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Sentenza

Sentenza n. 3191/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione II) n. 3133 del 20 dicembre 2023

Giustizia amministrativa202404451

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lombardia che aveva respinto il ricorso contro la valutazione negativa del Comune sulla proposta di realizzazione di una residenza convenzionata per studenti universitari su area adiacente al compendio edilizio di via Quintiliano n. 5

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva impugnato il provvedimento comunale del 4 marzo 2019, con cui era stata comunicata la valutazione negativa della proposta di realizzare una residenza convenzionata per studenti universitari su un’area confinante con il complesso edilizio interessato da un obbligo di riserva del 35% della superficie lorda di pavimento per edilizia residenziale sociale, previsto dall’art. 11.4 delle NTA del Piano delle regole. La proposta era diretta a definire stragiudizialmente il contenzioso relativo all’obbligo di ERS, mediante la realizzazione, su area adiacente, di una superficie convenzionata superiore a quella che sarebbe stata richiesta nel compendio originario. In primo grado erano stati dedotti eccesso di potere per contraddittorietà dell’azione amministrativa e difetto di istruttoria, nonché difetto di motivazione, violazione e falsa applicazione degli artt. 11.4 e 9.2 delle NTA, travisamento dei presupposti di fatto e di diritto e ulteriore difetto di istruttoria. In appello la società ha denunciato error in iudicando, sostenendo che il TAR avesse erroneamente escluso la contraddittorietà tra gli esiti dell’incontro del 20 febbraio 2019 e il successivo diniego, adottato da un diverso ufficio, e avesse erroneamente ritenuto adeguata la motivazione del provvedimento. Ha inoltre sostenuto che la residenza universitaria convenzionata fosse riconducibile all’ERS e che la proposta realizzasse sia l’interesse pubblico sia quello privato.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l’appello e confermato la sentenza del TAR. Ha escluso la contraddittorietà tra l’incontro del 20 febbraio 2019 e il successivo provvedimento negativo, rilevando che la riunione aveva avuto carattere meramente interlocutorio e non aveva comportato l’assunzione di obblighi precisi da parte dell’Amministrazione. Il successivo rinvio a un eventuale esame politico e urbanistico non costituiva quindi un esito vincolante né assicurava l’accoglimento della proposta. Il Collegio ha ritenuto legittimo il diniego anche perché il Comune aveva facoltà di non accettare la proposta, avente sostanzialmente natura transattiva, poiché essa prevedeva la realizzazione della quota destinata a ERS su un terreno adiacente e al di fuori del compendio edilizio interessato, mentre l’art. 11.4 delle NTA imponeva la riserva del 35% della superficie all’interno del medesimo intervento. La motivazione è stata giudicata congrua, in quanto fondata sul contenuto della proposta e sul richiamo alla disciplina urbanistica applicabile. Sono state escluse carenze istruttorie e travisamenti dei presupposti. Non è stata ritenuta rilevante né l’adozione dell’atto da parte di un ufficio diverso da quello presso cui si era svolta la riunione, essendo l’ufficio emanante competente, né l’omesso richiamo all’incontro, riconosciuto come interlocutorio dalla stessa appellante. La scelta di non accettare la soluzione alternativa è stata ricondotta al merito amministrativo e, in assenza di manifesto errore o palese irragionevolezza, non è stata ritenuta sostituibile dal giudice. L’appellante è stata condannata alle spese del grado, liquidate in 4.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 11.4 NTA del Piano delle regole

    riserva del 35% della s.l.p. per scopi di edilizia residenziale sociale

    La disposizione è stata interpretata nel senso che la quota di ERS deve essere riconosciuta e realizzata all’interno del medesimo compendio edilizio interessato dall’intervento, non potendo essere sostituita unilateralmente con opere realizzate su un’area adiacente e al di fuori del complesso.

  • art. 9.2 NTA del Piano delle regole

    La disposizione è stata richiamata dalla ricorrente quale parametro urbanistico asseritamente violato; la sentenza non ne esplicita una specifica interpretazione autonoma.

Massime di principio

  • Gli esiti di un incontro interlocutorio tra amministrazione e privato, se non accompagnati dall’assunzione di obblighi precisi o da una determinazione conclusiva, non vincolano l’amministrazione e non rendono contraddittorio il successivo provvedimento negativo adottato dall’ufficio competente.
  • L’amministrazione può rifiutare una proposta avente natura sostanzialmente transattiva quando la soluzione prospettata non corrisponde alla disciplina urbanistica applicabile, anche se il privato sostiene che essa realizzi un interesse pubblico equivalente o maggiore.
  • Quando una disciplina urbanistica impone una quota di edilizia residenziale sociale all’interno di uno specifico intervento o compendio edilizio, la realizzazione di opere analoghe su un’area adiacente e distinta non soddisfa automaticamente l’obbligo, salvo che ciò sia consentito dalla disciplina applicabile o accettato legittimamente dall’amministrazione.
  • È congruamente motivato il diniego che richiami il contenuto della proposta e la disposizione urbanistica che ne impedisce l’accoglimento, senza necessità di esaminare favorevolmente una soluzione alternativa non conforme alla disciplina vigente.
  • L’adozione del provvedimento da parte di un ufficio diverso da quello che ha partecipato a un precedente incontro non determina illegittimità se l’ufficio emanante è competente e l’incontro precedente ha avuto natura meramente interlocutoria.
  • La scelta amministrativa di non accettare una soluzione alternativa rientra nel merito dell’azione amministrativa e non è sostituibile dal giudice quando non emergano manifesto errore, palese irragionevolezza o altri vizi di legittimità.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiDestinazioni d'uso e zone omogeneeMotivazione del provvedimentoAppello
RamiUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEccesso di potere

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