Sentenza n. 6295/2026 - Roma, Sezione 1
per l'annullamento del provvedimento del 5.10.2022, a firma del Responsabile del Servizio I, arch. -OMISSIS- del settore IV - Tecnico, Tutela Paesaggistica della Città di Albano Laziale, con cui si dichiarava non procedibile la richiesta di parere ai sensi dell’art. 32 della l. n. 47/1985 in relazione al terreno sito in Albano Laziale, Via Ardeatina Km 26, distinto in Catasto al foglio 32, part.lle 41, 42, 43 e 44, immobile di proprietà dei sigg.ri Minori Carlo, Minori Fabrizio e Minori Gianpiero.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento comunale che ha dichiarato non procedibile la richiesta di parere paesaggistico ai sensi dell'art. 32 l. 47/1985, nell'ambito di un procedimento di condono relativo a un piancito in cemento e al posizionamento di ghiaia e cemento
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento con cui il Comune ha dichiarato non procedibile la richiesta di parere paesaggistico nell'ambito del procedimento di condono relativo a opere realizzate su un terreno di loro proprietà. Nel corso del giudizio il Comune ha dedotto che, successivamente alla proposizione del ricorso, erano stati adottati un nuovo diniego dell'autorizzazione paesaggistica, il diniego dell'istanza di condono e un'ordinanza di demolizione. Tali atti, allo stato non impugnati e quindi definitivi, avrebbero comunque precluso il conseguimento del condono, facendo venir meno l'utilità concreta dell'eventuale esame del provvedimento originariamente impugnato.
La decisione
Il TAR ha qualificato tecnicamente l'eccezione comunale non come inammissibilità, ma come improcedibilità, poiché il difetto di interesse è sopravvenuto alla proposizione del ricorso in conseguenza dell'adozione di nuovi provvedimenti. L'eccezione è stata ritenuta fondata: il successivo diniego dell'autorizzazione paesaggistica, il diniego del condono e l'ordinanza di demolizione, non impugnati, precludono comunque il condono e rendono privo di qualsiasi utilità lo scrutinio del ricorso originario. Il ricorso è stato pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 32 l. 47/1985
La disposizione costituisce il fondamento del procedimento di condono e della richiesta di parere paesaggistico oggetto dell'originaria controversia.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando, per sopravvenuta carenza di interesse, non sussiste più utilità concreta nella decisione della domanda.
Massime di principio
- La sopravvenuta adozione di provvedimenti ulteriori, non impugnati e idonei a precludere definitivamente il conseguimento del risultato perseguito dal ricorrente, determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso originario e ne comporta l'improcedibilità.
- Un'eccezione fondata sul venir meno dell'interesse a ricorrere per effetto di atti sopravvenuti deve essere qualificata come eccezione di improcedibilità, e non di inammissibilità, poiché riguarda una condizione dell'azione venuta meno dopo la proposizione del ricorso.
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