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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1821/2025 del 15/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna il rigetto dell'istanza di dissequestro di beni di sua proprietà, sottoposti a vincolo reale nel procedimento a carico del padre e di altri per reati connessi a frode e accise. Deduce due motivi: (1) vizio di motivazione, sostenendo che i giudici hanno erroneamente escluso la sua estraneità e ignorato documenti difensivi che provavano la non partecipazione, la mancanza di vantaggi e la buona fede; (2) violazione di legge, perché il sequestro sarebbe stato ingiustificato sui beni in comproprietà con un terzo estraneo, posto che sarebbero potute essere adottate misure cautelari limitate ai beni riconducibili esclusivamente agli indagati o al compendio aziendale da loro gestito.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ricordato che, in materia di cautela reale, l'art. 325 c.p.p. consente il ricorso in cassazione solo per violazione di legge (compresa la motivazione omessa o apparente) e non per una riedizione critica della valutazione concreta delle prove e della tenuta logico-argomentativa del giudice di merito; pertanto le doglianze valutative sono inammissibili. Sul secondo motivo la Corte ha confermato la legittimità del provvedimento impugnato: i giudici di merito hanno rilevato che la ricorrente manteneva quote sociali e stretti rapporti familiari e commerciali con gli indagati, esercitando funzioni aziendali e potendo, quindi, vigilare; risultava altresì il rischio concreto di dispersione dei beni (periculum in mora) e la necessità di anticipare l'effetto ablativo della confisca. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita l'impugnazione in cassazione in materia di misure cautelari reali alla sola violazione di legge e alla motivazione omessa o apparente; non consente la rinnovazione del sindacato di merito sulla valutazione concreta delle prove.

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Prevede la trattazione scritta; citato per indicare la procedura seguita nel giudizio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese processuali e la liquidazione di una somma a titolo di sanzione pecuniaria (Cassa delle ammende) in caso di reiezione del ricorso, valutando i profili di colpa dell'impugnante.

  • artt. 81, 110, 483, 640 cod. pen.

    Norme penali riferite ai reati contestati nel procedimento principale (concorrente, falsità, truffa). Citate come contesto dei fatti per cui è stato disposto il sequestro.

  • d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504

    art. 40, commi 1, lett. c), 4, e art. 49

    Riferimento alla normativa sulle accise e alle fattispecie di reato connesse; fa parte delle contestazioni a carico degli indagati che giustificano il vincolo reale sui beni.

  • Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)

    Principio secondo cui l'onere argomentativo circa la necessità di anticipare l'effetto ablativo della confisca può ritenersi assolto se il provvedimento mostra le ragioni per cui, nelle more del giudizio, il bene potrebbe essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato o alienato.

  • Sez. U, n. 9 del 28/04/1999 (Bacherotti)

    Richiamata per il principio che non è persona estranea al reato chi ne abbia ricavato vantaggi o utilità; utilizzata per delimitare la nozione di "persona estranea".

  • Sez. 2, n. 35879 del 05/07/2023 (Canosino)

    Giurisprudenza recente usata a sostegno del principio secondo cui chi trae vantaggi dal reato non può essere considerato estraneo; rafforza il controllo sulla buona fede e sull'affidamento incolpevole del terzo.

Massime di principio

  • In materia di misure cautelari reali la Cassazione sindaca la legittimità e la conformità a diritto del provvedimento, ma non riapre la valutazione di fatto: le doglianze sulla valutazione probatoria e sulla congruità della motivazione sono, di norma, inammissibili se non configurano una violazione di legge.
  • Per ottenere il dissequestro come terzo proprietario è necessario provare in modo concreto e idoneo la propria "estraneità al reato", cioè assenza di vantaggi o utilità derivati dal reato e buona fede/affidamento incolpevole; semplici deduzioni non sopperiscono all'onere probatorio.
  • Il sequestro di beni in comproprietà con terzi può essere legittimo quando sussistono collegamenti familiari e/o societari stretti con gli indagati e vi sia il rischio concreto di dispersione o alterazione del bene (periculum in mora); la presenza di quote societarie e di ruoli gestionali rileva ai fini della possibilità di vigilanza.
  • La necessità di anticipare l'effetto ablativo della confisca richiede che il giudice motivi sul rischio concreto che il bene venga distrutto, disperso, alienato o altrimenti reso inutilizzabile nel tempo necessario al giudizio.
  • Chi impugna in Cassazione un provvedimento cautelare deve concentrare i temi sulla violazione di legge o sulla mancanza/contraddittorietà della motivazione, evitando di fondare il ricorso su un mero diverso apprezzamento del materiale probatorio.

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