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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27584/2022 del 15/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La parte civile ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Palermo per vizio di motivazione ai sensi dell'art. 606 cod. proc. pen., lett. e), denunciando mancata, contraddittoria o manifestamente illogica motivazione. In particolare ha sostenuto che il giudice di appello avrebbe travisato gli elementi probatori (consulenza tecnica ex art. 507 c.p.p., le dichiarazioni di Poma Antonino e il verbale di sequestro della Capitaneria di Porto) arrendendo una ricostruzione dei fatti incompatibile con gli atti processuali e favorendo l'assoluzione degli imputati.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato in sede di legittimità sia limitato alla verifica della presenza di un coerente apparato argomentativo e dell'assenza di manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione, senza possibilità di rinnovare la valutazione dei fatti o delle prove. Ha confermato che la Corte d'appello ha motivatamente ritenuto non integrata la violazione di norme di prudenza da parte di Bianco Salvatore (quindi assenza dell'elemento soggettivo del reato di lesioni colpose) in ragione dell'inidoneità dei mezzi di segnalazione del subacqueo e delle particolari circostanze del caso; ha altresì escluso la configurabilità del reato a carico di Lorenzino per insussistenza del reato presupposto. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di una somma a favore della cassa delle ammende (stimata in euro 3.000).

Norme richiamate

  • art. 590 cod. pen. (comma 1 e 2)

    Norma richiamata come titolo di reato (lesioni personali colpose) contestato a Bianco Salvatore; la Corte d'appello ha escluso l'integrazione dell'elemento soggettivo in mancanza di violazione della regola di prudenza dedotta, decisione confermata in sede di legittimità perché congruentemente motivata.

  • art. 81 cpv. e art. 378 cod. pen.

    Art. 81 c.p. citato in relazione alla possibile partecipazione nel reato; art. 378 richiamato quale reato contestato a Lorenzino. La Corte ha ritenuto che, essendo venuta meno l'esistenza del reato presupposto, non può sussistere la responsabilità per la fattispecie ad esso collegata.

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Norma relativa alla consulenza tecnica d'ufficio richiamata dalla parte che lamentava travisamento della consulenza; la Corte di cassazione ha però escluso che vi sia stata una manifesta illogicità nella valutazione della consulenza da parte del giudice del merito.

  • art. 606 cod. proc. pen. (comma 1, lett. e)

    Dispositivo sul vizio di motivazione utilizzato come parametro di controllo in cassazione: la Corte ha ribadito che il sindacato in sede di legittimità è limitato alla verifica della presenza di ragioni giuridicamente significative e della mancanza di manifesta illogicità/contraddittorietà, senza consentire la rinnovata valutazione dei fatti o delle prove.

Massime di principio

  • In cassazione non è consentita una rivalutazione dei fatti o delle prove: il controllo è limitato a verificare la coerenza e la non manifesta illogicità della motivazione del giudice del merito.
  • Per ottenere l'annullamento per vizio di motivazione occorre dimostrare una contraddittorietà o una illogicità manifesta, cioè di macroscopica evidenza, non una semplice alternativa interpretativa dei fatti.
  • Se il giudice del merito ricostruisce che non è stata violata una regola di prudenza o diligenza, viene escluso l'elemento soggettivo del reato colposo e la sentenza di assoluzione è difficilmente sindacabile in cassazione salvo palesi carenze motivazionali.
  • Quando viene accertata l'insussistenza del reato presupposto, tutte le fattispecie collegate (es. responsabilità per concorso, reati connessi) devono essere escluse di conseguenza.
  • La critica alla valutazione di una consulenza tecnica o di singole prove deve dimostrare che il giudice ha compiuto un travisamento palese o ha omesso argomentazioni significative; altrimenti la diversa valutazione delle stesse resta prerogativa del giudice del merito.

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