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Sentenza

Sentenza n. 20/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Roccaraso sull’istanza formulata dall’odierno ricorrente in data 19 giugno 2025 per il rilascio del numero civico per la propria abitazione sita in Via Nuova Sangrina nel Comune di Roccaraso; e per la conseguente condanna del Comune di Roccaraso a provvedere sulla sopra menzionata istanza mediante l’assegnazione del numero civico con provvedimento espresso nel termine di dieci giorni, nominando, ove occorra per il caso di ulteriore inottemperanza, un Commissario ad acta che provveda in luogo dell’Amministrazione inadempiente.

Giustizia amministrativa202500421

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Roccaraso sull'istanza di assegnazione del numero civico per un'abitazione sita in Via Nuova Sangrina

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, proprietario di un immobile realizzato in conformità al permesso edilizio comunale, aveva presentato tramite ANPR una richiesta di cambio di residenza, dichiarata irricevibile dal Comune per l'assenza del numero civico. Il 19 giugno 2025 aveva quindi chiesto al Comune l'assegnazione del numero civico, allegando planimetria ed estratto mappale, e il 29 luglio 2025 aveva presentato una diffida senza ottenere risposta. Ha pertanto proposto ricorso per accertare l'illegittimità del silenzio e ottenere la condanna del Comune a provvedere con un atto espresso entro dieci giorni, eventualmente mediante commissario ad acta. Nel corso del giudizio, tuttavia, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché il Comune aveva avviato la procedura amministrativa per la concessione della residenza a prescindere dal numero civico.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. La dichiarazione depositata dal ricorrente è stata ritenuta chiara nell'esprimere la rinuncia all'interesse alla decisione. In applicazione del principio dispositivo, la parte può disporre dell'azione sino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione e dichiarare di non avere più interesse; il giudice, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, deve prendere atto della dichiarazione e pronunciare l'improcedibilità. Nulla è stato disposto sulle spese, in ragione della mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal TAR nel quadro della decisione camerale sul ricorso divenuto improcedibile.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la parte può dichiarare di non avere più interesse alla decisione fino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione; se la dichiarazione è chiara, il giudice deve prenderne atto e dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio alla decisione della controversia né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, in ragione della natura soggettiva della giurisdizione e del principio dispositivo.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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