Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26470/2022 del 08/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Del Buono, detenuto, propone ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. avverso la sentenza della Corte di Cassazione n. 4053/22 che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso contro l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Torino (18/05/2021) che aveva respinto la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale o, in subordine, la detenzione domiciliare. Lamenta che la Cassazione abbia travisato i motivi: (i) il primo e il terzo motivo denunciano che la Corte ha frainteso la doglianza originaria, che riguardava la nullità assoluta per mancata notifica dell'udienza al difensore di fiducia Avv. Paolo Verra, interpretandola invece come mera lamentela sul rispetto dei termini di notifica; (ii) il secondo motivo deduce che la Corte ha travisato le evidenze processuali, ritenendo che non fosse documentata la istanza subordinata di sostituzione della misura con la detenzione domiciliare, mentre tale richiesta risultava dal verbale d'udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il rimedio straordinario ex art. 625-bis c.p.p. sia esperibile esclusivamente in relazione a pronunce di condanna (intese come applicazione di una sanzione penale) e non sia fruibile per impugnare provvedimenti dei giudici di sorveglianza che attengono alle modalità esecutive della pena. La sentenza della Cassazione oggetto del ricorso non ha stabilizzato il giudicato in relazione alla condanna, bensì ha reso definitiva una decisione su ammissione all'affidamento in prova al servizio sociale; pertanto la procedura di correzione dell'errore di fatto non si applica. Il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario per errore di fatto è applicabile solo con riferimento a pronunce di condanna (applicazione di sanzione penale) e non ai provvedimenti del giudice di sorveglianza che concernono modalità esecutive della pena

  • Sezioni Unite, sentenza Nunziata n. 13199 del 21/07/2016

    Conferma che l'art. 625-bis può essere usato dal condannato per correggere errore di fatto nella decisione della Cassazione su ricorso contro ordinanza del giudice dell'esecuzione quando la decisione stabilizzi il giudicato e renda irrimediabile il pregiudizio; differenzia i limiti rispetto ai provvedimenti di sorveglianza

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato come criterio formale per l'enunciazione dei motivi nella motivazione del ricorso, relativo ai limiti richiesti per la motivazione

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n.137, convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n.176

    Norma richiamata nella requisitoria del Procuratore Generale relativa alle procedure straordinarie introdotte o modificate nel periodo emergenziale; citata in relazione alla requisitoria ma non determinante per l'inammissibilità

  • art. 1 e art. 7 del decreto-legge n. 105 del 2021

    Richiamati nella requisitoria del Procuratore Generale; citazioni tecniche relative alle procedure urgenti ma non centrali nella motivazione dell'inammissibilità

Massime di principio

  • Il rimedio straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è utilizzabile principalmente per correggere errori di fatto nelle decisioni che hanno operato una condanna penale definitiva; non è normalmente applicabile ai provvedimenti del giudice di sorveglianza sulle modalità esecutive della pena.
  • Se la decisione della Corte di Cassazione ha effettivamente stabilizzato il giudicato in modo da rendere irrimediabile il pregiudizio derivante dall'errore di fatto, l'eccezione prevista dalle Sezioni Unite (Nunziata) può aprire la strada al ricorso, altrimenti il rimedio è inammissibile.
  • Per contestare omissioni processuali rilevanti (ad es. mancata notifica all'unico difensore di fiducia) è fondamentale documentare con chiarezza e nei modi e tempi processuali la natura della doglianza e l'effettivo pregiudizio derivante dalla omissione; talora altri rimedi (istanze al giudice dell'esecuzione, impugnazioni ordinarie) possono essere più adeguati.
  • Quando l'oggetto del contrasto riguarda decisioni sulla esecuzione (affidamento in prova, detenzione domiciliare), è opportuno valutare preliminarmente se l'atto impugnato incida sulla condanna stessa o solo sulle modalità esecutive: il primo caso può rientrare nell'art. 625-bis, il secondo no.
  • In situazioni simili, se si ritiene che la Corte di Cassazione abbia travisato il motivo in cassazione, occorre mostrare che tale travisamento abbia prodotto una stabilizzazione del giudicato o impedisca un rimedio futuro; altrimenti il ricorso straordinario per errore di fatto rischia l'inammissibilità.
  • Documentare verbalmente e per iscritto le istanze subordinate (es. richiesta di detenzione domiciliare in subordine) nell'udienza e agli atti è fondamentale per evitare contestazioni sulla loro effettiva formulazione e per consentire controlli successivi.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.