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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10921/2025 del 19/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e reati connessi; in particolare: alcuni (BOTTARO, CACCIATORE, CAIA, CASSIA Nicolas, DI MARI, PIRRONE, SERINO, URBINO) contestano l'eccessivita' degli aumenti di pena applicati per continuazione dopo aver definito la posizione in appello con concordato ex art. 599-bis c.p.p.; CAIA contesta inoltre la mancata valutazione di elementi per il proscioglimento; CASSIA Daniele e GRECO censurano l'applicazione della recidiva e il diniego delle attenuanti generiche; VINCI impugna sia il giudizio di equivalenza delle attenuanti sia la misura degli aumenti per continuazione; altri deducono errori di calcolo o vizio di motivazione nella determinazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di BOTTARO, CACCIATORE, CAIA, CASSIA Nicolas, DI MARI, PIRRONE, SERINO e URBINO (tutti coloro che in appello avevano definito la posizione ai sensi dell'art. 599-bis), confermando che le doglianze sulla determinazione della pena sono inammissibili salvo i casi espressamente consentiti. Analogamente ha dichiarato inammissibili i ricorsi di CASSIA Daniele e GRECO riguardo a recidiva e attenuanti, ritenendo la motivazione della Corte territoriale adeguata. Per VINCI Enzo Fabio ha invece annullato parzialmente la sentenza limitatamente al punto relativo all'aumento per la continuazione (ritenendo insufficiente la motivazione su un aumento complessivo di 9 mesi), disponendo rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Catania per nuovo giudizio su quel punto; ha respinto il resto del ricorso di VINCI. Condanna dei ricorrenti inammissibili al pagamento delle spese e di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Norma richiamata in relazione ai reati di traffico e detenzione di stupefacenti contestati; la Corte ha confermato condanne relative alla partecipazione ad associazioni dedite al narcotraffico.

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Previsione penale in materia di stupefacenti menzionata nei capi di imputazione; utilizzata per la qualificazione dei reati satellite connessi all'attivita' di spaccio.

  • art. 697 c.p.

    Richiamato per specifici capi di imputazione (solo per alcuni imputati); la sentenza conferma la responsabilita' per i reati indicati.

  • art. 629 c.p.

    Norma citata per alcuni capi di imputazione (rapina/estorsione o fattispecie correlate); la Corte ha valutato i profili sanzionatori connessi.

  • art. 599-bis c.p.p.

    Disciplina del concordato in appello; la Corte di Cassazione ha ricordato che, per i ricorsi sulle sentenze ex art. 599-bis, sono ammissibili solo determinati motivi (es. formazione della volonta' di concordare, consenso del PM, difformita' del provvedimento rispetto all'accordo), mentre sono inammissibili le doglianze su motivi rinunciati e sulla determinazione della pena salvo che traducano illegita' della sanzione.

  • art. 129 c.p.p.

    Richiamato prospetticamente: la mancata valutazione di condizioni di proscioglimento ex art.129 non puo' essere impugnata se la parte ha rinunciato a quei motivi nell'ambito del concordato in appello.

  • art. 81 c.p.

    Principio di determinazione della pena complessiva e limiti del cumulo: la motivazione degli aumenti per continuazione deve garantire il rispetto del rapporto di proporzione e dei limiti previsti dall'art.81.

  • art. 132 c.p.

    Delega al giudice nella scelta della pena entro i limiti edittali; la sentenza richiama la necessita' di motivare gli aumenti applicati per continuazione in modo proporzionato all'entita' degli stessi.

Massime di principio

  • Se in appello la posizione e' definita con concordato ex art. 599-bis c.p.p., le possibilita' di impugnazione in Cassazione sono molto limitate: non sono ammessi i motivi rinunciati, compresi quelli sulla determinazione della pena, salvo che la pena stessa sia illegale o ecceda i limiti edittali o sussistano vizi formali sulla formazione dell'accordo.
  • La Corte di merito deve motivare l'aumento di pena per continuazione; l'onere motivazionale e' proporzionato all'entita' dell'aumento: aumenti esigui possono non richiedere motivazione dettagliata, ma per aumenti non trascurabili (qui 9 mesi complessivi) e' necessaria una motivazione specifica che renda verificabile il rispetto della proporzione e l'esclusione del cumulo materiale.
  • L'applicazione della recidiva qualificata e il diniego delle attenuanti generiche richiedono motivazioni individualizzate e concrete: la reintegrazione dell'imputato nel medesimo sodalizio, con ruolo direttivo o detenendo armi, costituisce elemento rilevante per confermare la recidiva e per escludere attenuanti.
  • Le doglianze su errori di calcolo o su possibili cause di proscioglimento non possono essere invocate in Cassazione quando il ricorrente ha accettato il concordato in appello, salvo profili di illegittimita' della sanzione o errori che incidano sulla legalita' della pena finale.
  • In caso di insufficiente motivazione su singoli profili (per es. aumento per continuazione), la Cassazione puo' annullare parzialmente la sentenza e rinviare per nuovo giudizio limitatamente a quel punto senza travolgere l'intero dispositivo quando il resto del provvedimento sia immune da censure.

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