Cassazione Penale, Sentenza n. 18127/2024 del 08/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente era accusata di concorso nel furto di libri antichi e incunaboli dalla biblioteca dell\'Abbazia di Montecassino (valore complessivo circa € 250.000), commesso in concorso con De Caro Marino Massimo. Secondo l\'accusa e la motivazione di merito, l\'imputata si sarebbe presentata ripetutamente in biblioteca fingendo l\'interesse per la catalogazione e prospettando finanziamenti, distraendo il personale mentre De Caro sostituiva/sottraeva opere (anche sostituendo un\'opera di Galilei con una copia contraffatta). Il ricorso in Cassazione contestava: l\'ammissione e il valore probatorio delle sommarie informazioni testimoniali acquisite ex art. 512 c.p.p. (perdeva poi l\'escussione del teste per sopravvenuta impossibilità), la fondatezza della responsabilità basata su dichiarazioni non contraddette, l\'interpretazione e la qualificazione delle prove (sms, dichiarazioni di De Caro), l\'applicazione delle aggravanti ex art. 61 nn. 10 e 11 c.p. e l\'entità della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha escluso e annullato senza rinvio le aggravanti previste dagli articoli 61, n. 10 e n. 11 c.p., ritenendole non configurabili nel caso concreto (l\'aggravante per il fatto commesso "contro" ministro di culto richiede un nesso causale tra la qualifica e la condotta; l\'aggravante per abuso di autorità richiede un rapporto di dipendenza/autorità). Sul resto il ricorso è stato rigettato: la Corte ha ritenuto legittima l\'acquisizione delle sommarie informazioni ex art. 512 c.p.p. valutando l\'imprevedibilità dell\'impossibilità di ripetizione al momento delle indagini preliminari; ha ritenuto ammissibile l\'uso della sentenza emessa dal G.I.P. di Napoli come elemento di riscontro, ha confermato che le dichiarazioni pre-dibattimentali possono costituire base di condanna se accompagnate da adeguate garanzie e da elementi probatori di supporto (sms, circostanze oggettive, sostituzione dell\'opera). Ha inoltre ritenuto fondata la qualificazione della condotta come uso di mezzo fraudolento e violenza sulle cose (es. scollatura/incollatura della miscellanea e danneggiamento), mentre la pena va ricalcolata dopo l\'esclusione delle aggravanti, rinviando la determinazione del trattamento sanzionatorio ad altra sezione della Corte d\'Appello di Roma.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Concorrere nel reato: la ricorrente è stata imputata in concorso con altri per la sottrazione dei volumi.
art. 624 cod. pen.
Furto comune: norma base per la contestazione della sottrazione dei volumi antichi.
art. 625, comma 1, n. 2 cod. pen.
Furto aggravato per uso di mezzi fraudolenti o violenza sulle cose; la Corte ha ritenuto configurabili gli elementi fraudolenti (inganno sul finanziamento/ruolo) e la violenza sulle cose (manomissione/scollatura e danno ai volumi).
art. 61, n. 10 cod. pen.
Circostanza aggravante per il fatto commesso "contro" ministro di culto: la Corte richiede un nesso causale tra la qualifica del soggetto offeso e l\'azione del reo; qui tale nesso non è emerso, quindi l\'aggravante è stata esclusa.
art. 61, n. 11 cod. pen.
Abuso di relazioni di autorità: presuppone un rapporto di dipendenza/autorità tra offeso e autore; nella fattispecie tale rapporto non sussisteva e l\'aggravante è stata esclusa.
art. 512 cod. proc. pen.
Acquisizione di sommarie informazioni rese dal teste quando è impossibile la sua escussione in dibattimento: ammissibile se l\'impossibilità era imprevedibile al tempo delle indagini preliminari; la Corte ha ritenuto rispettato il requisito dell\'imprevedibilità.
art. 119 cod. proc. pen.
Regole per l\'escussione del teste impossibilitato a parlare (anche rispondendo per iscritto); richiamata dalla difesa ma non decisiva per escludere l\'uso dei verbali.
art. 238-bis cod. proc. pen.
Limitazione della rilevanza probatoria di sentenze al fatto specifico accertato: la Corte ha ritenuto che la sentenza del G.I.P. di Napoli riguardasse fatti analoghi e fornisse elementi probatori utili per il presente processo.
art. 197-bis cod. proc. pen.
Regime di escussione dei collaboratori/testimoni: utilizzato per le dichiarazioni di De Caro; le dichiarazioni sono state valutate nel complesso probatorio.
art. 6 C.E.D.U.
Diritto al giusto processo: citato nella valutazione della compatibilità tra utilizzo di prove predibattimentali e garanzie processuali; la Corte conferma che le dichiarazioni predibattimentali possono essere decisive purché esistano adeguate garanzie e riscontri.
Massime di principio
- Le sommarie informazioni raccolte ex art. 512 c.p.p. possono essere utilizzate come base di condanna solo se, al momento delle indagini preliminari, la ripetizione dell\'atto era imprevedibilmente impossibile e se vi sono garanzie procedurali o riscontri probatori a sostegno.
- L\'imprevedibilità richiesta per l\'acquisizione ex art. 512 c.p.p. va valutata "ex ante" (al momento delle indagini) e non con riferimento a successivi rinvii processuali.
- Una sentenza in altro procedimento può avere valore probatorio solo nei limiti in cui accerta il medesimo fatto specifico o circostanze materialmente utili e coerenti con la fattispecie in esame (art. 238-bis c.p.p.).
- L\'aggravante di cui all\'art. 61 n. 10 c.p. richiede non solo la qualifica del soggetto offeso (es. ministro di culto) ma anche un nesso causale tra quella qualifica e la scelta o lo svolgimento dell\'azione delittuosa: non è sufficiente che il reato sia diretto "contro" una persona con una qualifica se quella qualifica non ha influito sulla dinamica del reato.
- L\'aggravante per abuso di autorità (art. 61 n.11) necessita di un rapporto di autorità o dipendenza reale tra autore e offeso; la semplice circolarità di rapporti o la presenza di una figura istituzionale non basta.
- La sostituzione, la manomissione o il danneggiamento di opere per occultare una sottrazione possono integrare sia il mezzo fraudolento sia la violenza sulle cose, quando tali azioni causino danno o consentano la consumazione del reato.
- Se in sede di Cassazione vengono escluse aggravanti che hanno influito sul trattamento sanzionatorio, la decisione viene annullata senza rinvio su quelle circostanze e la quantificazione della pena è rinviata per nuova determinazione.
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