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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9105/2025 del 04/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto l'istanza di riesame contro il decreto del GIP di Castrovillari del 20/08/2024, convalidante il sequestro preventivo di strutture insistenti su area demaniale marittima a Corigliano Rossano (località Tonnara). All'imputato si contestava di aver realizzato e occupato senza titolo concessorio un'area di circa 33.000 m2 e di aver effettuato opere abusive. Il ricorrente deduce vizi di motivazione, violazione del principio del ne bis in idem (sostenendo che i fatti erano già stati accertati e oggetto di precedente procedimento), mancanza del fumus boni iuris e dell'elemento soggettivo del reato, nonché assenza del periculum in mora in quanto l'area sarebbe stata già ripristinata e dissequestrata.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di legittimazione/interesse del ricorrente (l'area era stata formalmente restituita al Comune e il Motta non poteva vantare un diritto alla restituzione), e per genericità dell'impugnazione che non contrastava le ragioni del rigetto. Il Tribunale ha inoltre ritenuto non applicabile il principio del ne bis in idem perché la precedente dissequestrazione era temporanea per consentire la rimozione delle opere e, non essendosi proceduto alla rimozione entro il termine concesso, si è configurata una nuova violazione. Per tali motivi il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice della navigazione

    Le norme sul demanio marittimo e sulla disciplina delle concessioni sono state richiamate come base normativa dei reati collegati all'occupazione e alle opere realizzate senza titolo; la Corte ha ritenuto fondato l'appello investigativo su tali fattispecie.

  • Codice penale

    Articoli relativi all'invasione di terreni e ad altre forme di danneggiamento/appropriazione: utilizzati come titolo di contestazione penale per il sequestro delle strutture abusive.

  • Codice di procedura penale

    Articolo che richiede la gravità indiziaria (fumus) per misure cautelari: il Tribunale ha ritenuto sussistente tale requisito rispetto alle condotte contestate.

  • Codice di procedura penale

    Prevede la condanna alle spese e la possibilità di comminare ammende per ricorsi infondati o presentati con colpa: applicato per disporre il versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

  • Principio del ne bis in idem

    Richiamato dalla difesa ma ritenuto non applicabile: la precedente misura era temporanea per consentire il ripristino; la mancata rimozione delle strutture entro il termine ha configurato una nuova fattispecie, sottraendo efficacia preclusiva al ne bis in idem.

  • Giurisprudenza della Corte Costituzionale

    sent. n. 186 del 13 giugno 2000

    Citata come presidio interpretativo in relazione alla valutazione della colpa nell'ambito dell'art. 616 c.p.p. e alla determinazione dell'ammenda/correzione per ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • Per impugnare un provvedimento cautelare è necessario avere un interesse concreto e attuale: se l'area è stata formalmente restituita all'ente pubblico, chi non ha più un diritto soggettivo non è legittimato a proporre riesame.
  • Il principio del ne bis in idem non opera automaticamente: se una precedente restituzione o dissequestro è stata disposta a condizione di un comportamento (es. rimozione/ ripristino), la mancata esecuzione può integrare una nuova fattispecie di reato e non impedire una nuova azione cautelare.
  • Nelle impugnazioni è essenziale confrontare punto per punto la motivazione della decisione impugnata; argomentazioni generiche o non specifiche favoriscono l'inammissibilità.
  • Per opporsi a un sequestro preventivo occorre dimostrare concretamente l'assenza dei presupposti della misura: carenza del fumus boni iuris, assenza del periculum in mora e prova dell'avvenuto ripristino devono essere documentati e temporaneamente coerenti con i fatti.
  • La temporizzazione degli adempimenti (termine concesso per lo sgombero, verbali di esecuzione, certificazioni di ripristino) è determinante: la mancata esecuzione entro i termini può essere determinante per la configurazione di nuovo illecito.
  • Ricorsi infondati o presentati con negligenza possono comportare condanne alle spese e sanzioni previste dall'art. 616 c.p.p.; conviene valutare attentamente la fondatezza e la legittimazione prima di proporre impugnazioni.

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