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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12767/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge: il giudice dell'esecuzione ha rideterminato la pena complessiva in anni ventuno e mesi sei di reclusione superando il limite del triplo della pena più grave previsto dall'art. 81 cod. pen.; errata determinazione della pena base (avrebbe dovuto assumere anni sei di reclusione risultanti dalla riduzione per il rito abbreviato dalla pena di anni nove indicata nella sentenza della Corte d'appello del 25/09/2012) e carenza di motivazione, con mancato scorporo dei reati già unificati nelle sentenze e mancata indicazione chiara del reato singolo assunto come base per il calcolo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando alla Corte d'appello di Napoli (in diversa composizione) per un nuovo giudizio limitato alla rideterminazione della pena. La Corte ha richiamato l'obbligo di rispettare il limite del triplo della pena della violazione più grave, di scorporare i reati già unificati in ciascuna sentenza, individuare il singolo reato più grave e motivare compiutamente il procedimento di calcolo della pena complessiva.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    "la pena da irrogarsi non possa essere superiore al triplo della pena più grave"

    Il limite del triplo va rispettato anche nel giudizio di rideterminazione della pena per continuazione; la pena complessiva non può superare il triplo della pena stabilita per la violazione più grave

  • art. 671, comma secondo, cod. proc. pen.

    Il giudice dell'esecuzione, nel riconoscimento della continuazione o del concorso formale, deve rispettare il criterio procedurale previsto da tale disposizione nel determinare la pena

  • Sez. U., n. 28659 del 18/05/2017 (giurisprudenza)

    "nel riconoscimento del concorso formale o della continuazione in sede esecutiva il giudice... è tenuto... anche del limite del triplo della pena stabilita per la violazione più grave previsto dall'art. 81"

    La giurisprudenza di legittimità ha stabilito che il rispetto del limite del triplo è vincolante anche in sede esecutiva quando si riconosce la continuazione

  • Sez. 1, n. 21424 del 19/03/2019 (giurisprudenza)

    "il giudice dell'esecuzione che deve procedere alla rideterminazione della pena ... deve dapprima scorporare tutti i reati riuniti in continuazione, individuare quello più grave e solo successivamente... operare autonomi aumenti per i reati satellite"

    Per la rideterminazione della pena il giudice deve scorporare i reati già unificati nelle sentenze, individuare un unico reato più grave come base e applicare aumenti ai reati satellite; il procedimento di calcolo deve essere esplicitato

  • Corte costituzionale, sentenza n. 183 del 2013

    Richiamata per l'obbligo di rinnovare il giudizio in diversa composizione nei casi previsti (ossia necessità di diversa composizione per il nuovo esame)

Massime di principio

  • Nel riconoscimento della continuazione tra reati giudicati separatamente, il giudice dell'esecuzione deve scorporare i reati già unificati in ciascuna sentenza prima di procedere al nuovo computo
  • La pena base per il calcolo della continuazione deve essere individuata in relazione a un unico reato considerato il più grave (quoad poenam), non ad un insieme non scorporato di reati
  • Il risultato finale non può superare il limite del triplo della pena stabilita per la violazione più grave ai sensi dell'art. 81 cod. pen.
  • Se una pena è stata determinata con benefici (es. riduzione per rito abbreviato), il giudice dell'esecuzione deve tenerne conto correttamente nel fissare la pena base
  • La motivazione deve esplicitare il procedimento numerico e giuridico seguito (scorporo, individuazione del reato più grave, calcolo degli aumenti), altrimenti l'atto è viziato e merita annullamento con rinvio
  • Errori nella applicazione dei criteri obbligano la Corte di cassazione ad annullare l'ordinanza e a rinviare la rideterminazione della pena, spesso richiedendo la nuova composizione del giudice dell'appello quando previsto

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