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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27879/2023 del 27/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna per rapina pluriaggravata e sequestro di persona: la difesa lamentava violazioni sostanziali e processuali e vizio di motivazione. In particolare si contestava il rigetto della richiesta di rito abbreviato condizionato (per ripetizione di accertamenti genetici e audizione di consulenti), vizi nelle operazioni di repertamento e custodia delle tute (rischio di contaminazione, mancanza di verbalizzazione delle operazioni di PG), violazione del diritto di partecipazione del consulente tecnico della difesa alle operazioni del RIS, errori metodologici nelle estrazioni e comparazioni del DNA (uso di nomenclature duplici, mancata documentazione del secondo prelievo), criticità sulla identificazione e compatibilità delle tute e della fisionomia del rapinatore (occhi azzurri, taglia della tuta), censura sulla qualificazione come falso di un presunto alibi e contestazione della idoneità delle prove a sostenere la condanna; infine censura sul capo di sequestro di persona che, secondo la difesa, sarebbe stato assorbito o comunque viziato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i motivi di ricorso, in gran parte, infondati. Ha confermato che i giudici di merito hanno correttamente valutato la rilevanza probatoria degli esiti delle analisi genetiche e che eventuali irregolarità procedurali o violazioni delle linee guida scientifiche non comportano automaticamente inutilizzabilità della prova se non è dimostrato che abbiano inciso sull'esito dell'esame. Ha ritenuto legittima la decisione del GUP e del Tribunale di respingere il rito abbreviato condizionato, poiché i rilievi tecnici dovevano essere valutati in dibattimento. Ha ritenuto non sussistente la nullità per mancata verbalizzazione e non fondata la censura sulla mancata partecipazione continuativa del consulente di parte, precisando che l'avviso di inizio operazioni soddisfa il diritto di partecipazione. Ha condiviso la valutazione dei giudici di merito circa l'affidabilità della comparazione genetica e la compatibilità delle tute con la dinamica del fatto, nonchè la valutazione sull'alibi. Tuttavia, ha disposto l'annullamento senza rinvio, limitatamente al reato di sequestro di persona (capo B), nella parte in cui la perseguibilità è oggi disciplinata dal D.lgs. 150/2022 come procedibile a querela di parte, non proposta; pertanto quella parte della sentenza è stata dichiarata improcedibile e annullata.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen., comma 3, n. 3-quinquies

    Citata come aggravante attenente al delitto di rapina; la Corte non ha ravvisato errori nell'esclusione o nell'applicazione dell'aggravante rispetto alle decisioni di merito

  • art. 135 disposizioni attuative cod. proc. pen.

    Richiamata per affermare che la richiesta di rito abbreviato condizionato non obbliga il giudice ad acquisire preventivamente il fascicolo del PM salvo che si tratti di istanza di patteggiamento; il giudice può valutare ex ante la compatibilità della condizione con il rito

  • art. 360 cod. proc. pen. (perizia)

    Usata per spiegare le garanzie richieste per accertamenti valutati irripetibili; la Corte ha ritenuto corretta la prudente applicazione delle garanzie e che la ripetizione dell'accertamento non sia un diritto automatico della difesa

  • art. 357 e art. 373 cod. proc. pen.

    Richiamati in tema di verbalizzazione delle operazioni di polizia giudiziaria: la Corte conferma l'orientamento secondo cui la mancata redazione formale non determina automaticamente la nullità se le attività sono comunque documentate e identificabili

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato nella distinzione tra prova e mero elemento indiziario; la Corte ha ribadito che indagini genetiche con forte valore statistico costituiscono prova e possono sorreggere la condanna salvo prova concreta di contaminazione o errore

  • D.lgs. 150/2022

    Applicato per effetto della riforma che ha reso il delitto di sequestro di persona procedibile a querela di parte: la Corte ha annullato senza rinvio la condanna relativa a quel reato in assenza della querela

Massime di principio

  • Esiti di analisi genetiche con elevata forza statistica costituiscono prova piena e non mero indizio; eventuali violazioni procedurali devono dimostrare un concreto nesso causale con l'erroneità del risultato per determinare l'inutilizzabilità
  • La mancata verbalizzazione immediata delle operazioni di reperimento o di PG non comporta automaticamente nullità: è sufficiente che le attività siano adeguatamente documentate e che siano identificabili tempo, luogo, persone e fonti di provenienza
  • Il diritto della difesa a partecipare agli accertamenti peritali è soddisfatto dall'avviso dell'inizio delle operazioni; l'omessa successiva comunicazione di singole prosecuzioni graviterà sulla diligenza della difesa se essa ha scelto modalità interlocutorie non continuative
  • La richiesta di rito abbreviato condizionato può essere rigettata se la condizione prospettata richiede accertamenti da svolgere in dibattimento: il giudice non è tenuto a valutare preventivamente l'intero fascicolo del PM salvo ipotesi specifiche (es. patteggiamento)
  • Cambiamenti normativi sopravvenuti (es. procedibilità a querela) possono rendere improcedibili e quindi annullabili parti della sentenza anche in Cassazione; verificare sempre la tempestività o la sussistenza della querela per i reati divenuti procedibili a querela
  • In caso di contestazioni sulla catena di custodia o sul rischio di contaminazione, la strategia difensiva deve mirare a dimostrare l'effetto concreto di tali violazioni sull'esito analitico, non limitarsi a contestare il mancato rispetto di linee guida scientifiche in astratto

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