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Sentenza

Sentenza n. 7068/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600501

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della Questura di Vibo Valentia della licenza per l’esercizio della raccolta di scommesse ai sensi dell’art. 88 del r.d. 18 giugno 1931, n. 773; in appello, sentenza del TAR Calabria, Sez. I, n. 1057 del 16 giugno 2025 che aveva annullato il diniego

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Ministero dell’Interno ha appellato la sentenza del TAR Calabria che aveva accolto il ricorso contro il diniego della licenza di raccolta scommesse. Ha dedotto che l’amministrazione dispone di ampia discrezionalità nel valutare il requisito soggettivo della buona condotta e che il giudizio prognostico negativo può fondarsi su elementi indiziari complessivamente considerati, in relazione all’affidabilità personale e alla specificità di un’attività esposta al rischio di riciclaggio. Ha richiamato le frequentazioni del richiedente con soggetti controindicati, le cointeressenze societarie familiari e i collegamenti con persone ritenute altamente controindicate. L’appellato ha eccepito la tardività dell’appello, sostenendo che il termine semestrale dalla pubblicazione della sentenza, non notificata, fosse scaduto il 16 dicembre 2025, mentre l’appello era stato notificato il 16 gennaio 2026; ha inoltre eccepito l’inammissibilità per mancata critica specifica alla sentenza. Nel merito ha sostenuto che gli elementi fossero generici, risalenti e non attuali, che l’istruttoria e la prognosi fossero carenti e illogiche e che la valutazione dovesse essere personale. Il TAR aveva ritenuto non sufficiente il quadro indiziario, valorizzando l’incensuratezza, i redditi autonomi dichiarati per il 2023 e il 2024, il domicilio dal 2021 a Pizzo in immobile concesso in comodato, la riabilitazione del padre, l’assenza di precedenti penali della madre e la genericità delle frequentazioni.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’eccezione di tardività: il calcolo dell’appellato non considerava la sospensione feriale dei termini nell’agosto 2025, sicché l’appello era tempestivo. Ha respinto anche l’eccezione di inammissibilità per difetto di specificità, rilevando che l’appello individuava e censurava puntualmente le statuizioni del TAR; era inoltre inconferente richiamare l’onere di non riproporre i motivi di primo grado, poiché il Ministero era stato parte resistente e aveva svolto mere difese. Nel merito ha accolto l’appello: la valutazione della buona condotta ai fini delle licenze di pubblica sicurezza è ampiamente discrezionale e gli indizi devono essere apprezzati unitariamente, non in modo atomistico. Le frequentazioni del richiedente con soggetti controindicati, pur risalenti, insieme al contesto familiare con elementi di controindicazione riferibili a entrambi i genitori e alla precedente attività della madre nel settore della raccolta di scommesse, erano sufficienti a fondare la prognosi negativa e il diniego. In quanto atto plurimotivato, il diniego restava legittimo anche a prescindere dal motivo concernente l’insufficienza delle risorse economiche. La sentenza del TAR è stata riformata e il ricorso di primo grado respinto. Spese di entrambi i gradi compensate.

Norme richiamate

  • art. 88 r.d. 18 giugno 1931, n. 773

    Al riguardo, premesso il richiamo alla consolidata giurisprudenza che riconosce ampia discrezionalità all’Amministrazione nella valutazione del requisito della “buona condotta” ai fini dell’adozione delle licenze di P.S. (fin troppo nota per necessitare di citazioni, e non disconosciuta formalmente neanche dalla sentenza appellata), e tenuto conto della necessità di considerare in modo non atomistico ma unitario gli elementi indiziari su cui si fonda il giudizio di inaffidabilità, deve ritenersi che nella specie il richiamo alle frequentazioni dell’odierno appellato con soggetti controindicati, ancorché risalenti nel tempo, ed al contesto familiare connotato da elementi di controindicazione di entrambi i genitori, uno dei quali (la madre) peraltro in passato attivo nello stesso settore di raccolta scommesse cui afferisce il diniego per cui è causa, fosse di per sé idoneo e sufficiente a fondare il censurato diniego.

    Nel valutare il rilascio della licenza di raccolta scommesse, l’amministrazione può svolgere una prognosi discrezionale sull’affidabilità e sulla buona condotta del richiedente, considerando unitariamente frequentazioni e contesto familiare; gli elementi descritti dalla decisione erano sufficienti a giustificare il diniego.

  • art. 11 r.d. 18 giugno 1931, n. 773

    Nel senso, la giurisprudenza della Sezione, proprio con riferimento alle licenze per la raccolta di scommesse di cui all’articolo 88 del r.d. 18 giugno 1931, n. 773, ha più volte affermato che, ai sensi dell’articolo 11 dello stesso r.d., può ritenersi giustificata la valutazione prognostica negativa sull’affidabilità del richiedente in relazione alle circostanze del caso concreto, alle frequentazioni e al rapporto di parentela o affinità con soggetti pregiudicati, nonché in relazione al contesto sociale in cui l’attività andrebbe a svolgersi al fine di prevenire che l’esercizio della medesima nel settore delicato della raccolta di scommesse sia volto a fini criminali o fraudolenti (cfr. ex plurimis Cons. Stato, sez. III, 1 giugno 2021, n. 4213; id., sez. VI, 22 ottobre 2009, n. 6479; C.g.a.r.s., 8 settembre 2025, n. 696).

    La valutazione prognostica negativa sull’affidabilità può basarsi, in concreto, sulle frequentazioni, sui legami familiari con soggetti pregiudicati e sul contesto sociale in cui si svolgerà la raccolta scommesse, per prevenire usi criminali o fraudolenti dell’attività.

  • art. 101, comma 1, c.p.a.

    Più precisamente, in disparte l’inconferenza del richiamo alla giurisprudenza per cui l’appello non può consistere nella riproposizione dei motivi di primo grado, in quanto l’Amministrazione nella specie era parte resistente in primo grado (e, pertanto, non aveva formulato motivi di censura, ma semmai mere difese a fronte delle censure del ricorrente), da una piana lettura dell’appello emerge che in esso sono richiamate e puntualmente censurate le statuizioni del T.A.R..

    L’appello soddisfa l’onere di critica specifica quando richiama e censura puntualmente le statuizioni della sentenza impugnata; non è pertinente contestare la mera riproposizione di motivi di primo grado quando l’appellante era stato resistente e aveva svolto soltanto difese.

Massime di principio

  • Nel rilascio di licenze di pubblica sicurezza per la raccolta di scommesse, la valutazione del requisito della buona condotta e dell’affidabilità del richiedente è ampiamente discrezionale e può fondarsi su una prognosi negativa relativa al possibile uso criminale o fraudolento dell’attività.
  • La prognosi di inaffidabilità deve derivare dalla valutazione unitaria, e non atomistica, degli elementi indiziari; possono rilevare le frequentazioni con soggetti controindicati, i rapporti di parentela o affinità con persone pregiudicate e il contesto sociale e familiare, anche quando alcuni elementi siano risalenti, se considerati nel quadro complessivo.
  • In presenza di un provvedimento plurimotivato, la sufficienza di un autonomo motivo ostativo rende recessivo l’esame degli ulteriori motivi posti a fondamento dell’atto.
  • L’onere di specificità dell’appello è assolto quando l’atto individua e critica puntualmente le statuizioni della sentenza impugnata; non si può imputare la riproposizione di motivi di primo grado all’amministrazione che in primo grado era resistente e aveva svolto mere difese.

Come è indicizzato

MaterieGiochi e scommesseAppello
RamiCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaLegittimazione e interesse a ricorrereEccesso di potere

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