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Sentenza

Sentenza del 24/11/2017 n. 205 - Comm. Trib. Prov. Terni

Avviso di accertamento nei confronti del socio di società di capitali - Mancata allegazione di atti prodromici non notificati - Carenza di motivazione - Illegittimità dell'avviso - Società di capitali su ristretta base societaria - Presunzione di conoscenza degli atti prodromici notificati all'amministratore persona fisica diversa da socio - Illegittimità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la validità dell'avviso di accertamento emesso nei suoi confronti, sostenendo che fosse motivato per relationem mediante il rinvio all'avviso notificato alla società e al processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza, senza che tali atti fossero stati precedentemente notificati o allegati. La mancata allegazione rendeva la motivazione non conoscibile e impediva al socio di comprendere adeguatamente le ragioni della pretesa tributaria e di difendersi. È stata inoltre contestata l'eventuale presunzione di conoscenza di tali atti derivante dalla ristretta base societaria.

La decisione

L'avviso di accertamento è stato ritenuto illegittimo. La presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di una società a ristretta base societaria non comporta anche la presunzione che i soci conoscano gli atti formali notificati alla società o all'amministratore. In particolare, la notifica all'amministratore, persona fisica diversa dal socio, non sostituisce la notifica o l'allegazione degli atti richiamati nell'avviso rivolto al socio. Gli atti prodromici non notificati devono quindi essere allegati all'avviso, altrimenti la motivazione per relationem risulta carente.

Norme richiamate

  • Articolo 7 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente)

    L'avviso di accertamento deve essere adeguatamente motivato e, quando richiama atti non conosciuti o non previamente notificati al contribuente, tali atti devono essere allegati, salvo che il loro contenuto essenziale sia già conosciuto.

  • Principio giurisprudenziale sulla distribuzione degli utili nelle società di capitali a ristretta base societaria

    La ristretta compagine societaria può fondare una presunzione semplice di distribuzione ai soci degli utili extracontabili accertati in capo alla società, ma non consente di presumere automaticamente che i soci abbiano conosciuto gli avvisi di accertamento o i verbali di constatazione notificati alla società o all'amministratore.

Massime di principio

  • Quando un avviso di accertamento richiama per relationem altri atti non previamente notificati al contribuente, tali atti devono essere allegati oppure il loro contenuto essenziale deve essere riprodotto nell'avviso; in mancanza, l'atto può essere illegittimo per carenza di motivazione.
  • La notifica di un atto alla società o all'amministratore non equivale automaticamente alla notifica al socio, soprattutto quando si tratta di persone fisiche diverse.
  • La ristretta base societaria può giustificare la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili, ma non elimina l'obbligo dell'Amministrazione di garantire al socio una conoscenza effettiva e completa degli atti posti a fondamento della pretesa.
  • Le presunzioni relative al conseguimento o alla distribuzione degli utili non devono essere confuse con una presunzione generale di conoscenza degli atti amministrativi e processuali.
  • In casi analoghi occorre verificare separatamente: la validità dell'accertamento societario, la prova della distribuzione degli utili al socio e la completezza della motivazione dell'avviso notificato personalmente al socio.

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