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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28244/2026 del 24/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La vicenda riguarda un’istanza proposta in sede esecutiva da un condannato per ottenere il riconoscimento del vincolo della continuazione tra i fatti oggetto di cinque sentenze di condanna. Il giudice dell’esecuzione aveva già riconosciuto la continuazione tra i fatti di tre precedenti sentenze, ma aveva negato l’estensione alle altre due. Con il ricorso per cassazione il condannato deduceva: 1) violazione di legge, sostenendo che il Tribunale avesse dato eccessiva enfasi alla distanza cronologica tra i reati, senza valutare per gruppi di reati gli indici dell’unicità del disegno criminoso; richiamava la vicinanza spaziale e la similarità delle condotte di spaccio, nonché periodi di detenzione ed espulsione che avrebbero spiegato gli intervalli temporali; contestava inoltre la rilevanza negativa attribuita alla tossicodipendenza, che a suo dire era preesistente; 2) vizio di motivazione, affermando che il diniego sarebbe stato sorretto da motivazione solo apparente perché non avrebbe realmente esaminato gli indici di unitarietà del programma criminoso.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondati entrambi i motivi e ha rigettato il ricorso. Ha considerato che il Tribunale aveva correttamente valorizzato, ai fini del giudizio sulla continuazione, l’ampio arco temporale tra i fatti, la diversa collocazione geografica, la presenza di diversi concorrenti, nonché le intervenute detenzioni ed espulsione. Ha inoltre rilevato che il ricorrente non aveva allegato elementi specifici e concreti idonei a superare la forte presunzione di non unitarietà del disegno criminoso derivante da tali dati. Quanto alla tossicodipendenza, la Corte ha osservato che la deduzione era generica e che, in ogni caso, non era stata offerta una spiegazione specifica del suo eventuale ruolo di collegamento tra i diversi reati. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e l’oscuramento dei dati personali ai sensi dell’art. 52 d.lgs. n. 196/03.

Norme richiamate

  • art. 671, comma 1, cod. proc. pen.

    La norma sulla decisione esecutiva in tema di reato continuato è richiamata nel senso che la sua applicazione richiede comunque la verifica concreta dell’unicità del disegno criminoso; la tossicodipendenza può essere considerata solo come elemento eventualmente rilevante, non sufficiente da sola.

  • art. 186, disp. att. cod. proc. pen.

    È richiamato come base per l’acquisizione d’ufficio delle sentenze ai fini della valutazione della continuazione, anche rispetto allo stato di tossicodipendenza dedotto.

  • art. 52 d.lgs. n. 196/03

    È disposto l’oscuramento dei dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • In sede esecutiva il riconoscimento della continuazione non può fondarsi sulla sola contiguità cronologica o sull’identità del titolo di reato, poiché tali elementi possono essere sintomatici anche di abitualità criminosa.
  • Quando il giudice esecutivo verifica la continuazione, può esaminare anche gruppi distinti di reati, purché l’interessato li deduca specificamente e alleghi indici concreti dell’unitarietà del disegno criminoso.
  • Un lungo intervallo temporale tra i fatti, la diversa collocazione territoriale, la presenza di diversi concorrenti e l’alternarsi di detenzioni o espulsioni sono elementi fortemente ostativi al riconoscimento di un unico programma criminoso, salvo allegazione contraria specifica e convincente.
  • Chi richiede la continuazione in fase esecutiva ha un onere di allegazione specifica e concreta; non basta una deduzione generica, né il mero richiamo a dati come la vicinanza cronologica, la tipologia omogenea dei reati o una presunta tossicodipendenza.
  • Lo stato di tossicodipendenza non determina automaticamente la continuazione; può rilevare solo se adeguatamente dedotto, plausibile e collegato ai singoli reati, e comunque in presenza delle ulteriori condizioni richieste dalla giurisprudenza.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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