Sentenza del 11/11/2016 n. 288 - Comm. Trib. Prov. Grosseto
Irpef - Redditi fondiari non dichiarati - Redditi da locazione - Contratto di comodato simulato - Riqualificazione reale natura del rapporto - Prova indiziaria - Giudizio complessivo su plurimi e concordanti indizi - Necessario e sufficiente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso della contribuente è stato respinto. È stata ritenuta legittima la riqualificazione del comodato in contratto di locazione e, conseguentemente, il recupero a tassazione dei canoni non dichiarati. L'Amministrazione finanziaria ha assolto l'onere probatorio mediante una pluralità di indizi specifici, concordanti e valutati complessivamente.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Fisco sosteneva che il comodato fosse simulato e che, nella realtà, l'immobile fosse stato concesso in locazione dietro pagamento di un canone mensile di 700 euro in contanti. La riqualificazione si fondava sulle dichiarazioni rese alla Guardia di Finanza da tre coinquiline, che avevano attestato il pagamento dell'affitto, nonché sulle dichiarazioni contraddittorie e incoerenti della contribuente. Non è stata ritenuta credibile la versione secondo cui la somma costituiva un rimborso di spese condominiali e di imposte o tasse, anche perché non documentata, sproporzionata rispetto alle caratteristiche dell'immobile e incompatibile con i canoni normalmente praticati nella zona.
Massime di principio
- Un contratto formalmente qualificato come comodato può essere riqualificato come locazione quando gli elementi concreti dimostrano l'esistenza di un corrispettivo per il godimento dell'immobile.
- L'Amministrazione finanziaria può dimostrare la simulazione o la diversa natura reale del rapporto anche mediante prova indiziaria, senza necessità di un documento scritto che attesti il pagamento del canone.
- Le dichiarazioni di più occupanti dell'immobile, se coerenti tra loro, possono costituire indizi rilevanti dell'esistenza di una locazione.
- Dichiarazioni contraddittorie del contribuente, assenza di documentazione dei presunti rimborsi e sproporzione delle somme rispetto alle spese effettive possono rafforzare la ricostruzione dell'Ufficio.
- La prova deve essere valutata nel suo complesso: una pluralità di indizi specifici, concordanti e reciprocamente convergenti può essere sufficiente a fondare il recupero a tassazione.
- Per evitare contestazioni, i rapporti di comodato e gli eventuali rimborsi spese dovrebbero essere documentati con chiarezza, distinguendo le spese effettivamente sostenute da qualsiasi somma avente natura di corrispettivo per l'uso dell'immobile.
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