Cassazione Penale, Sentenza n. 32119/2024 del 07/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di appello di Roma del 14/03/2023: Bellotti deduce la mancanza di motivazione circa la formazione della volontà di aderire al concordato in appello; Caruso censura la valutazione delle prove (presunta identificazione in conversazioni come "Michè", riscontri sulla presenza nell'autovettura IQ e sul sequestro dei cellulari) ritenendola insufficiente per superare il livello di "oltre ogni ragionevole dubbio", nonché la sussistenza e la motivazione della recidiva reiterata (con riferimento a precedenti cancellati o estinti); Sperati contesta l'omesso confronto con specifiche risultanze, la possibile scarsa persuasività delle prove (es. appellativo "bassa de' merda" incompatibile con la sua statura) e sostiene che al massimo ricorra mera connivenza non punibile e non concorso nel reato.
La decisione
Tutti i ricorsi sono dichiarati inammissibili. Bellotti: inammissibile per difetto di specificità del motivo relativo al concordato in appello (la censura era generica e priva di elementi probatori a sostegno dell'ipotesi di vizio del consenso). Caruso e Sperati: inammissibili perché i motivi sono essenzialmente impugnazioni fattuali e richiesta di rivalutazione del compendio probatorio, operazione non consentita in cassazione soprattutto in presenza di una "doppia conforme"; inoltre i ricorsi mancavano di specificità poiché reiteravano censure già respinte in appello senza offrire una critica argomentata. Quanto alla recidiva del Caruso, la Corte ha ritenuto infondata la richiesta di precedente pronuncia di recidiva (richiamando la giurisprudenza Calibè), adeguata la motivazione della Corte territoriale rispetto al principio Schettino e inammissibile per tardività la doglianza fondata sull'estinzione per patteggiamento non dedotta in appello. Conseguentemente la Corte ha disposto l'onere delle spese a carico dei ricorrenti ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. 309/1990
Norma sostanziale contestata per i reati di traffico e detenzione di stupefacenti, applicata dai giudici del merito; la Cassazione non entra nel merito valutativo delle prove relative ai capi di cui all'art. 73
art. 599-bis c.p.p.
Disciplina il procedimento di "concordato in appello": la Corte valorizza la possibilità di impugnare in cassazione solo vizi relativi alla formazione della volontà di aderire al concordato, al consenso del Procuratore generale o al contenuto difforme della pronuncia; tuttavia il ricorso deve essere specifico e supportato da elementi
art. 589 c.p.p.
Richiamato come norma formale connessa al concordato in appello (forme di richiesta e dichiarazione delle parti)
art. 129 c.p.p.
Norma sulle condizioni di proscioglimento richiamata in relazione ai limiti delle doglianze ammissibili sul concordato; la Corte ricorda che alcune censure sono inammissibili se rinunciate
art. 445 c.p.p.
Norma sul patteggiamento e sull'estinzione del reato: la Corte conferma che l'estinzione prevista dall'art. 445, comma 2, opera ipso jure e, se rilevante, esclude gli effetti penali ai fini della recidiva, ma osserva che tale questione non poteva essere sollevata per la prima volta in cassazione se non devoluta al giudice d'appello
art. 106 c.p.
Richiamato in combinato con l'art. 445 c.p.p. per spiegare gli effetti dell'estinzione del reato sugli effetti penali e sulla recidiva
art. 99 c.p.
Norma citata in relazione alla nozione di "recidiva" e al principio che non è necessaria una previa "dichiarazione" giudiziale per considerare la recidiva ai fini dell'aggravamento
art. 606, comma 3, c.p.p.
Norma che limita il sindacato in cassazione su questioni di individualizzazione della pena: la Corte ricorda che l'eventuale illegittimità della pena deve consistere in una violazione dei parametri edittali per essere rilevante in cassazione
art. 616 c.p.p.
Norma che disciplina l'onere delle spese in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso: la Corte ha posto le spese a carico dei ricorrenti e l'obbligo di versamento alla Cassa
Massime di principio
- La Corte di cassazione non ammette una "rilettura" alternativa e rivalutativa del compendio probatorio: i motivi che si limitano a chiedere una diversa valutazione delle prove sono generalmente inammissibili, soprattutto se esiste una doppia conforme del merito
- Le doglianze sul concordato in appello sono ammissibili in cassazione soltanto se specifiche e dirette a vizi della formazione della volontà, al consenso del Procuratore generale o al contenuto difforme della pronuncia; mere enunciazioni generiche sono inammissibili per difetto di specificità
- La recidiva può essere applicata anche senza una precedente pronuncia formale di "dichiarazione" di recidiva: non è necessario che vi sia stata una precedente sentenza che abbia formalmente dichiarato la recidiva, purché emergano i presupposti fattuali
- Questioni non dedotte in appello (es. estinzione per patteggiamento rilevante ai fini della recidiva) non possono essere sollevate per la prima volta in cassazione, salvo le ipotesi espressamente previste di rilevabilità d'ufficio
- Distinzione tra connivenza e concorso: per configurare il concorso nel reato di stupefacenti è necessario un contributo consapevole e attivo (anche morale o di "rafforzamento" del proposito criminoso); la semplice conoscenza o convivenza non basta a punire il convivente
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