Cassazione Civile, Ordinanza n. 30159/2023 del 30/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (fallimento)
La controversia
La controversia origina dalla vendita competitiva del complesso aziendale di una società fallita. La società aggiudicataria ha chiesto di dichiarare nulla l'aggiudicazione e, in subordine, ha contestato la declaratoria di decadenza per mancato versamento del saldo prezzo, nonché l'incameramento della cauzione. Il Tribunale ha rigettato il reclamo proposto ex art. 26 l. fall. avverso il provvedimento del giudice delegato. In cassazione la ricorrente ha articolato cinque motivi: 1) violazione del diritto di difesa e del contraddittorio per mancata concessione di un termine per replicare alla comparsa del fallimento; 2) violazione delle norme sul reclamo e sull'impugnazione degli atti della vendita per avere ritenuto tardiva la censura sull'omessa stima di impianti e macchinari oggetto di leasing; 3) violazione delle norme sulla vendita di aliud pro alio e omesso esame di fatto decisivo, sostenendo che l'assenza dei macchinari avrebbe reso il complesso aziendale inutilizzabile; 4) violazione delle norme sulla garanzia per evizione e dei principi di buona fede, per non avere considerato la pendenza di un possibile esproprio di parte dell'area; 5) violazione delle norme sul termine per il pagamento del saldo prezzo, assumendo che esso non fosse scaduto perché non le sarebbe stata comunicata la data del rogito notarile. La Corte ha ritenuto inammissibili o infondati i primi quattro motivi e infondato il quinto, osservando, in sintesi, che nel procedimento camerale ex art. 26 l. fall. non è dovuta la concessione di un termine per memorie ulteriori; che le doglianze sui beni in leasing non colpivano la ratio decidendi del Tribunale; che il pericolo di evizione non era concreto, essendo emersa solo una bozza di progetto preliminare; e che il termine perentorio per il versamento del saldo prezzo era ricavabile dall'ordinanza di vendita e dall'offerta irrevocabile, risultando inosservato dall'aggiudicataria.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha confermato la decisione del Tribunale di Modena che aveva respinto il reclamo della società aggiudicataria, ritenendo legittima la declaratoria di decadenza dall'aggiudicazione per mancato tempestivo versamento del saldo prezzo e legittimo l'incameramento della cauzione; ha inoltre ritenuto irricevibile la documentazione prodotta con memoria in sede di legittimità, perché non rientrante nei casi consentiti dall'art. 372 c.p.c. Le spese sono state poste a carico della ricorrente secondo soccombenza.
Norme richiamate
art. 26 l. fall.
Il reclamo contro gli atti del giudice delegato nel fallimento è procedimento camerale connotato da celerità e semplicità, nel quale non è dovuta la concessione di termini per ulteriori difese scritte oltre gli atti iniziali.
art. 738 c.p.c.
Richiamato in relazione alla natura camerale del procedimento e ai limiti delle difese ulteriori.
art. 112 c.p.c.
Nessuna omessa pronuncia sussiste quando il giudice non è tenuto a provvedere su un'istanza non dovuta o rimessa alla sua discrezionalità.
art. 134, comma 2, n. 4, c.p.c.
Non è configurabile vizio di motivazione per mancata esplicitazione delle ragioni del diniego di un rinvio non dovuto.
art. 155 c.p.c.
Nel computo del termine si considerano i giorni festivi; la scadenza si proroga di diritto solo se cade in giorno festivo.
art. 587 c.p.c.
Richiamato quale fonte delle conseguenze della decadenza dell'aggiudicatario per mancato pagamento del prezzo entro il termine.
art. 617 c.p.c.
Richiamato dalla ricorrente per contestare l'atto impugnabile e il dies a quo, ma la censura è stata ritenuta inammissibile.
art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
Base del primo motivo di ricorso per errori processuali denunciati.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
Base del terzo motivo per omesso esame di fatto decisivo, ritenuto però inammissibile per difetto di specificità e mancato confronto con la ratio decidendi.
art. 1494 c.c.
Richiamato dalla ricorrente in tema di vendita e difetti, ma la censura è stata ritenuta inammissibile.
art. 1495 c.c.
Richiamato dalla ricorrente in tema di garanzia nella vendita, ma la censura è stata ritenuta inammissibile.
art. 2922 c.c.
Nella vendita forzata opera la disciplina speciale che esclude le garanzie ordinarie se non nei limiti consentiti dalla legge; il motivo è stato comunque respinto perché mancava il presupposto dell'aliud pro alio.
art. 115, comma 1, c.p.c.
Richiamato dalla ricorrente per contestare la valutazione delle risultanze istruttorie.
art. 1481 c.c.
Richiamato in tema di pericolo di evizione; la Corte ha escluso che vi fosse un pericolo effettivo, essendo presente solo un progetto ancora preliminare.
art. 570 c.p.c.
Richiamato in relazione alla disciplina dell'avviso della vendita e alla trasparenza delle condizioni di gara.
art. 1176 c.c.
Richiamato quale parametro di diligenza nell'adempimento degli obblighi informativi connessi alla vendita.
art. 1375 c.c.
Richiamato quale parametro di buona fede e correttezza nell'esecuzione del rapporto di vendita.
art. 576, n. 7, c.p.c.
Il termine per il versamento del saldo prezzo è elemento essenziale dell'ordinanza di vendita ed è perentorio.
art. 578 c.p.c.
Le conseguenze della mancata osservanza del termine perentorio del saldo prezzo ricadono sull'aggiudicatario.
art. 372 c.p.c.
In cassazione sono producibili solo i documenti diretti a dimostrare la nullità della sentenza impugnata per vizi propri dell'atto; non sono ammissibili produzioni ulteriori che non rientrino in tale ambito.
Massime di principio
- Nel reclamo camerale avverso atti della procedura fallimentare, la disciplina processuale è improntata a celerità e semplicità: non esiste, di regola, un diritto della parte a ottenere termini ulteriori per memorie scritte oltre quelli stabiliti dal giudice, e il mancato rinvio non integra omissione di pronuncia se il provvedimento è discrezionale.
- Il motivo di ricorso per cassazione deve investire la ratio decidendi della sentenza impugnata e indicare in modo specifico le questioni di fatto o di diritto decisive; doglianze generiche, assertive o non pertinenti alla motivazione decisiva sono inammissibili.
- Nella vendita forzata il termine per il versamento del saldo prezzo fissato nell'ordinanza di vendita è perentorio: il mancato rispetto del termine comporta la decadenza dell'aggiudicatario, e il diverso termine ordinatorio previsto per gli adempimenti del curatore non incide sull'obbligo dell'aggiudicatario di pagare tempestivamente.
- La denuncia di vendita di aliud pro alio richiede che il bene trasferito sia radicalmente diverso o inidoneo alla funzione economico-sociale pattuita; se l'ordinanza di vendita chiarisce che determinati beni non fanno parte del compendio e che l'eventuale subentro nei relativi contratti è subordinato ad assenso del terzo, la censura non coglie la ratio della decisione di merito.
- Il pericolo di evizione non può fondarsi su un mero progetto preliminare o su una minaccia futura non concretizzata in un procedimento espropriativo, essendo necessario un rischio effettivo e attuale di sottrazione del bene o di una sua parte.
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