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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 23854/2023 del 04/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva rigettato la domanda di inefficacia/annullamento di una scrittura privata di compravendita autenticata dal notaio Corigliano, sostenendo che l'acquirente 'Lucio Sinibaldi' era persona inesistente. L'attrice aveva dedotto la falsità dell'autenticazione notarile e chiesto risarcimento. I giudici di merito ritennero che, poiché l'identità era stata attestata dal notaio (atto pubblico con efficacia di prova), la contestazione della verità di tale attestazione poteva essere esperita solo con la querela di falso; la parte non aveva validamente proposta tale querela in primo grado (o era stata ritenuta rinunciata), così la domanda fu respinta. In cassazione Italfondiario deduceva quattro motivi: i primi due contestavano la portata probatoria dell'attestazione del notaio e la necessità della querela di falso; il terzo denunciava l'erronea esclusione della querela perché la parte aveva in appello proposto la querela con procura speciale e non poteva considerarsi rinunciata dall'ordinanza del giudice; il quarto riguardava il risarcimento del danno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto i primi due motivi (confermando che l'attestazione del notaio circa l'identità ha efficacia probatoria che può essere vinta con querela di falso e che l'accertamento del notaio non era mera errore materiale) e ha accolto il terzo motivo, rilevando che la querela di falso può essere proposta in qualsiasi stato e grado del giudizio, anche mediante procuratore speciale, e che la rinuncia ritenuta dalla Corte d'appello non era reale poiché l'iniziativa era stata assunta d'ufficio dal giudice; il quarto motivo è assorbito. La sentenza di appello è cassata limitatamente al profilo dell'ammissibilità della querela di falso e la causa è rinviata alla Corte d'appello di Roma per un nuovo esame, con pronuncia anche sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 2700 c.c.

    stabilisce la presunzione di verità degli atti pubblici e la loro efficacia probatoria fino a querela di falso; la Corte conferma che l'attestazione del notaio rientra in tale ambito.

  • art. 2703 c.c.

    prevede i requisiti per l'autenticazione delle sottoscrizioni da parte del pubblico ufficiale (concorso dell'accertamento dell'identità); richiamato per precisare le garanzie richieste all'autenticazione.

  • art. 49 legge notarile (legge n. 89/1913)

    impegna il notaio ad essere certo dell'identità personale delle parti e a valutarla con diligenza e, se necessario, avviare ulteriori indagini; giustifica la rilevanza probatoria dell'attestazione notarile.

  • art. 221 c.p.c.

    disciplina la querela di falso: può essere proposta in qualsiasi stato e grado del giudizio finché la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato, e può essere proposta personalmente o mediante procuratore speciale; la Corte ha riconosciuto l'ammissibilità della querela proposta in appello con procura speciale.

  • art. 115 c.p.c.

    principi relativi alla valutazione della prova e onere della prova; richiamato nel contesto del confronto tra efficacia probatoria dell'atto pubblico e mezzi per superarla.

  • art. 116 c.p.c.

    attiene alla produzione e all'assunzione della prova; citato in rapporto alla contestazione dell'attestazione notarile.

  • art. 2043 c.c.

    norma sulla responsabilità civile extracontrattuale; citata in relazione alla domanda di risarcimento danni ritenuta assorbita fino alla decisione sulla querela di falso.

  • art. 225 c.p.c.

    disciplina il procedimento di querela di falso (richiami procedurali), richiamata in relazione alla necessità di seguire la procedura prevista per l'accertamento della falsità documentale.

  • art. 112 c.p.c.

    principio di leale collaborazione e di formazione della prova nel contraddittorio; evocato nel quadro procedurale della querela di falso e delle esigenze istruttorie.

Massime di principio

  • L'attestazione di identità resa da un notaio nell'ambito dell'autenticazione di una sottoscrizione ha efficacia probatoria speciale (atto pubblico) e la sua verità può essere contestata mediante querela di falso: senza aver esperito (o senza che sia stata dichiarata ammissibile) la querela di falso, la parte difficilmente potrà far valere l'inesistenza dell'autore della sottoscrizione.
  • La querela di falso può essere proposta in qualsiasi stato e grado del processo, purché la verità del documento non sia già stata accertata con sentenza passata in giudicato, e può essere presentata tramite procuratore speciale; pertanto la mancata proposizione in primo grado non esclude automaticamente la proposizione in grado di appello.
  • Non tutte le inesattezze riscontrate in un atto autentico sono da considerarsi mero errore materiale: se si tratta di attestazioni direttamente percepite dal pubblico ufficiale (es. identificazione personale verificata dal notaio), esse rientrano nella sfera delle attestazioni che la legge qualifica come opponibili fino a querela di falso.
  • Quando il notaio dichiara di esser certo dell'identità, il giudice valuta la correttezza dell'attività del notaio sulla base della diligenza professionale richiesta (art. 49 legge notarile): se emergono elementi discordanti o dubbi, il notaio dovrebbe effettuare ulteriori indagini; la mancata diligenza può essere censurata ma la prova dell'inesistenza resta affidata alla procedura di querela di falso.
  • In contenziosi immobiliari con autenticazioni notarili, prima di chiedere l'accertamento dell'inefficacia del contratto per falsità dell'identità è procedurale e strategico valutare tempestivamente la proposizione della querela di falso (con procura speciale al difensore se si intende proporla in sede di impugnazione).

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