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Sentenza

Sentenza n. 2535/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'annullamento accertamento dell'illegittimità e l'annullamento del silenzio rigetto serbato dal Comune di Saviano sull'istanza di accesso presentata da FiberCop il 18.11.2025 ai sensi degli artt. 22 e ss. della Legge 7 agosto 1990, n. 241 (doc. 1 e doc. 2) e per l'accertamento del diritto della ricorrente ad accedere e acquisire copia di tutti gli atti e documenti richiesti con l'istanza di accesso del 18.11.2025, con conseguente condanna dell'Amministrazione resistente a concedere l'estrazione di copia e l'esibizione della documentazione richiesta.

Giustizia amministrativa202600293

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di accesso documentale del 18 novembre 2025

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il silenzio-rigetto del Comune sull'istanza di accesso documentale presentata ai sensi degli artt. 22 e seguenti della l. 241/1990, chiedendo l'accertamento dell'illegittimità del silenzio e del proprio diritto a ottenere copia degli atti e documenti richiesti. Ha dedotto la violazione degli artt. 22, 24 e 25 della l. 241/1990 e dei principi generali sul procedimento amministrativo. Il Comune si è costituito eccependo l'improcedibilità e l'infondatezza del ricorso, sostenendo di avere fornito tutte le informazioni relative all'istanza. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione perché il Comune, con nota del 26 gennaio 2026, aveva riscontrato la richiesta fornendo le informazioni necessarie a individuare il soggetto responsabile dei lavori che avrebbero danneggiato la rete telefonica della società.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La sopravvenienza è consistita nel riscontro fornito dal Comune durante il giudizio e nella conseguente dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione. Il giudice ha ritenuto di dover decidere in conformità alla dichiarazione, in applicazione del principio dispositivo, poiché il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda e della definizione in rito.

Norme richiamate

  • artt. 22, 24 e 25 l. 241/1990

    Le disposizioni sono state richiamate quali norme che la ricorrente assumeva violate in relazione all'istanza di accesso documentale, ma il ricorso non è stato deciso nel merito.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente la declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; nel caso concreto il difetto è derivato dal riscontro dell'amministrazione e dalla dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio-rigetto su un'istanza di accesso, l'amministrazione fornisce un riscontro idoneo a soddisfare l'interesse conoscitivo e il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • In applicazione del principio dispositivo, il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio alla decisione nel merito né sostituirsi alla parte nella valutazione della persistenza dell'interesse ad agire, quando il ricorrente dichiari il sopravvenuto venir meno di tale interesse.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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