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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33252/2024 del 18/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia riguarda un atto di recupero di un credito d'imposta per investimenti in aree svantaggiate, fruito negli anni 2003 e 2004 da una società che aveva presentato istanza ai sensi dell'art. 8 l. n. 388/2000. La società aveva inizialmente indicato un immobile commerciale in Alghero e aveva stipulato un preliminare di acquisto entro il termine di sei mesi; successivamente, per effetto del recesso della venditrice, aveva stipulato un diverso preliminare per un immobile sito in un'altra strada dello stesso Comune, poi acquistato con atto definitivo. L'Ufficio ha disconosciuto il beneficio ritenendo, da un lato, che l'investimento fosse stato avviato solo con il contratto definitivo, oltre il termine previsto, e, dall'altro, che l'immobile effettivamente acquistato fosse diverso da quello indicato nell'istanza, con mutamento dell'investimento non consentito. In ricorso per cassazione l'Agenzia ha denunciato: 1) violazione dell'art. 8, commi 1-bis e 2, l. n. 388/2000 e degli artt. 1351, 2704 e 2697 c.c., sostenendo che il preliminare non può integrare l'avvio dell'investimento perché produce solo effetti obbligatori e, comunque, che il preliminare non aveva data certa opponibile all'Amministrazione; 2) violazione dell'art. 8, comma 7, l. n. 388/2000, sostenendo che il cambio dell'immobile e della destinazione economica dell'investimento avrebbe fatto venir meno il presupposto dell'agevolazione; 3) nullità della sentenza per carenza di motivazione sui rilievi relativi alla non configurabilità della deroga richiamata dalla prassi amministrativa.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo solo nei limiti della motivazione, chiarendo che l'avvio dell'investimento, ai fini del credito d'imposta, coincide con qualsiasi atto giuridicamente rilevante e inequivoco diretto a realizzarlo, purché opponibile all'Amministrazione e munito di data certa; pertanto il giudice di merito avrebbe dovuto verificare se il preliminare invocato fosse effettivamente opponibile e stipulato entro il termine. Ha invece rigettato il secondo e il terzo motivo: ha ritenuto sufficiente la motivazione della sentenza d'appello sul permanere dei presupposti del beneficio nonostante il mutamento della sola strada di ubicazione dell'immobile nel medesimo Comune e ha considerato inammissibile, perché volta a una rivalutazione del fatto, la censura sulla presunta diversa attività svolta. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla commissione tributaria regionale in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 8, l. 23 dicembre 2000, n. 388

    Per il credito d'imposta per investimenti in aree svantaggiate, l'avvio dell'investimento deve avvenire successivamente all'istanza e comunque entro sei mesi; l'atto rilevante può essere anche un preliminare, purché costituisca atto giuridicamente rilevante e opponibile. La modifica dell'investimento non fa perdere il beneficio se incide solo su elementi secondari e non compromette il monitoraggio dei presupposti del credito.

  • art. 10, d.l. 8 luglio 2002, n. 138

    Ha introdotto la procedura di monitoraggio e l'istanza preventiva per l'accesso all'agevolazione, subordinando il beneficio all'impegno di avviare gli investimenti entro sei mesi.

  • art. 62, l. 27 dicembre 2002, n. 289

    Ha previsto ulteriori modalità applicative per i nuovi investimenti nelle aree svantaggiate, distinguendo tra soggetti che avevano maturato il diritto prima o dopo l'8 luglio 2002.

  • art. 1351 c.c.

    Richiamato per contestare il valore del preliminare, ritenuto però dalla Corte astrattamente idoneo a segnare l'avvio dell'investimento.

  • art. 2704 c.c.

    Ai fini dell'opponibilità all'Amministrazione, il documento deve avere data certa; la sola registrazione non è l'unico mezzo di prova della data certa.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato dal ricorrente come norma sull'onere della prova rispetto all'avvio tempestivo e alla data certa del preliminare.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Parametro del motivo di ricorso per violazione di legge.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    Parametro del motivo di ricorso per nullità della sentenza per carenza di motivazione.

Massime di principio

  • In materia di credito d'imposta per investimenti in aree svantaggiate, l'avvio dell'investimento non richiede necessariamente un contratto definitivo con effetti reali: può essere integrato da qualunque atto giuridicamente rilevante e univocamente diretto alla realizzazione dell'investimento, purché sia opponibile all'Amministrazione e assistito da data certa.
  • Ai fini del rispetto del termine perentorio di avvio dell'investimento, il giudice di merito deve verificare in concreto se l'atto invocato provi senza dubbio l'inizio della realizzazione dell'investimento e se ricada nel termine previsto, applicando correttamente le regole sull'opponibilità della data certa.
  • La modifica del progetto di investimento non comporta automaticamente la decadenza dal beneficio quando riguardi elementi secondari e non alteri le caratteristiche essenziali dell'investimento programmato, né pregiudichi in modo significativo la funzione di monitoraggio dell'Amministrazione.
  • Nel controllo giurisdizionale sulla motivazione, è inammissibile la censura che miri soltanto a ottenere una nuova valutazione del merito dei fatti già accertati dal giudice di appello.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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