Cassazione Civile, Ordinanza n. 15372/2022 del 13/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (consorzio)
La controversia
La controversia riguarda il pagamento del sovracanone BIM previsto per le grandi derivazioni idriche. Un consorzio pubblico titolare del bacino imbrifero montano del Piave aveva richiesto il pagamento del sovracanone a un altro consorzio, titolare di due impianti idroelettrici. Il giudice regionale delle acque aveva respinto la domanda ritenendo dovuto il sovracanone; il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, in appello, aveva invece escluso l’obbligo per l’impianto sito nel Comune di Arcade, ritenendo decisiva la collocazione dell’opera di presa fuori dal perimetro del bacino. Il ricorrente principale ha impugnato la sentenza del TSAP con cinque motivi: (1) omesso esame e violazione dell’art. 115 c.p.c. per avere il TSAP ritenuto non contestata l’ubicazione dell’opera di presa; (2) omessa pronuncia sull’eccezione di giudicato interno relativa all’ubicazione della presa; (3) omesso esame del fatto decisivo dell’afferenza delle due centrali alla medesima presa; (4) nullità della sentenza per violazione degli artt. 112, 115 c.p.c. e 2697 c.c. in relazione all’esistenza di una presa da canale di derivazione; (5) violazione dell’art. 1, comma 137, l. 228/2012, della l. 959/1953 e dell’art. 83-bis l.r. Veneto 11/2001, sostenendo che per opera di presa dovesse intendersi quella di captazione a monte e che dovessero rilevare anche derivazioni a cascata o reti di distribuzione con presa solo parzialmente nel BIM. Il controricorrente ha proposto ricorso incidentale con due motivi, entrambi fondati su questioni di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 137, l. 228/2012 e del complesso normativo sul sovracanone, per asserita violazione degli artt. 3, 41 e 53 Cost. e delle norme UE sulla concorrenza, assumendo la disparità di trattamento e l’irragionevolezza dell’obbligo imposto.
La decisione
La Corte di cassazione, a Sezioni unite, ha rigettato il ricorso principale. Ha ritenuto corretta la lettura del TSAP secondo cui il presupposto del sovracanone è la localizzazione delle opere di presa nel territorio del BIM, con rilevanza del punto di captazione dell’acqua e non di eventuali opere a valle o di una generica derivazione dal canale. Ha escluso la formazione di un giudicato interno sulla questione dell’ubicazione della presa e ha negato che vi fosse omesso esame di fatti decisivi o violazione dell’onere della prova. Ha inoltre precisato che la fattispecie concreta non riguardava impianti a cascata e che il richiamo alla disciplina previgente e alla normativa regionale non mutava l’esito. Conseguentemente, essendo stato respinto il ricorso principale, il ricorso incidentale è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese sono state integralmente compensate e, per entrambi i ricorrenti, è stato dichiarato l’obbligo del versamento dell’ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 1, comma 137, L. 24 dicembre 2012, n. 228
Il sovracanone è dovuto in relazione alle opere di presa d’acqua che ricadano in tutto o in parte nei territori dei comuni compresi nel BIM; rileva il luogo di ubicazione della presa, non la sola provenienza a monte dell’acqua o opere successive di derivazione.
art. 1, L. 27 dicembre 1953, n. 959
"art. 1 della legge n. 959/1953"
È richiamato come conferma storica dell’assetto secondo cui l’obbligo di sovracanone presuppone che le opere di presa siano, totalmente o parzialmente, nel territorio imbrifero montano.
art. 83-bis L.R. Veneto n. 11/2001
"art. 83-bis della L.R. Veneto n. 11/2001"
La disposizione regionale è ritenuta non decisiva perché non disciplina il caso dell’attivazione di centrali idroelettriche su una rete di derivazione artificiale preesistente e non incide sull’individuazione della presa ai fini del sovracanone.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
"art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c."
È il paradigma invocato per dedurre violazioni di legge sostanziale e processuale.
art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
"art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c."
È richiamato per i vizi di nullità della sentenza per omessa pronuncia o violazione di norme processuali.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
"art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c."
È il parametro invocato per l’omesso esame di fatti decisivi.
art. 112 c.p.c.
È esclusa la sua violazione perché la sentenza di appello ha comunque deciso sul punto controverso.
art. 115 c.p.c.
La Corte esclude che il TSAP abbia erroneamente reputato non contestati fatti che risultavano invece ritualmente contestati, ritenendo però comunque infondate le censure sul punto.
art. 2697 c.c.
Non vi è stata violazione del riparto dell’onere probatorio, poiché l’accertamento della localizzazione della presa rientrava nella valutazione del giudice sulla base delle contestazioni in atti.
art. 2909 c.c.
L’eccezione di giudicato interno è esclusa perché la questione dell’ubicazione della presa era stata oggetto di specifica devoluzione in appello.
artt. 3, 41 e 53 Cost.
Le questioni di legittimità costituzionale sono richiamate ma, nel caso concreto, il ricorso incidentale è dichiarato inammissibile per difetto di interesse; la Corte ricorda comunque precedenti di legittimità costituzionale favorevoli alla norma.
artt. 101 e segg. TFUE
"art. 101 e segg. del Trattato sul funzionamento dell’U.E."
Il richiamo alle norme UE sulla concorrenza è assorbito dall’inammissibilità del ricorso incidentale.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
"art. 13, comma 1-quater"
Viene accertata la sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte di entrambe le parti ricorrenti.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002
È la base del contributo unificato cui si aggancia l’ulteriore importo dovuto in caso di rigetto/inammissibilità.
Massime di principio
- Ai fini del sovracanone BIM per grandi derivazioni idriche, il presupposto decisivo è la localizzazione dell’opera di presa d’acqua nel territorio del bacino imbrifero, totale o parziale; non è sufficiente il fatto che l’acqua provenga da monte o che esistano manufatti o canali di derivazione a valle.
- La nozione di opera di presa va riferita alla struttura che effettua la captazione dell’acqua per l’impianto, non alle opere ulteriori e distinte che si trovano lungo il canale di derivazione o nella rete di distribuzione.
- Non sussiste omesso esame di fatti decisivi quando il giudice di merito ha affrontato il punto storico-giuridico centrale e lo ha risolto sulla base dell’accertata ubicazione della presa; in tale ipotesi non vi è neppure violazione del riparto dell’onere della prova.
- L’eccezione di giudicato interno richiede che la statuizione asseritamente coperta da giudicato non sia stata devoluta con l’impugnazione; se il punto è specificamente contestato in appello, il giudicato interno non si forma.
- Le questioni di legittimità costituzionale proposte in via incidentale diventano inammissibili per difetto di interesse quando, per effetto della decisione sul ricorso principale, viene meno la loro rilevanza nel giudizio.
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