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Sentenza

Sentenza n. 509/2026 - Genova, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento n. 33 a data 27 gennaio 2016 - progetto n. 10283/2015 avente ad oggetto accertamento di conformità per opere di nuova costruzione

Giustizia amministrativa201600320

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di accertamento di conformità relativo a opere di nuova costruzione, nonché ordini di sospensione dei lavori e di demolizione e atti dirigenziali connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (enti locali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente originario aveva impugnato il provvedimento comunale n. 33 del 27 gennaio 2016, con cui era stata respinta l’istanza di accertamento di conformità presentata per sanare opere realizzate su un fondo sito nel Comune di Genova, riguardanti alcuni fabbricati. Con motivi aggiunti erano stati impugnati anche l’ordine di sospensione dei lavori adottato dalla Città Metropolitana di Genova, i successivi atti dirigenziali connessi e l’ordine comunale di demolizione dell’11 maggio 2015, con richiesta cautelare. A seguito della morte del ricorrente, il processo era stato sospeso e successivamente riassunto dalla figlia ed erede. La presentazione di una nuova istanza di accertamento di conformità aveva determinato vari rinvii della trattazione. Non sono specificamente riportati nel testo i motivi di illegittimità dedotti contro gli atti impugnati. Nel frattempo, il Comune di Genova aveva rilasciato, l’11 agosto 2025, il titolo edilizio in sanatoria richiesto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il rilascio del provvedimento di accertamento di conformità dell’11 agosto 2025 ha sostanzialmente sanato l’intervento edilizio oggetto della controversia, facendo venir meno l’interesse della parte ricorrente alla decisione sull’impugnazione del precedente diniego e degli atti repressivi connessi. La parte ricorrente e la Città Metropolitana avevano insistito per la decisione nel merito senza indicare un interesse concreto e attuale alla prosecuzione del giudizio nonostante il rilascio della sanatoria. Dopo l’avviso alle parti ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a., il Collegio ha definito il giudizio. Le spese sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando, nel corso del giudizio, viene meno l’interesse alla decisione.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Impone l’avviso alle parti quando il giudice rileva d’ufficio una questione decisiva, nella specie la possibile improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

Massime di principio

  • Il rilascio, nel corso del giudizio, di un titolo edilizio in sanatoria che sostanzialmente regolarizzi l’intervento oggetto del precedente diniego determina il venir meno dell’interesse concreto e attuale all’impugnazione del diniego e degli atti repressivi connessi, rendendo il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Quando il giudice rileva d’ufficio una causa di improcedibilità, deve previamente avvisare le parti ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a., consentendo loro di interloquire sulla questione.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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