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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24411/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva respinto la richiesta di riconoscimento della continuazione tra reati commessi in luglio 2015, settembre 2015 e marzo 2016. Il ricorrente deduceva erronea applicazione di legge e vizio di motivazione per mancato esame concreto degli elementi fattuali e per aver sottovalutato indicatori logici che dimostrerebbero una deliberazione unitaria di massima.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, rilevando che il giudice di merito aveva omesso un esame concreto e motivato dei fatti e degli indicatori di unitarietà del disegno criminoso. La sentenza richiama i principi sul riconoscimento della continuazione (esame di tempi, modalità, omogeneità, contiguità spazio-temporale, sistematicità, programmazione iniziale anche di massima) e annulla l'ordinanza impugnata, rinviando il procedimento al Tribunale di Pescara per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    La continuazione richiede l'esistenza di un "disegno criminoso" unitario sin dal momento ideativo; non è sufficiente la mera reiterazione o abitualità a delinquere. Occorre che i reati risultino programmati almeno nelle linee essenziali per il conseguimento di un unico fine.

  • Cass. Sez. I, n. 40123 del 22.10.2010

    Ribadito che la continuità richiede l'unicità del disegno criminoso e che la sola caduta nel reato o l'abitualità non equivalgono all'elemento intellettivo caratteristico del reato continuato.

  • Cass. Sez. I, n. 12905 del 17.3.2010

    La programmazione può essere astratta o di massima; non è necessario che ogni reato sia dettagliatamente pianificato, basta che i reati risultino previsti nelle loro linee generali con possibilità di adattamento alle circostanze per il conseguimento di un unico scopo.

  • Cass. Sez. Un., n. 28659 del 18.5.2017

    Elenca gli indicatori concreti da valutare per la continuazione: omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, causalità, modalità della condotta, sistematicità e abitudini programmate di vita, e la presenza di una programmazione dei successivi reati almeno nelle linee essenziali al momento del primo.

Massime di principio

  • Per il riconoscimento della continuazione è necessario un esame concreto e motivato delle modalità, dei tempi e dei nessi tra le condotte; non basta la somiglianza formale dei reati.
  • L'unicità del disegno criminoso riguarda l'elemento intenzionale (unità di ideazione) e non si confonde con la mera reiterazione o con una tendenza abituale a delinquere.
  • La programmazione che giustifica la continuazione può essere di massima: è sufficiente che i reati siano previsti nelle linee essenziali e finalizzati a un unico scopo, anche con adattamenti alle circostanze.
  • In sede di merito il giudice deve esplicitare e valutare indicatori quali omogeneità del bene tutelato, contiguità spazio-temporale, modalità operative simili, sistematicità e eventuali motivazioni comuni che colleghino gli episodi.
  • La mera affermazione conclusiva sull'assenza di continuazione senza analisi degli elementi fattuali configura vizio di motivazione e può determinare annullamento in Cassazione.
  • In casi analoghi è prudente raccogliere e documentare elementi esterni (modalità ripetute, contatti comuni, strumenti o modalità identiche, finalità coerenti) che possano comprovare l'unità di disegno criminoso.

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