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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16151/2024 del 17/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Istanza di rescissione del giudicato proposta ai sensi dell'art. 629-bis c.p.p. avverso la sentenza di condanna alla pena di euro 1.000 di multa emessa dal Giudice di pace di Santa Maria Capua Vetere il 4/02/2019. La ricorrente ha sostenuto di non aver mai avuto notizia della condanna e di averne preso conoscenza solo il 19/05/2023 quando ottenne copia della sentenza dopo aver ricevuto la notificazione di una cartella esattoriale che intimava il pagamento della pena pecuniaria.

La decisione

La Corte di appello di Napoli aveva dichiarato l'istanza inammissibile per tardività, ritenendo che la ricezione della cartella esattoriale dimostrasse un principio di conoscenza e rilevando che la ricorrente non aveva prodotto la cartella stessa, impedendo la verifica probatoria. La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, osservando che la declaratoria de plano ex art. 127, comma 9 c.p.p. è possibile solo se non occorre procedere a valutazioni di merito che impongano il contraddittorio; nel caso di specie la Corte territoriale ha basato la valutazione sulla tardività su circostanze incerte e su valutazioni di merito che richiedevano il contraddittorio. Conseguentemente la Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Napoli per gli ulteriori provvedimenti.

Norme richiamate

  • art. 127, comma 9, cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di dichiarare de plano l'inammissibilità di una richiesta, ma la giurisprudenza e la Cassazione richiedono che, quando per decidere sia necessario effettuare valutazioni di merito sulla domanda, il giudice deve comunque instaurare il contraddittorio camerale.

  • art. 629-bis, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'istanza di rescissione del giudicato; la sua applicazione richiede l'accertamento dei presupposti sostanziali e processuali della rescissione, compresa la prova del momento in cui il ricorrente è venuto a conoscenza del provvedimento da rescindere.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 6, n. 17836 del 27/05/2020, Wajdi, Rv. 279026 - 01)

    Precedente che ammette la declaratoria de plano di inammissibilità ma precisa il limite: il giudice deve instaurare il contraddittorio se la decisione richiede valutazioni di merito sulla domanda.

Massime di principio

  • La Corte d'appello può dichiarare inammissibile una istanza de plano ai sensi dell'art. 127, comma 9 c.p.p., ma non quando per decidere sia necessario effettuare valutazioni di merito che richiedono il contraddittorio; in tal caso deve instaurarsi il contraddittorio camerale.
  • Nelle istanze di rescissione ex art. 629-bis c.p.p. l'istante deve provare il momento in cui ha conosciuto la sentenza impugnata: è importante allegare documenti (es. copia della cartella esattoriale, notificazioni, comunicazioni) che attestino la data di effettiva conoscenza.
  • La semplice affermazione della corte che un atto come la cartella esattoriale costituisca indice di conoscenza non sostituisce la prova documentale: se la parte non produce l'atto decisivo, il giudice non può fondare una decisione de plano su circostanze incerte.
  • Se il giudice territoriale decide sulla base di circostanze dubbie e compie valutazioni di merito senza contraddittorio, la sentenza di inammissibilità può essere annullata dalla Cassazione.
  • Prassi consigliata per il ricorrente: allegare sempre la documentazione probatoria che dimostri quando si è venuti a conoscenza della sentenza e, se possibile, fornire elementi che escludano la tempestività contestata.

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