Sentenza del 24/11/2017 n. 28059 - Corte di Cassazione
IVA, IRPEF, IRAP - Accertamento - Stabile organizzazione in Italia del soggetto residente all'estero Un cantiere presso il committente dei lavori non configura stabile organizzazione se un'impresa ha svolto lavori saltuari in Italia ed ha organizzato un cantiere presso il committente italiano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L’Agenzia delle Entrate contestava l’annullamento degli avvisi di accertamento relativi a IVA, IRPEF e IRAP per gli anni 1998-2002. Sosteneva che l’attività svolta dal contribuente in Italia, inizialmente personalmente e poi tramite operai, presso i cantieri della società italiana Cartubi o sulle imbarcazioni in allestimento, integrasse una stabile organizzazione in Italia ai sensi della Convenzione Italia-Jugoslavia e del TUIR. Secondo l’Amministrazione, la durata dei cantieri superiore a dodici mesi sarebbe stata sufficiente a configurare la stabile organizzazione, con conseguente obbligo di presentare le dichiarazioni fiscali italiane. La Corte ha ritenuto invece necessario verificare concretamente la presenza di una sede fissa d’affari e il suo effettivo carattere strumentale e funzionale all’esercizio dell’attività dell’impresa estera.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando la decisione della Commissione tributaria regionale che aveva annullato gli avvisi di accertamento. È stato ritenuto insufficiente il solo fatto che i lavori fossero svolti presso cantieri italiani, anche se protratti per periodi superiori a dodici mesi. Gli operai attraversavano quotidianamente la frontiera e utilizzavano soltanto modesti attrezzi custoditi presso i cantieri per comodità. L’Agenzia non aveva dimostrato che i cantieri costituissero una struttura organizzata, stabile e strumentale alla produzione del reddito dell’impresa slovena. Sono state inoltre dichiarate inammissibili le censure relative alla stabile organizzazione personale e alla motivazione dell’avviso sulle ritenute. Non è stata adottata alcuna pronuncia sulle spese, stante la contumacia del resistente.
Norme richiamate
Art. 5, paragrafo 1, Convenzione Italia-Jugoslavia contro le doppie imposizioni
una sede fissa di affari per mezzo della quale l'impresa esercita in tutto o in parte la sua attività
La stabile organizzazione materiale richiede sia un elemento oggettivo, costituito da una sede fissa d’affari stabilmente collegata al territorio, sia un elemento dinamico, consistente nell’esercizio effettivo, anche parziale, dell’attività d’impresa tramite tale sede.
Art. 7, paragrafi 1 e 2, Convenzione Italia-Jugoslavia contro le doppie imposizioni
gli utili di un'impresa di uno Stato contraente sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che l'impresa non svolga la sua attività nell'altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata
Il reddito dell’impresa estera può essere tassato nello Stato della fonte soltanto nella misura in cui sia prodotto tramite una stabile organizzazione situata in tale Stato.
Art. 5, commi 2 e 3, Modello di Convenzione OCSE
Il cantiere di costruzione o montaggio di durata superiore a dodici mesi è un’ipotesi esemplificativa di stabile organizzazione, ma non opera automaticamente e prescindendo dai requisiti generali della sede fissa e dell’esercizio dell’attività d’impresa.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 20, lett. e), nella formulazione applicabile ratione temporis
La disposizione era stata invocata dall’Amministrazione per sostenere l’assoggettamento a imposizione in Italia dei redditi prodotti tramite una stabile organizzazione; la sua applicazione presuppone però la concreta dimostrazione dell’esistenza di tale organizzazione.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 23
La norma disciplina la tassazione in Italia dei redditi dei soggetti non residenti, ma il collegamento impositivo deve essere dimostrato in concreto secondo le regole convenzionali applicabili e, per i redditi d’impresa, mediante la prova di una stabile organizzazione.
Massime di principio
- La mera presenza fisica di un’impresa estera in Italia o lo svolgimento di lavori presso i cantieri di un committente italiano non è sufficiente, da sola, a configurare una stabile organizzazione.
- Anche un cantiere durato oltre dodici mesi deve essere valutato concretamente: la durata è un elemento rilevante, ma non elimina la necessità di verificare che il cantiere costituisca una sede fissa attraverso cui l’impresa esercita la propria attività.
- L’Amministrazione finanziaria deve provare che la struttura o il cantiere italiano sia nella disponibilità dell’impresa estera, o comunque sia organizzato e funzionalmente strumentale alla sua attività e alla produzione del reddito.
- L’uso occasionale di attrezzi modesti custoditi presso il committente per mera comodità, senza una specifica organizzazione autonoma, tende a escludere la stabile organizzazione materiale.
- La valutazione della stabile organizzazione è sostanziale e non soltanto formale: occorre esaminare autonomia, stabilità, organizzazione e funzione economica effettiva della presenza in Italia.
- La presenza di personale in Italia non configura automaticamente una stabile organizzazione personale; devono essere dimostrati poteri, continuità e ruolo del personale o dell’agente rispetto all’impresa estera.
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