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Sentenza

Sentenza n. 508/2026 - Genova, Sezione 2

per l’annullamento - dell’ingiunzione di demolizione prot. n. 163201 dell’11 maggio 2016, “conosciuta in data successiva al 19 luglio 2016”; - di ogni atto presupposto, consequenziale o connesso e, ove occorrendo, degli ordini di sospensione dei lavori prot. n. 131559 del 2016 e prot. n. 27545 del 2016, dell’atto dirigenziale n. 1396 del 2016, “conosciuti in data successiva al 19 luglio 2016”;

Giustizia amministrativa201600636

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione di demolizione, ordini di sospensione dei lavori e atti dirigenziali connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni adottanti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato, in proprio, l’ordine di sospensione dei lavori adottato dalla Città Metropolitana di Genova, gli atti dirigenziali connessi e l’ingiunzione di demolizione adottata dal Comune di Genova, chiedendone l’annullamento e domandando in via cautelare la sospensione degli effetti degli atti. L’istanza cautelare non è stata discussa, essendo stata rinviata a data da destinarsi su richiesta della ricorrente. Nel corso del giudizio, dopo la presentazione di un’istanza di accertamento di conformità edilizia, il Comune ha rilasciato, con provvedimento dell’11 agosto 2025, il titolo in sanatoria. Le parti hanno insistito per la decisione nel merito senza tuttavia indicare le ragioni della permanenza dell’interesse alla pronuncia nonostante il rilascio della sanatoria.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il rilascio del provvedimento di accertamento di conformità ha sostanzialmente sanato l’intervento edilizio oggetto degli atti impugnati, facendo venir meno l’interesse concreto e attuale della ricorrente alla loro eliminazione. La dichiarazione è stata adottata d’ufficio, previo avviso alle parti ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a., e senza esame dei motivi di illegittimità dedotti, poiché la sopravvenuta sanatoria ha privato il ricorso della sua utilità pratica. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Impone al giudice di segnalare alle parti le questioni rilevate d’ufficio sulle quali intende fondare la decisione, consentendo il contraddittorio; nel caso concreto il TAR ha dato avviso a verbale della possibile improcedibilità.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le norme processuali applicabili; il testo non esplicita una specifica interpretazione ulteriore.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione dell’affare nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato; il testo non esplicita una specifica interpretazione ulteriore.

Massime di principio

  • Il rilascio, nel corso del giudizio, di un accertamento di conformità edilizia che sani sostanzialmente l’intervento oggetto di un’ingiunzione di demolizione fa venir meno l’interesse concreto e attuale del ricorrente all’annullamento dell’ingiunzione e degli atti connessi, determinando l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Quando il giudice rileva d’ufficio una possibile causa di improcedibilità fondata su una sopravvenienza processuale, deve previamente avvisare le parti per consentire il contraddittorio ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a.
  • La sopravvenuta perdita dell’utilità pratica dell’impugnazione impedisce l’esame nel merito dei vizi dedotti contro gli atti edilizi impugnati.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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