Cassazione Penale, Sentenza n. 14700/2022 del 14/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno censurato la sentenza di appello (conferma/parziale riforma del primo grado) per molteplici vizi: 1) in ordine al capo A (tentata estorsione aggravata) si deduce violazione di legge, travisamento della prova e motivazione manifestamente illogica della Corte d'appello, con particolare richiamo all'omessa osservanza del principio di rafforzamento motivazionale previsto dall'art. 603 comma 3-bis c.p.p. (necessità che la Corte d'appello confuti specificamente le ragioni dell'assoluzione di primo grado e dimostri una forza persuasiva superiore per ribaltare un'assoluzione); si contesta l'uso prevalente e decisivo di elementi intercettivi raccolti in fase di indagine, senza dare adeguato rilievo alla prova dibattimentale rinnovata in appello (esami persone offese) e senza confutare le evidenze che indicavano l'ignoranza/assenza di condivisione della condotta estorsiva da parte di alcuni imputati (soprattutto Tamburello). 2) in ordine ai capi B, C, D, E (delitti di fraudolenta intestazione di beni e valori, art. 512-bis c.p.) si contesta la carenza del dolo specifico di finalità elusiva delle misure di prevenzione, la mancata prova della natura patrimoniale dei cosiddetti 'valori' trasferiti (es. cariche in associazioni senza scopo di lucro) e l'insufficiente dimostrazione della consapevolezza dei presunti intestatari collocati come schermo; 3) criticità procedurali relative all'utilizzabilità di intercettazioni e alla validità di atti processuali (es. trasmissione liste testi via PEC), nonché eccezioni su prescrizione di taluni reati; 4) doglianze sulla quantificazione delle pene e sul mancato riconoscimento o mancata valutazione delle attenuanti e della continuazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati motivi rilevanti soprattutto in tema di carenze motivazionali e di travisamento della prova in sede d'appello. In particolare ha annullato la sentenza impugnata nei confronti di Vincenzo Tamburello, Giuseppe Lo Re e Isabella Di Bella con riferimento al reato contestato al capo A (tentata estorsione aggravata) e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Messina per nuovo giudizio, richiedendo che siano applicati i principi di diritto relativi alla rinnovazione della prova in appello e alla necessità di motivazione rafforzata quando si ribalta un'assoluzione di primo grado. La Corte ha inoltre rilevato profili di insufficiente motivazione e di carenza probatoria con riferimento ai delitti di fraudolento trasferimento di beni e valori (art. 512-bis), evidenziando l'omessa o apparente valutazione dei motivi di gravame sul punto; sulla base degli elementi esposti la Cassazione ha accolto alcuni rilievi e annullato o disposto riesame su profili determinanti (testo integrale prosegue con statuizioni operative su capi e imputati, ma il nucleo deciso è l'annullamento con rinvio per il capo A nei confronti dei tre nominati e la censura grave sulla trattazione dei capi B-E). Altre doglianze (es. relative a prescrizione o a vizi formali specifici) sono state in parte ritenute fondate e in parte assorbite dalla decisione di annullamento; il resto dei ricorsi è stato respinto.
Norme richiamate
art. 603 c.p.p. comma 3-bis
Imposto alla Corte d'appello, quando riforma una sentenza di assoluzione di primo grado, di confutare specificamente le ragioni dell'assoluzione e di dimostrare una forza persuasiva superiore; la Cassazione ha ritenuto che tale obbligo non sia stato rispettato nel rovesciamento della sentenza assolutoria per alcuni imputati
art. 512-bis c.p.
Disciplina il reato di fraudolenta intestazione di beni e valori finalizzata a eludere misure di prevenzione; la giurisprudenza richiede prova del dolo specifico dell'elusione e della consapevolezza dei soggetti intestatari, non può ritenersi integrato solo dalla mera apparenza di cambi di cariche
art. 628 c.p. (comma terzo, n.1)
Prevede aggravanti per il delitto di estorsione, fra cui quella comminata quando la condotta è posta in essere da più persone riunite; la sentenza di merito e la Cassazione richiamano che l'aggravante richiede prova della riunione/concertazione e non può essere attribuita automaticamente
art. 131-bis c.p.
Istituisce la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e la possibilità di applicare riduzioni; in sede di gravame è stata dedotta la rilevanza di tale norma per alcuni imputati
art. 468 c.p.p.
Regola termini e modalità per la comunicazione della lista testi; nel ricorso è stata censurata la trasmissione tramite PEC e la possibile inutilizzabilità per difetto di formalità
art. 270 c.p.p.
Disciplina l'acquisizione e l'utilizzabilità della prova; impugnazioni hanno argomentato l'erronea utilizzazione di intercettazioni autorizzate per altro procedimento senza adeguata verifica della causa di utilizzabilità
art. 157 c.p.
Norme richiamate in relazione alla estinzione dei reati per prescrizione e agli effetti sulla punibilità; alcuni ricorsi hanno invocato l'estinzione per prescrizione di reati contestati come 'istantanei'
art. 3-bis c.p.
Richiamata la 'riserva di codice' che connette la fattispecie di fraudolenta intestazione od altre norme di coordinamento; la Corte segnala la necessità di aderire alla sistematica codicistica nel valutare il tipo penale
Massime di principio
- La riforma in appello di una sentenza di assoluzione richiede una motivazione rafforzata: l'appello che ribalta un'assoluzione deve confutare specificamente le ragioni del primo giudice e fornire una 'forza persuasiva superiore' basata su elementi nuovi o su una rinnovata e convincente valutazione della prova dibattimentale
- Le intercettazioni e gli atti formatisi in fase di indagine preliminare non possono sostituire la prova dibattimentale; se la Corte d'appello rinnovando l'esame testimoniale non valorizza e non motiva la nuova prova orale non può limitarsi a riaffermare convinzioni tratte solo dal materiale investigativo
- Per l'aggravante dell'estorsione commessa 'da più persone riunite' è necessaria prova della concertazione e dell'apporto sinergico al momento della manifestazione della pretesa: contatti successivi e non coordinati non bastano a giustificare automaticamente l'aggravante
- In casi di cosiddette intestazioni fittizie (art. 512-bis) occorre dimostrare il dolo specifico di elusione delle misure di prevenzione e la consapevolezza dell'intestatario; la mera variazione di cariche in associazioni senza scopo di lucro o la nomina formale non sono automaticamente idonee a integrare il reato
- Questioni processuali formali (ad es. modalità di deposito liste testi, autorizzazione delle intercettazioni) possono inficiare l'utilizzabilità della prova; la loro osservanza e la puntuale motivazione sul punto sono decisive per la tenuta della sentenza
- Se emergono difetti di motivazione o travisamento della prova la Cassazione può annullare con rinvio per un nuovo giudizio di merito o, se ricorrono condizioni particolari (es. estinzione per prescrizione), annullare senza rinvio nelle parti interessate
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