Cassazione Penale, Sentenza n. 22523/2025 del 16/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso straordinario denunciava omissione di statuizione su un motivo decisivo per errore di fatto: la Corte di cassazione non avrebbe esaminato il primo motivo del ricorso originario relativo alla mancata comunicazione all'imputato della possibilita' di sostituzione della pena detentiva (art. 545-bis c.p.p. e connessi), censura che investiva anche il capo A (fatti numeri 19-21). Di Mattia sosteneva che, se il motivo fosse stato considerato, la Corte avrebbe dovuto annullare senza rinvio per prescrizione anche quei reati.
La decisione
Il ricorso straordinario e' stato dichiarato inammissibile per aspecificita'. La Corte ha ritenuto sussistere una svista della Sesta sezione (errore di fatto) nella lettura del primo motivo, ma il ricorrente non ha dimostrato la 'decisivita'' dell'errore, requisito essenziale ai sensi dell'art. 625-bis cod. proc. pen. Inoltre non ha specificato il rito d'appello (cartolare o in presenza): dagli atti e' risultato che il giudizio d'appello si era svolto in presenza e che l'omesso avviso sulla possibilita' di sostituzione della pena non era stato eccepito immediatamente in udienza, pertanto non poteva essere fatto valere in cassazione. Per tali ragioni il ricorso e' inammissibile; il ricorrente e' condannato al pagamento delle spese e a versare Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Autorizza il ricorso straordinario per errore di fatto, ma richiede che l'errore sia 'decisivo' (ossia abbia determinato una decisione diversa); e' onere del ricorrente dimostrarne la decisivita'.
artt. 545-bis e 598 cod. proc. pen.
L'art. 545-bis disciplina la possibilita' di sostituire la pena detentiva e l'obbligo di avviso; la giurisprudenza interpreta che, se l'appello e' celebrato in presenza, l'omesso avviso deve essere eccepito immediatamente in udienza, altrimenti e' preclusa la censura in cassazione.
Norma richiamata in relazione all'obbligo di informativa sulla sostituzione della pena, integrando il quadro normativo collegato all'art. 545-bis c.p.p.
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali; la Corte ha altresi' disposto il versamento di una somma alla cassa delle ammende ritenendo ravvisabili profili di colpa nella proposizione del ricorso.
Giurisprudenza consolidata (Sez. U, Basile, e altre pronunce citate)
Sez. U, n. 16103 del 27/03/2002; Sez. U, n. 28717 del 21/06/2012; Sez. 4, n. 13525 del 21/01/2020, ecc.
Principi richiamati: l'errore di fatto rilevabile con il ricorso straordinario deve essere decisivo; la legittimazione al ricorso straordinario spetta anche al condannato cui e' stata pronunciata sentenza di annullamento con rinvio limitatamente a profili sanzionatori; indicazioni su quando e come si puo' dolere dell'omesso avviso sull'eventuale sostituzione della pena.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis richiede la specifica dimostrazione della 'decisivita'' dell'errore: il ricorrente deve provare che, senza l'errore, la decisione sarebbe stata incontrovertibilmente diversa.
- Quando si contesta l'omesso avviso sulla possibilita' di sostituzione della pena detentiva (art. 545-bis), e' cruciale indicare il rito dell'appello: nel rito 'cartolare' la censura puo' essere proposta in cassazione, mentre nel rito 'in presenza' l'omissione deve essere eccepita immediatamente in udienza o si perde il rimedio.
- Se si intende censurare una presunta svista della Corte di cassazione (omissione di esame di un motivo), occorre esplicitare come l'omissione avrebbe inciso sul risultato concreto (es. annullamento per prescrizione) e fornire gli elementi processuali e di merito che rendano manifesta la decisivita'.
- La mancata specificazione o prove insufficienti espongono il ricorrente all'inammissibilita' per aspecificita' e al rischio di condanna alle spese e a sanzioni (cassa delle ammende) se emergono profili di colpa.
- In generale, i vizi procedurali rilevanti devono essere eccepiti tempestivamente nelle sedi immediate (anche in udienza): la mancata tempestiva eccezione puo' precludere i rimedi successivi.
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