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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33638/2024 del 04/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per incompetenza territoriale del Tribunale di Sorveglianza di Roma rispetto all'istanza di affidamento in prova al servizio sociale. Il difensore aveva eccepito, con memoria inviata via PEC il 01.12.2023 e riproposta in udienza il 12.01.2024, che al momento del deposito dell'istanza il condannato risultava libero e domiciliato a Cosenza (documentato dalla copia della carta d'identità allegata), mentre al momento dell'udienza era detenuto nella Casa circondariale di Castrovillari; pertanto la competenza territoriale sarebbe spettata al Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro in base ai criteri dell'art. 677 cod. proc. pen. e non al Tribunale di Roma. Si lamentava infine che il Tribunale di Roma non aveva adeguatamente motivato la decisione rispetto alla questione di competenza.

La decisione

La Corte ha ritenuto il motivo fondato. Dalla consultazione degli atti è emerso che la memoria difensiva relativa all'eccezione di incompetenza era stata depositata e inviata via PEC già il 01.12.2023 e che dagli atti risultava il domicilio a Cosenza al momento della proposizione dell'istanza e la detenzione a Castrovillari al momento dell'udienza. Pertanto la competenza territoriale non poteva essere quella di Roma. L'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma è stata annullata senza rinvio per incompetenza funzionale e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, indicato come autorità giudiziaria competente.

Norme richiamate

  • art. 677 cod. proc. pen.

    Si applicano in via principale i criteri di competenza territoriale previsti: se il condannato è detenuto, è competente il tribunale di sorveglianza del luogo dell'istituto di detenzione (locus custodiae); se il condannato è libero, è competente il tribunale del luogo di residenza o domicilio (locus domicilii). La regola del luogo di pronuncia della sentenza è subordinata e opera solo quando non sia possibile determinare la competenza con i criteri principali.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 19537 del 2/2/2022, Rv. 283097 - 01

    Principio di diritto richiamato in merito alla trasmissione degli atti al tribunale competente in caso di incompetenza funzionale del giudice che ha emanato il provvedimento.

Massime di principio

  • La competenza territoriale per le istanze di affidamento in prova al servizio sociale segue i criteri dell'art. 677 c.p.p.: tribunale del luogo di detenzione se il condannato è ristretto; tribunale del luogo di residenza o domicilio se libero; il luogo in cui fu pronunciata la sentenza è criterio residuo.
  • Se lo stato del condannato cambia (libero al momento del deposito, poi detenuto al momento dell'udienza), occorre verificare i fatti al momento rilevanti per determinare la competenza e applicare i criteri prioritari indicati dalla norma.
  • L'eccezione di incompetenza deve essere tempestivamente sollevata e può essere prodotta anche via PEC; il deposito documentale (es. carta d'identità, certificazione di spostamento/detenzione) è cruciale per provare il domicilio o il luogo di detenzione.
  • Se un giudice decide nonostante la propria incompetenza funzionale, la decisione è annullabile e gli atti vanno trasmessi al tribunale competente; la cassazione può disporre l'annullamento senza rinvio quando la incompetenza è chiara dai documenti.
  • In casi analoghi, prima di procedere all'udienza il giudice dovrebbe accertare e motivare la propria competenza territoriale alla luce degli elementi documentali posti in atti; l'omessa valutazione può determinare l'annullamento del provvedimento.

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