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Cassazione Civile, Ordinanza n. 09280/2023 del 04/04/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente previdenziale)

La controversia

La controversia nasce dall'opposizione a una cartella esattoriale relativa a contribuzione dovuta per quattro lavoratrici agricole. La Corte d'appello ha accolto l'opposizione solo in parte, riconoscendo il diritto all'agevolazione contributiva per due lavoratrici disoccupate di lunga durata, ma negandolo per altre due lavoratrici perché già precedentemente assunte, sia pure a termine, dalla stessa società e poi nuovamente assunte a distanza di pochi giorni dalla cessazione del precedente rapporto. La società ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione dell'art. 8, comma 9, L. 407/1990, nel testo applicabile ratione temporis, sostenendo che la fruizione dell'agevolazione non potesse essere subordinata all'ulteriore requisito dell'incremento occupazionale con nuovo personale. L'ente previdenziale ha resistito con controricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il ricorso. Ha affermato che, ai fini dell'art. 8 L. 407/1990, i lavoratori agevolabili devono comunque essere "nuovi" lavoratori e disoccupati da almeno 24 mesi; pertanto, correttamente la Corte territoriale aveva escluso il beneficio per le due lavoratrici già impiegate dalla medesima impresa con contratti a termine e riassunte dopo intervalli estremamente brevi (11 e 17 giorni). La Corte ha quindi confermato che, in tale situazione, non vi era alcun incremento occupazionale. Il ricorso è stato rigettato, con condanna della ricorrente alle spese e con atto della debenza dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 8, comma 9, L. 407/1990

    nel testo vigente prima delle modifiche della L. 92/2012

    L'agevolazione contributiva presuppone che l'assunzione riguardi lavoratori nuovi e disoccupati da almeno 24 mesi; non basta la mera formalità di una nuova assunzione se il rapporto precedente con la stessa impresa si è interrotto da un tempo estremamente breve, poiché in tal caso manca l'incremento occupazionale richiesto.

  • art. 13, d.P.R. n. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso, ricorrono i presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Massime di principio

  • Ai fini dei benefici contributivi previsti per nuove assunzioni, non è sufficiente la stipulazione di un contratto a tempo indeterminato: occorre che l'assunzione realizzi un effettivo incremento occupazionale e riguardi lavoratori che abbiano i requisiti soggettivi richiesti dalla norma.
  • L'assunzione a tempo indeterminato di soggetti già impiegati in precedenza dalla medesima impresa, soprattutto se a brevissima distanza dalla cessazione del precedente rapporto, non integra di regola un incremento occupazionale rilevante ai fini dell'agevolazione.
  • Quando il giudice di merito accerta in fatto che la riassunzione è avvenuta dopo un intervallo del tutto esiguo e in continuità sostanziale con il precedente rapporto, la contestazione sulla spettanza del beneficio contributivo tende a risolversi in un apprezzamento fattuale insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione coerente.

Come è indicizzato

MaterieContributi previdenzialiAppalto e somministrazione
RamiLavoroPrevidenza
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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