gratuita dell'immobile abusivo al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. 380/2001, l'ex proprietario perde la titolarità dominicale e non conserva un interesse legittimo differenziato a impugnare gli atti comunali successivi di utilizzazione, gestione o sgombero del bene.
  • L'ordinanza di sgombero dell'immobile abusivo già acquisito al patrimonio comunale ha natura meramente esecutiva e attuativa degli effetti dell'acquisizione; pertanto non richiede una nuova istruttoria né la comunicazione di avvio del procedimento e non costituisce sede per rivalutare i presupposti della demolizione o dell'acquisizione.
  • La valutazione prevista dall'art. 31, comma 5, del d.P.R. 380/2001 attiene alla destinazione del bene acquisito e non attribuisce all'ex proprietario un'aspettativa qualificata alla conservazione dell'opera; la disposizione non incide sulla legittimità dello sgombero esecutivo.
  • Gli atti presupposti dell'acquisizione, quali il diniego di condono, l'ordine di demolizione e l'atto di acquisizione non tempestivamente impugnati, non possono essere contestati mediante l'impugnazione dell'ordinanza di sgombero, che non riapre termini né procedimenti ormai definiti.
  • Le disposizioni regionali dirette al recupero o alla pianificazione degli insediamenti abusivi non possono incidere retroattivamente sul regime sanzionatorio individuale né paralizzare gli effetti di un'acquisizione già perfezionata; dopo l'acquisizione, inoltre, l'ex proprietario non conserva il requisito soggettivo per richiedere la sanatoria.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietàDecadenza e tardivitàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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