Sentenza n. 928/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso per lavoro subordinato o attesa occupazione, con contestuale avvio delle procedure espulsive
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente, cittadino albanese entrato in Italia come minore straniero non accompagnato e titolare di permesso di soggiorno per minore età, aveva chiesto la conversione del titolo in permesso per lavoro subordinato o attesa occupazione. La Questura aveva preannunciato il rigetto, chiedendo la documentazione relativa alla presenza in Italia da almeno tre anni e alla partecipazione per almeno due anni a un progetto di integrazione sociale e civile, oppure il parere favorevole dell’autorità competente. Il ricorrente ha contestato l’affermazione di non avere riscontrato il preavviso di rigetto, richiamando due istanze di accesso presentate tramite il difensore, e ha sostenuto la sussistenza dei presupposti per la conversione, affermando di essere stato affidato ai sensi dell’art. 2 della legge n. 184/1983. La documentazione prodotta non attestava tuttavia né l’affidamento familiare ai sensi della citata disposizione né la sottoposizione a tutela; mancavano inoltre il parere favorevole dell’autorità competente, un progetto biennale di integrazione e il requisito della presenza sul territorio nazionale da almeno tre anni.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto insussistenti le condizioni per la conversione previste dall’art. 32 del d.lgs. n. 286/1998. Quanto alla fattispecie relativa ai minori affidati o sottoposti a tutela, non risultavano provati né l’affidamento ai sensi dell’art. 2 della legge n. 184/1983 né la sottoposizione a tutela; mancava inoltre il parere favorevole dell’autorità competente, che il ricorrente aveva l’onere di richiedere in assenza di iniziative sostitutive di altri soggetti. Il TAR ha attribuito rilievo decisivo all’abrogazione della previsione secondo cui il mancato rilascio del parere non poteva giustificare il diniego del rinnovo, ritenendo che la normativa vigente consenta, e secondo la motivazione imponga, il diniego in assenza del parere favorevole, senza necessità di ulteriori valutazioni discrezionali. Quanto all’ipotesi alternativa relativa ai minori stranieri non accompagnati inseriti in progetti di integrazione, erano assenti sia un progetto di almeno due anni gestito da un ente abilitato sia la permanenza in Italia da almeno tre anni. La documentazione sui redditi dei soggetti che si erano impegnati al mantenimento non poteva colmare la mancanza dei presupposti preliminari; il potere della Questura è stato qualificato come vincolato. Il ricorrente è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 2.000, oltre oneri e accessori.
Norme richiamate
art. 32 d.lgs. 286/1998
Il permesso per motivi di studio, di accesso al lavoro ovvero di lavoro subordinato o autonomo può essere rilasciato, alternativamente, ai minori affidati ai sensi dell’articolo 2 della legge 4 maggio 1983 n. 184, ovvero sottoposti a tutela, previo parere positivo del Comitato per i minori stranieri, oppure ai minori stranieri non accompagnati ammessi per un periodo non inferiore a due anni in un progetto di integrazione sociale e civile, purché siano garantiti e provati gli ulteriori requisiti previsti dalla norma.
La conversione richiede la dimostrazione dei presupposti alternativamente previsti dalla norma. In assenza del parere favorevole richiesto per la prima fattispecie, e in mancanza degli altri requisiti per la seconda, il diniego è vincolato.
art. 2 l. 184/1983
L’affidamento rilevante ai fini dell’art. 32 d.lgs. 286/1998 deve essere specificamente documentato come affidamento ai sensi di tale disposizione.
art. 14-bis d.P.R. 394/1999
Il parere dell’autorità competente deve essere richiesto dall’interessato, salvo che altri soggetti vi provvedano volontariamente; la sua mancanza impedisce la conversione nei casi in cui il parere favorevole costituisce presupposto normativo.
d.l. 20/2023, convertito in l. 50/2023
L’abrogazione della previsione che escludeva il diniego in caso di mancato rilascio del parere conferma la rilevanza ostativa dell’assenza del parere favorevole.
d.P.R. 231/2023
Individua il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione, quale autorità subentrata all’ex Comitato per i minori stranieri per il parere considerato dalla disciplina.
art. 73 c.p.a.
Le parti non si sono avvalse della facoltà prevista dalla disposizione prima della decisione.
Massime di principio
- La conversione del permesso di soggiorno rilasciato per minore età ai sensi dell’art. 32 d.lgs. 286/1998 presuppone la prova di una delle fattispecie alternative previste dalla legge: affidamento ai sensi dell’art. 2 l. 184/1983 o sottoposizione a tutela, con il parere favorevole dell’autorità competente, oppure inserimento per almeno due anni in un progetto qualificato di integrazione, presenza in Italia da almeno tre anni e possesso degli ulteriori requisiti normativi.
- L’affermazione di essere stato affidato non è sufficiente: l’interessato deve produrre documentazione idonea a dimostrare uno specifico affidamento familiare ai sensi dell’art. 2 l. 184/1983 oppure la sottoposizione a tutela.
- Quando il parere favorevole dell’autorità competente costituisce presupposto della conversione ai sensi dell’art. 32 d.lgs. 286/1998, la sua mancanza impedisce l’accoglimento dell’istanza; l’interessato ha l’onere di richiederlo, salvo che altri soggetti vi provvedano volontariamente.
- L’abrogazione della disposizione che impediva di negare il rinnovo o la conversione per il solo mancato rilascio del parere consente alla Questura di denegare il titolo in assenza del parere favorevole, senza dover compiere un’ulteriore valutazione discrezionale in concreto.
- La documentazione relativa alla disponibilità di reddito o al mantenimento dell’interessato non può supplire alla mancanza dei presupposti preliminari richiesti dall’art. 32 d.lgs. 286/1998; in tali ipotesi il potere della Questura è vincolato.
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